A Firenze nascerà il Museo Alinari. Ma lo storico archivio fotografico avrà una casa anche nelle Terme Excelsior di Montecatini

Due sedi per valorizzare l’immenso patrimonio legato alla più che secolare attività dei fratelli Alinari, che alla metà dell’Ottocento fondavano a Firenze il più antico stabilimento fotografico al mondo. Così, dopo cinque anni di attività, la Fondazione Alinari per la fotografia consolida il suo ruolo

A Firenze, la Fondazione Alinari – nata con l’intento di gestire e valorizzare il grande patrimonio fotografico di Alinari – si costituiva nel 2020, a seguito dell’acquisto da parte della Regione Toscana, per 16 milioni di euro, del prestigioso Fondo fotografico legato all’intuizione dei fratelli Alinari, che nel 1852 aprivano in città il primo laboratorio, per poi inaugurare, nel 1863, il più antico stabilimento fotografico del mondo, nel palazzo di Via Nazionale (oggi Largo Alinari) che per oltre 150 anni sarebbe stato la sede operativa della ditta.

Laboratorio per il viraggio delle stampe dello Stabilimento fotografico Fratelli Alinari, Via Nazionale, Firenze - 1899
Laboratorio per il viraggio delle stampe dello Stabilimento fotografico Fratelli Alinari, Via Nazionale, Firenze – 1899

Dai fratelli Alinari alla Fondazione Alinari per la fotografia

La neonata FAFFondazione Alinari per la fotografia, si costituiva dunque per amministrare una raccolta di 48532 fotografie vintage, 473267 negativi su lastra di vetro, un milione e mezzo di negativi su pellicola b/n, 24762 libri e riviste di fotografia, 400 apparecchiature fotografiche e obiettivi, e 125 fondi di archivio. Per un totale complessivo di 5.020.916 beni fotografici, numerosi dei quali unici, databili dal 1840 ai nostri giorni. Da riorganizzare per la biblioteca, l’archivio cartaceo, il database digitale, le banche dati, le mostre e tutti i servizi di fruizione al pubblico, con l’obiettivo ultimo di realizzare un Museo della Fotografia.
Un anno più tardi, nel 2021Giorgio van Straten – fiorentino, precedentemente alla guida dell’Istituto Italiano di cultura a New York, già consigliere di amministrazione della Biennale di Venezia e presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo a Roma – riceveva l’incarico di presiedere la Fondazione. E con lui veniva nominata direttrice Claudia Baroncini. Entrambi, oggi – a cinque anni dalla nascita di FAF, sono riconfermati nei rispettivi ruoli.

Madonna della Seggiola, lastra negativa
Madonna della Seggiola, lastra negativa

Cinque anni di Fondazione Alinari per la fotografia. Un bilancio

Nel frattempo si è proceduto con un oneroso lavoro di censimento di fondi, archivi e collezioni, per permetterne la consultazione online. Ma la Fondazione ha anche avviato diversi interventi di restauro e conservazione degli oggetti in carico, e grande attenzione è stata rivolta al fondo delle fotografie uniche, quelle precedenti all’invenzione del negativo, di cui la Fondazione possiede una delle collezioni più importanti al mondo, con 3 mila pezzi che sono stati digitalizzati e riposti in custodie. Tramite PNRR, è stato possibile, inoltre, procedere alla digitalizzazione della lastroteca storica di 80 mila elementi (tra cui 170 rarissime lastre fuori formato).
E in parallelo, per comunicare il valore di quella che è stata per oltre un secolo un’industria di produzione delle immagini tra le più avanguardistiche al mondo, si è provveduto all’organizzazione di mostre e progetti di divulgazione fondati sul confronto e il dialogo con la fotografia contemporanea.
Un impegno ingente e ramificato, che finora ha avuto la sua nota dolente nella difficoltà di reperire una sede unica dove concentrare le attività della Fondazione (gli uffici sono ospitati a Villa Fabricotti), la conservazione degli archivi e i servizi al pubblico.

