Gli Archivi Alinari di Firenze acquisiti da Regione Toscana: in progetto anche un museo dedicato

Il fondo fotografico che conta oltre 5 milioni di immagini, viene acquistato per intero attraverso un grosso investimento da parte della Regione. Prossimamente sarà visibile al pubblico nel nuovo museo posto a Villa Fabbricotti a Firenze

Villa Fabbricotti,

Fondata a Firenze nel 1852 dai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari, è stata una delle più antiche aziende dedicate alla fotografia al mondo: la Fratelli Alinari, attiva per oltre 150 anni nel campo della fotografia e della comunicazione per immagini. Il suo archivio, che conta oggi oltre 5 milioni di immagini, sarà presto messo a disposizione del pubblico. Questo grazie all’intervento di Regione Toscana che ha deciso di venire in soccorso dell’azienda: dopo anni di crisi infatti Alinari prima dell’estate aveva annunciato la cessata attività. Per l’acquisizione la Regione ha appositamente deliberato nelle scorse settimane una variazione di bilancio, impegnandosi in un investimento finalizzato a mantenere integro il fondo fotografico, (il rischio era la vendita “a pezzi” incorrendo così in uno smembramento e nella dispersione del patrimonio). Le immagini – già accessibili grazie all’azienda che organizzava dei tour guidati all’interno dei propri spazi – saranno fruibili in un museo posto a Villa Fabbricotti, già di proprietà della Regione.

Firenze. Studio dello scultore Lorenzo Bartolini, 1856-57, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
Firenze. Studio dello scultore Lorenzo Bartolini, 1856-57, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze

LA FINE DELL’AZIENDA ALINARI

Arte, cultura, industria, società, paesaggio: la memoria storica dell’Italia e del mondo passa attraverso lo sterminato patrimonio della Fratelli Alinari, dalla metà dell’800 ai giorni nostri. Un archivio da sempre conservato e sostenuto da un’azienda oltremodo longeva che nel 2019 ha visto la sua fine. La crisi dell’editoria non l’ha risparmiata, costringendola a chiudere e vendere l’immobile (quello di Largo Alinari a Firenze, che era rimasto invariato dal 1863). Fino alla chiusura l’azienda ha mantenuto attive numerose attività come mostre, pubblicazioni, progetti educational, multimediali, prodotti on demand, licensing, campagne fotografiche, servizi di ricerca iconografica, gestione di archivi fotografici. Un centro creativo il cui know-how passava dalla conoscenza e applicazione delle tecniche, da quelle ottocentesche – come la stampa diretta a contatto dalle lastre di vetro originali e la collotipia – fino alle più moderne stampe fine art in tiratura limitata e a progetti di comunicazione visiva e multimediale. All’interno era stata fondata anche la Casa Editrice, che viveva in stretta affinità con l’Archivio Fotografico, ampliando le sue collane grazie a questo grande patrimonio. Ora tutta questa storia verrà salvaguardata grazie all’unica strada possibile: un investimento pubblico. L’auspicio è che la Regione lo consideri davvero un investimento e non un’opera di carità assistenziale.

-Giulia Ronchi

https://www.alinari.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.