Gli Archivi Alinari diventano Faf, Fondazione Alinari per la fotografia grazie a Regione Toscana

A Firenze il grande patrimonio Alinari diventa una fondazione, di cui prossimamente verrà delineato lo statuto ed eletto il consiglio di amministrazione. Si tratta di una grande operazione di politica culturale portata a segno interamente da Regione Toscana.

Francesco Paolo Michetti, Scatto fotografico per “L’incontro”. Archivi Alinari – Archivio Michetti, Firenze © Archivi Alinari, Firenze
Francesco Paolo Michetti, Scatto fotografico per “L’incontro”. Archivi Alinari – Archivio Michetti, Firenze © Archivi Alinari, Firenze

Procedono i lavori di recupero e valorizzazione del Fondo fotografico Alinari, acquisito nel gennaio 2020 dalla Regione Toscana per un costo di 16 milioni di euro. Il passo appena compiuto è la creazione di una fondazione denominata Faf, Fondazione Alinari per la fotografia, l’organo che gestirà l’enorme patrimonio negli anni a venire. Stiamo parlando di una raccolta di 48532 fotografie vintage, 473267 negativi su lastra di vetro, un milione e mezzo di negativi su pellicola b/n, 24762 libri e riviste di fotografia, 400 apparecchiature fotografiche e obiettivi, e 125 fondi di archivio, che verranno riorganizzati a loro volta per la biblioteca, l’archivio cartaceo, il database digitale, le banche dati, le mostre e tutti i servizi che verranno messi a disposizione del pubblico. A firmare l’atto il 17 luglio 2020 davanti a un notaio è stato il Presidente di Regione Toscana Enrico Rossi, presso Palazzo Sacrati Strozzi. L’obiettivo ultimo? La costituzione di un Museo della Fotografia, che tra i suoi compiti avrà anche quello di organizzare attività di educazione e di formazione, di studio, di ricerca e di restauro, anche in collaborazione con istituzioni e artisti. Sull’apertura, però, ancora nessun indizio.

FAF, FONDAZIONE ALINARI PER LA FOTOGRAFIA: I MEMBRI

È stata una mossa volitiva, quella dell’investimento da parte della Regione Toscana la quale, attraverso questa operazione, ha salvato uno sterminato patrimonio dalla privatizzazione, conservando la memoria di un’attività molto cara ai toscani (i Fratelli Alinari, infatti, operarono a Firenze per 150 anni, documentando una storia locale e internazionale) e preservandosi l’opportunità di inserire un nuovo e inedito polo culturale al tessuto della regione. Per quanto riguarda i costi, la Regione Toscana ha assicurato un fondo di dotazione di 50 mila euro e un fondo di gestione di 600 mila euro per l’annualità 2021 e di ulteriori 600 mila euro per il 2022. Chi gestirà il nascente museo? Lo Statuto prevede che siano organi della Fondazione il presidente, l’assemblea che avrà un numero di componenti compreso tra tre e sette, il consiglio di amministrazione che avrà lo stesso numero di membri e che nominerà il presidente scegliendolo tra i suoi componenti, il comitato scientifico composto da tre membri e il revisore unico. Le cariche di Presidente, di membro del Consiglio di Amministrazione, di componente dell’Assemblea, del Comitato scientifico non sono remunerate. Ci sarà anche un direttore, selezionato tramite bando pubblico e nominato dal Consiglio di amministrazione.

FAF, FONDAZIONE ALINARI: LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA

“Nasce oggi la Fondazione Alinari per la fotografia. Si chiude un percorso iniziato con l’acquisizione da parte della Regione Toscana, nel gennaio scorso, del patrimonio fotografico Alinari, cinque milioni di pezzi che documentano un secolo e mezzo di storia toscana, italiana e internazionale”, ha affermato il Presidente della Regione Enrico Rossi. “Un grande, immenso patrimonio culturale e artistico di rilevanza mondiale che in questo modo potrà restare nel presente e per le future generazioni. Da oggi parte un nuovo capitolo di una grande storia. È un’operazione di politica culturale tra le più importanti nel corso degli ultimi cinque anni. Non esistono Fondazioni come questa, molti altri depositi sono stati smembrati, venduti e non sufficientemente valorizzati. Quello che abbiamo concretizzato oggi è un esempio di politica culturale moderna, seria, profonda, di cui potranno usufruire tutti i cittadini, e non solo della nostra regione e del nostro Paese. Compito della Fondazione e del comitato scientifico sarà valorizzare bene questo patrimonio. Sono sicuro che questa iniziativa assumerà un grande valore anche sotto il profilo economico, che fra alcuni anni sarà molto più elevato rispetto a quello attuale. Per la Toscana è indubbiamente un investimento tra i più significativi”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.