Complesso monumentale di Santa Maria Novella. Courtesy Comune di Firenze
Complesso monumentale di Santa Maria Novella. Courtesy Comune di Firenze

Il futuro della Fondazione Alinari. Due sedi tra Firenze e Montecatini

La svolta arriva a conclusione del quinto anno di attività, con la prospettiva concreta della realizzazione di due nuove sedi, tra Firenze e Montecatini, per accogliere il patrimonio Alinari e valorizzarlo finalmente al meglio. L’Archivio sarà infatti suddiviso tra due poli: il futuro Museo Alinari sorgerà nel complesso monumentale di Santa Maria Novella a Firenze; mentre la Casa della Fotografia nascerà a Montecatini nell’edificio delle Terme Excelsior, per accogliere circa due terzi degli archivi.
Nel complesso di Santa Maria Novella – dove grazie a un investimento di 36 milioni di euro, nei prossimi anni nasceranno anche il Museo Nazionale della Lingua Italiana e il Galileo Lab – l’edificio deputato ad accogliere il Museo è quello dell’ex Scuola Marescialli di Firenze, che, in uno spazio di circa 1800 metri quadrati, ospiterà anche la biblioteca, una fototeca, sale di consultazione e ricerca, aree dedicate alla didattica e ai servizi per il pubblico (tra cui un bookshop) e gli uffici della Fondazione. Il progetto architettonico sarà completato entro il 2026, aggiornando la stima complessiva dell’intervento – inizialmente prevista in circa 5 milioni di euro per i lavori e 1,5 milioni per gli allestimenti – e programmando le risorse necessarie all’avvio del cantiere. L’intervento sarà finanziato dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze per quel che riguarda la catalogazione della Biblioteca e il progetto museologico, l’ideazione e l’allestimento della parte museale. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2028 e aprire al pubblico nel 2029.
Nelle ex terme di Montecatini, invece, ci sarà spazio anche per depositi attrezzati e laboratori per il restauro, oltre che perun centro di alta formazione dedicato alla digitalizzazione e catalogazione dei materiali fotografici.

“La nascita del nuovo Museo Alinari nel complesso di Santa Maria Novella segna una tappa importante per Firenze e per la fotografia internazionale” sottolinea l’assessore alla Cultura di Firenze, Giovanni Bettarini “Restituire una casa stabile a questo immenso patrimonio rientra nella più ampia visione di rigenerazione urbana che ci vede, come amministrazione comunale, impegnati per trasformare l’ex Scuola Marescialli in un polo culturale d’eccellenza. Grazie alla sinergia tra Comune, Regione e Fondazione, Firenze si conferma capitale della memoria visiva e dell’innovazione culturale”. E infatti esprime soddisfazione anche il governatore Eugenio Giani: “La nascita della Fondazione Alinari è stata una scelta precisa della Regione Toscana: salvaguardare e rilanciare uno dei patrimoni fotografici più importanti al mondo, restituendolo alla collettività e proiettandolo nel futuro. Oggi, a cinque anni di distanza, possiamo dire che quella scelta si è rivelata vincente. Il progetto del Museo Alinari a Firenze e della Casa della Fotografia a Montecatini è un investimento sulla cultura come infrastruttura strategica, capace di generare conoscenza, sviluppo e identità. La Toscana conferma così il proprio ruolo di laboratorio avanzato nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali”.

La nascita della Rete Toscana per la Fotografia

A questo proposito, nei piani della Regione Toscana c’è anche la creazione di un sistema regionale della fotografia. La Rete Toscana per la Fotografia riuniràistituzioni, archivi, studiosi, associazioni e cittadini con l’obiettivo di condividere strumenti, competenze e metodologie per la valorizzazione e la tutela dei patrimoni fotografici. E punto di riferimento sarà la Fondazione Alinari, che ha già coordinato il Censimento dei patrimoni fotografici in Toscana.
Intanto, tra le attività per il 2026, la mostra dedicata a Michelangelo recentemente presentata a Carrara sarà rivisitata con un’integrazione sul rapporto fra Michelangelo e il simbolismo, alla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo. Previste, o già in corso di svolgimento: la mostra fotografica allestita all’esterno della Mairie di Parigi; lo spin off della mostra Fotografia Wulz, dedicato alle sorelle Wanda e Marion Wulz, che sarà presentato alla Estorick Collection di Londra in collaborazione con Calliope Arts Foundation; e, sempre a Londra, la partecipazione a un’esposizione dedicata a Fosco Maraini promossa dall’Istituto Italiano di Cultura.

Livia Montagnoli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati