Riapre in Francia il Musée Départemental Albert-Kahn. Il progetto è dell’archistar Kengo Kuma

Il museo voluto dal finanziere e filantropo Albert Kahn, con un importante archivio fotografico che racconta le culture dei popoli di tutto il mondo, riaprirà a marzo 2022 al termine dei lavori di restauro. Progetto dell’architetto giapponese Kengo Kuma.

Musée départemental AlbertKahn, bâtiment conçu par l’architecte japonais Kengo Kuma © CD92/Julia Brechler
Musée départemental AlbertKahn, bâtiment conçu par l’architecte japonais Kengo Kuma © CD92/Julia Brechler

Fotografia, cinema, botanica, pacifismo, dialogo tra i popoli: è un luogo dedicato agli esseri umani e al loro rapporto con il pianeta il Musée Départemental Albert-Kahn, museo nato a Boulogne-Billancourt – nell’Île-de-France, a sud-ovest di Parigi – dalla volontà di Albert Kahn (1860-1940), banchiere e umanista alsaziano che nel corso della sua vita finanziò numerose attività filantropiche e spedizioni per documentare le culture del mondo. Il risultato di questo utopico progetto è una collezione costituita da 72mila lastre autocromatiche e 180mila metri di pellicole cinematografiche, chiamata Les Archives de la Planète, un poderoso archivio che raccoglie così immagini e video che raccontano cultura, società, economia, usi, costumi, religione e politica di popoli e paesi di Europa, Asia, Africa e Americhe. Il museo, chiuso per lavori di ristrutturazione, riaprirà al pubblico a marzo 2022, con un progetto architettonico firmato da Kengo Kuma che esprime visione e missione dell’istituzione.

IL MUSÉE DÉPARTEMENTAL ALBERT-KAHN E IL PROGETTO DI KENGO KUMA

Il museo sorge all’interno di una tenuta di 4 ettari, concepita come un grande parco progettato dallo stesso Kahn e dal suo capo giardiniere Louis Picart tra il 1895 e il 1920. Una teoria di giardini francesi, inglesi e giapponesi porta così il visitatore a viaggiare tra scenari e ambienti sempre diversi, con specie botaniche provenienti da tutto il mondo. Il rispetto per la natura e l’umanesimo insito nella visione di Kahn sono i pilastri su cui si fonda il progetto di Kengo Kuma: vincitore di un concorso internazionale, il progetto dell’archistar giapponese apre un dialogo tra il nuovo edificio e i giardini circostanti attraverso un elemento mutuato dall’architettura tradizionale giapponese, l’Engawa, una sorta di portico che segna il confine tra interno ed esterno che, nel caso del Musée Départemental Albert-Kahn, crea unità e continuità tra le diverse aree del sito. Legno, bambù e metallo sono i materiali qui utilizzati, lavorati attraverso le tecniche tradizionali giapponesi, nel rispetto dell’ambiente.

VISIONE E MISSIONE DEL MUSÉE DÉPARTEMENTAL ALBERT-KAHN

In linea con la visione del suo fondatore, il nuovo Musée Départemental Albert-Kahn si pone l’obiettivo di diventare un’istituzione di riferimento nazionale e internazionale per la fotografia e per il dibatto attorno a questioni sociali ambientali ed estetiche; un “museo ancorato a un territorio – Boulogne-Billancourt, luogo di residenza del banchiere filantropo, suo ‘campus’ e laboratorio di sperimentazione, produzione e diffusione delle sue idee – guardando al futuro – del mondo, oggetto de ‘Les Archives de la Planète’”, si legge in una nota stampa del museo, e “un museo incentrato sulla botanica e sulle specie viventi, sulla sua conoscenza e conservazione, missione incarnata inizialmente dal giardino, un’eccezionale testimonianza dell’arte botanica del XX secolo e uno specchio vivente del progetto scientifico del suo creatore”. In occasione dell’inaugurazione, il museo presenterà una nuova collezione permanente, da fruire attraverso un’esperienza sensoriale e immersiva in tutti i suoi spazi, e la mostra Around the World. Travelling through images, from Albert Kahn to Curiosity, un percorso alla scoperta de Les Archives de la Planète con opere contemporanee di Bernard Plossu, Catherine Hyland, Denis Roche, Corinne Vionnet e Marcus de Sieno.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.