FAF Toscana – Fondazione Alinari: il nuovo punto di riferimento per la fotografia in Italia

La fondazione che ha preso in gestione uno dei patrimoni fotografici più grandi al mondo – il fondo Alinari, che conta 5 milioni di beni e un alto numero di pezzi unici – si presenta per la prima volta al pubblico, parlando dei progetti in cantiere e delle attività future.

Veduta animata dell'ingresso dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Via Nazionale, ora Largo Alinari, a Firenze.1899
Veduta animata dell'ingresso dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Via Nazionale, ora Largo Alinari, a Firenze.1899

È ormai trascorso oltre un anno da quando Regione Toscana acquisiva l’archivio fotografico Alinari, una audace mossa di politica culturale che ha permesso all’ente di diventare proprietario di uno dei patrimoni fotografici più ampi e ricchi del mondo. Il fondo, composto a partire dal 1852 dai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari, titolari fiorentini di una delle più antiche aziende fotografiche della storia, sarà prossimamente disponibile al pubblico, grazie all’attività di promozione e valorizzazione di FAF Toscana – Fondazione Alinari per la Fotografia. A presiedere la fondazione Giorgio van Straten, fiorentino, precedentemente alla guida dell’Istituto Italiano di cultura a New York, consigliere di amministrazione della Biennale di Venezia, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo a Roma e consigliere di amministrazione della RAI; la direttrice è invece Claudia Baroncini, già curatrice delle collezioni civiche di Imola e figura di riferimento per la valorizzazione dei musei e sistemi museali toscani dal 2018. FAF Toscana – Fondazione Alinari per la Fotografia sorgerà a Villa Fabbricotti – via Vittorio Emanuele II, Firenze – dove saranno collocati l’archivio, gli uffici e il centro di ricerca; parallelamente, sarà condotta una programmazione espositiva con mostre e eventi in sedi esterne sparse in luoghi strategici della città di Firenze.

Giovane donna in abito rosso e cappello, inginocchiata, tiene il filo con alcuni palloncini colorati.1970 - 1980
Giovane donna in abito rosso e cappello, inginocchiata, tiene il filo con alcuni palloncini colorati.1970 – 1980

FONDAZIONE ALINARI PER LA FOTOGRAFIA: COSA È STATO FATTO FINORA

Tra i primi successi di Fondazione Alinari c’è stata la vincita del Bando Ministeriale Strategia Fotografia 2020-Conservazione indetto dalla Direzione Generale Creativa Contemporanea del MiBACT, con cui si è aggiudicata il finanziamento più alto (39.400 euro) tra i 13 soggetti ammessi, impiegato nel restauro e nella digitalizzazione dei pezzi unici del fondo fotografico. “Un archivio va, prima di tutto, conservato e valorizzato”, dice il presidente  van Straten. “E da qui siamo partiti con il nostro primo progetto sul restauro e la digitalizzazione dei dagherrotipi della collezione che ha partecipato al bando del Ministero ottenendo il contributo più alto. Su questa strada continueremo, anche per il grande interesse che ha mostrato per questo aspetto della nostra attività La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze”. Nell’attesa che il trasferimento del fondo dai magazzini della società Art Defender di Calenzano (dove è attualmente conservato) agli spazi di Villa Fabbricotti diventi effettivo, è stata organizzata la giornata di studi “On Alinari. Archive in Transition”, che ha coinvolto prestigiosi studiosi e studiose in un dialogo con l’artista Armin Linke, per riflettere sull’identità e sul futuro del patrimonio Alinari. È stata infine annunciata una mostra itinerante che inizierà nell’estate 2021 e toccherà Europa, Asia, Africa e le Americhe. Con il titolo Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea, sarà un racconto corale degli italiani e dell’Italia attraverso i lavori di oltre 75 fotografi.

Manifestazione a favore dell'aborto, Roma 1975 ca.
Manifestazione a favore dell’aborto, Roma 1975 ca.

IL PATRIMONIO DI FONDAZIONE ALINARI PER LA FOTOGRAFIA

Quali sono i numeri del patrimonio fotografico Alinari? Ad oggi l’archivio si divide in patrimonio analogico e patrimonio digitale. Il primo conta un totale complessivo di 5.020.916 beni fotografici, numerosi dei quali unici, databili dal 1840 ai nostri giorni. È composto da tre principali nuclei: materiale fotografico (positivi, stampe e album fotografici, negativi sia su lastra di vetro che su pellicola e incunaboli come dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, e altri oggetti unici); materiale bibliografico (una ricchissima biblioteca specializzata, composta da volumi, riviste e libri rari); materiale strumentale (apparecchiature fotografiche, attrezzature storiche da atelier, corredi e strumenti tecnici). A queste raccolte si aggiunge il fondo legato all’attività della Stamperia d’Arte Alinari che conserva negativi, stampe, cataloghi commerciali oltre ai macchinari, tra cui una preziosa macchina per la stampa in collotipia. Fare dell’archivio Alinari un centro espositivo e di ricerca aperto al pubblico significa aprire un nuovo fondamentale capitolo della storia della fotografia in Italia senza precedenti (ad eccezione del MUFOCO di Cinisello Balsamo, la cui collezione dovrebbe costituire il nucleo del primo Museo Nazionale della Fotografia presso la Triennale di Milano, come annunciato negli scorsi mesi).

FONDAZIONE ALINARI E LA CULTURA DELL’IMMAGINE FOTOGRAFICA

Oggi si apre ufficialmente un capitolo tutto nuovo di una grande storia. La Fondazione Alinari per la Fotografia restituisce vita a un patrimonio fotografico di inestimabile valore, sia sul piano storico che culturale, a livello regionale, nazionale e internazionale“, ha dichiarato il presidente della Toscana, Eugenio Giani. “Grazie all’operazione politica e culturale avviata dalla Regione che è culminata nella creazione della Fondazione Alinari siamo oggi in grado di mettere a disposizione di tutti, cittadini, studiosi, ricercatori, il racconto di 150 anni della nostra storia attraverso documenti di grande pregio e di grande bellezza e promuovere la conoscenza di un patrimonio che è una fonte storica unica. Non solo, tra i compiti della Fondazione c’è anche la promozione della cultura dell’immagine fotografica grazie al confronto proposto sul ruolo della fotografia come linguaggio della modernità. Con orgoglio diamo il benvenuto in Toscana a una realtà in grado di interpretare al meglio la funzione sociale della fotografia”, ha concluso, “il suo essere agente di storia, di coesione sociale, di identità e memoria”.

– Giulia Ronchi

www.alinari.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.