Fotografia Europea 2022. Tutto il meglio del festival di Reggio Emilia

A Reggio numerose narrazioni del presente s’intrecciano negli scatti di autori emergenti e storicizzati, con mostre diffuse su più sedi sparse per la città. Nei giorni di partenza del festival si è svolta anche l’assegnazione del Premio Ghirri per la giovane fotografia

Guanyu Xu, The Dining Room, 2018 © the artist and Yancey Richardson Gallery
Guanyu Xu, The Dining Room, 2018 © the artist and Yancey Richardson Gallery

Reggio Emilia torna a suggellare il suo legame con la fotografia contemporanea, e lo fa con uno dei festival ormai più noti e autorevoli in Italia. L’edizione 2022 di Fotografia Europea, diretta da Tim Clark e Walter Guadagnini, si presenta al pubblico con il titolo Un’invincibile estate, tratto da un verso di Albert Camus che celebra la vita e la voglia di continua rinascita nonostante il metaforico inverno che caratterizza il tempo presente. Fino al 12 giugno 2022 il festival, diffuso su più sedi sparse per le vie del centro storico – tra Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Chiostri di San Domenico, Biblioteca Panizzi, Galleria Santa Maria, Spazio Gerra, Musei Civici, Collezione Maramotti e Fondazione I Teatri – offre una ricognizione su disparati scenari del mondo attraverso gli scatti di autori affermati ed emergenti.

FOTOGRAFIA EUROPEA 2022 A REGGIO EMILIA

Una visione caleidoscopica che emerge nella sede principale dei Chiostri di San Pietro, complesso monumentale cinquecentesco che ospita dieci mostre fotografiche: al primo piano, la scena è dominata dalle opere di Mary Ellen Mark, fotografa documentarista al centro della mostra storica dell’edizione 2022, con un ritratto sociale dei luoghi nascosti dell’America dalla seconda metà del Novecento e fino a oggi. Più serrati, ma non meno intensi, si fanno gli spazi del secondo piano, che ospitano brevi personali di fotografi contemporanei: siamo a Palermo con il lavoro Binidittu di Nicola Lo Calzo, che riadatta in un contesto attuale, tra migranti e tradizioni secolari, la storia di San Benedetto il Moro; nei dintorni di Liverpool, con la mostra Benny Profane, un progetto di Ken Grant su un distretto portuale e i suoi “abitanti”; in uno spazio domestico non meglio definito della Cina, dove immagini di protesta, ribellione e orgoglio queer si imbattono contro il tradizionalismo dell’ambiente famigliare; in Giappone con I give you my life, coraggioso lavoro di indagine attraverso il quale la fotografa Chloé Jafé ha ritratto le donne – mogli, figlie e amanti – di pericolosi clan di mafia. È al caso dell’Italia in miniatura di Rimini che viene dedicata la mostra di Palazzo dei Musei, con le celebri fotografie di Luigi Ghirri (a 30 anni dalla morte) scattate tra la fine degli anni Settanta alla prima metà degli Ottanta, approfondendo il tema del doppio, della finzione e di un nuovo tipo di intrattenimento educativo in Italia. Al festival della fotografia (seppur collocata fuori dal centro storico, nella parte industriale della città) partecipa anche Collezione Maramotti, con la mostra collocata negli spazi al piano terra Bellum di Carlo Valsecchi, un’esplorazione delle costruzioni fortificate nel nord-est italiano risalenti alla prima guerra mondiale. Riprese con il banco ottico, le architetture belliche si fondono con una natura indomita, spesso totalizzante, emergendo in maniera potente e inquietante, talvolta quasi astratta, dalla nebbia o dalla neve.

©Giulia Parlato, In Preservation, In Destruction,
©Giulia Parlato, In Preservation, In Destruction,

IL PREMIO LUIGI GHIRRI A FOTOGRAFIA EUROPEA 2022 DI REGGIO EMILIA

È Giulia Parlato (Palermo, 1993) con il suo lavoro Diachronicles la vincitrice della nona edizione del Premio Luigi Ghirri dedicato alla giovane fotografia, che riunisce ogni anno i lavori di sette fotografi under 35 in una mostra ospitata ai Chiostri di San Domenico. “Quando il Comune ha proposto agli Eredi di intitolare questo premio a Luigi Ghirri noi siamo stati felicissimi di accogliere la proposta”, racconta Adele Ghirri, “non volevamo vedere progetti che dimostrassero di avere imparato la lezione di Ghirri al meglio, ma che proponessero uno sguardo autonomo, personale e che, come faceva Luigi Ghirri, fosse in grado di trasmettere una visione libera delle cose, dell’esterno, delle immagini stesse, non condizionata dai trend del momento”. Possibile è il tema di quest’anno, scelto dai curatori Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, che hanno selezionato sette finalisti – Marcello Coslovi, Chiara Ernandes, Claudia Fuggetti, Caterina Morigi, Giulia Parlato, Riccardo Svelto e Giulia Vanelli – tra oltre trecento candidature. Parlato, con la sua indagine sul ruolo e la narrazione dei musei tra passato e presente, è stata premiata da una giuria composta dai curatori e da Chiara Fabro, Shoair Mavlian e Krzysztof Candrowicz, “per aver costruito un progetto di ricerca che mette in discussione e si interroga sul ruolo della fotografia e del museo nella ricostruzione storica, e il nostro ruolo e responsabilità nell’attribuire significati e gradi di aderenza con il reale”.

-Giulia Ronchi

Fotografia Europea 2022
Un’invincibile estate
Fino al 12 giugno 2022
Sedi diffuse, Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.