Tutti i legami tra amore e fotografia in un nuovo libro

Quali e quanti tipi di amore sono stati presi in esame dalla fotografia? Il saggio di Antonella Russo fa il punto su un tema complesso e in perenne evoluzione.

Brassaï, s.t., «Le vie strette del quartiere di Les Halles…», ne L’Amour Fou, 1937, p. 55
Brassaï, s.t., «Le vie strette del quartiere di Les Halles…», ne L’Amour Fou, 1937, p. 55

È una lettura trasversale della storia della fotografia, attraverso l’ausilio di altre discipline quali la psicoanalisi, la fisica, la politica, la sociologia, quella proposta da Antonella Russo, da anni importante figura di riferimento del mondo della fotografia italiana, autrice del volume Quattro storie d’amore e di fotografia, per i tipi di Jaca Book.

Anonimo, Senza titolo [Sposi in terrazza], 1954
Anonimo, Senza titolo [Sposi in terrazza], 1954

DA ANDRÉ BRETON A W. EUGENE SMITH

Il libro è diviso in quattro parti in cui amore, di diverso tipo, e fotografia diventano imprescindibili l’uno per l’altra. La condizione amorosa della fotografia surrealista guarda ad André Breton e ai suoi romanzi Nadja e L’amour fou. Il rimando è a immagini affascinanti di quel particolare momento culturale, in cui Man Ray realizza alcuni dei suoi capolavori e la fotografia varca i confini della pura registrazione. Ma l’analisi non è solo rivolta a una dimensione artistica. Anzi. La seconda parte è dedicata, infatti, a W. Eugene Smith, fotografo documentarista americano per il quale il sentimento è elemento precipuo della ricerca fotografica. Qui a emergere è un altro tipo di amore, un amore compassionevole, di matrice umana, in cui è evidente il concetto classico di pietas. Ci troviamo di fronte a una sorta di grande abbraccio nei confronti dell’umanità, allora, come oggi, bisognosa di contatto, di scambio.

Antonella Russo – Quattro storie d’amore e di fotografia, Jaca Book, Milano 2021
Antonella Russo – Quattro storie d’amore e di fotografia, Jaca Book, Milano 2021

FOTOGRAFIA E MEMORIA

La terza parte del volume analizza la funzione stessa della fotografia come icona, che diviene manifesto di un sentimento. Così accade allo scatto Gandhi e il filatoio del 1946, una immagine straordinaria di Margaret Bourke-White, messa da Life in copertina, che ha rappresentato per molti un simbolo incontrovertibile di pace e lavoro. L’ultima parte, forse la più originale e imprevedibile, affronta il discorso amoroso in ambito familiare. Parla di quegli oggetti che popolano tutte le nostre case, ormai anche i nostri cellulari. Storie di amori passionali, di figli, di ricordi. È una riflessione sulla memoria, che ci riconduce a un pensiero imprescindibile della fotografia, quello di Roland Barthes ne La camera chiara.
Nel nostro tempo storico, in cui l’immagine gioca un ruolo fondamentale, una lettura come quella proposta da Russo diviene a maggior ragione interessante: al di là di generi, categorie e divisioni peregrine, ci avvicina all’ampiezza semantica dell’immagine fotografica, registrazione di una realtà più o meno comprensibile.

Angela Madesani

Antonella Russo – Quattro storie d’amore e di fotografia
Jaca Book, Milano 2021
Pagg. 232, € 38
ISBN 9788816416574
www.jacabook.it

Dati correlati
AutoriW. Eugene Smith, Margaret Bourke White
CuratoreAntonella Russo
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.