Torniamo sulla mostra che fino al 1° marzo espone scatti inediti del fotografo Mario Dondero. Fra teatro e borse valori sparse nel mondo.

Il colore beige dei mattoni, che riveste alcune parti dei muri del Terminal di Fermo, crea un certo disorientamento appena si varca la porta dello spazio espositivo per vedere la mostra Mario Dondero. Le fotografie ritrovate. Inediti dall’archivio della vita. Le sezioni dell’allestimento sono scandite dalle vie di fuga dei mattoni che formano linee orizzontali sul muro, mentre un pilastro a forma conica interrompe lo spazio della sala d’attesa del Terminal.
Le stampe hanno trovato tuttavia un luogo adatto per essere osservate, perché raccontano storie di viaggi. Il via vai delle persone della stazione degli autobus richiama l’immagine guida della mostra, ossia Sorrisi dall’autobus.

MARIO DONDERO FOTOGRAFO DI PALCOSCENICO

In mostra ci sono scatti inediti di spettacoli teatrali italiani e francesi che Mario Dondero (Milano 1928 – Petritoli, 2015) ha seguito da vicino in qualità di fotografo. La sezione Il Grande Teatro del Mondo è tra le più originali di questa esposizione, perché la sensibilità del grande fotografo si manifesta anche nelle altre arti. Nella Fototeca Provinciale di Fermo, inoltre, si possono vedere i volti di tanti scrittori e attori di teatro da lui ritratti.
Teatro di varietà, teatro comico e cabaret sono alcuni generi con cui è entrato in contatto come fotografo di scena. Dondero ha cercato di cogliere nei suoi personaggi alcuni aspetti importanti della rappresentazione teatrale, come si nota nella Commedia in Commedia (della compagnia Lo Spacco, regia di Vito Minoia). L’artista ebbe a dire: “Ho fotografato molte compagnie, mi sono interessato ai piccoli teatri sperimentali […], senza dimenticare la Comédie-Italienne, diretta da Attilio Maggiulli che ancora oggi si produce a Montparnasse e mantiene vivo il repertorio in francese di Gozzi e di Goldoni”.
Il fotografo milanese ha colto le espressioni tipiche dei personaggi di teatro: la gestualità, la mimetica facciale e l’intensità del trucco per dare maggiore forza all’espressione dell’attore affinché anche gli spettatori in ultima fila possano vedere e apprezzare le espressioni e i movimenti del volto che gli attori hanno studiato e faticato per ottenere.

Mario Dondero, Spettacolo teatrale, Lecce, inizi anni 2000
Mario Dondero, Spettacolo teatrale, Lecce, inizi anni 2000

IL FOTOGIORNALISMO

Gli scatti delle sezioni Cuba e Africa richiamano i grandi cicli di fotogiornalismo storico-sociale di Cartier Bresson, André Friedman e Robert Capa, che avevano fondato a Parigi l’agenzia Magnum Photos (1947) per diffondere una idea di realtà nuova attraverso la fotografia. Dondero cattura la spensieratezza dei personaggi ritratti che possiamo vedere in Turisti a Cuba, mentre si divertono con una camera d’aria, in Riparo dalla pioggia oppure Acquisto dei famosi sigari sono simboli di un mondo lontano e pieno di contraddizioni poetiche ed economiche.
La fotografia di Dondero induce inoltre a riflettere sulla civiltà della tecnica, che ha creato un rapporto inarrestabile nello sviluppo economico. L’uomo occidentale è avvolto da una atmosfera plumbea. Nella sezione Borsa valori sono esposte fotografie in cui si possono individuare alcuni richiami alla poetica del “Gruppo Life” degli Anni Sessanta, che aveva affrontato temi a sfondo politico (ad esemio gli effetti socio-economici della Guerra Fredda). Il fotografo milanese eccentua alcuni atteggiamenti simbolo della società dei consumi di cui vuole smascherare le contraddizioni. Nel pannello della Borsa valori si possono leggere alcune righe del romanzo Le mosche del capitale scritto da Paolo Volponi: “Ciò che mi domando è: come mai siamo giunti al punto che la sola materia materiale diventasse il denaro. E come si fosse annullata la profondità del mondo”. In queste parole si può riconoscere una vera e propria allegoria della società rappresentata da Dondero, il quale diventa parte della storia raccontata, trasfigurandosi nei personaggi ritratti.

– Andrea Carnevali

Evento correlato
Nome eventoMario Dondero - Le foto ritrovate
Vernissage21/12/2019 ore 17
Duratadal 21/12/2019 al 29/03/2020
AutoreMario Dondero
Generifotografia, personale
Spazio espositivoTERMINAL
Indirizzovia Tomassini - Fermo - Marche
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Andrea Carnevali
Andrea Carnevali è nato e vive a Ancona. Si è laureato in Lettere moderne a Urbino e ha conseguito un Master in Nuove Metodiche Didattiche nello stesso ateneo. Ha conseguito il corso di specializzazione biennale in Storia delle tecniche artistiche: metodologia e didattica a Roma. Ѐ giornalista pubblicista, iscritto OdG Marche. È stato responsabile delle Arti e curatore di mostre per lo SpazioArte della Fondazione A.R.C.A.. dal 2017-18. Si è occupato per alcuni anni, in qualità di giornalista, dell’ufficio stampa del Festival Castelbellino Arte, che ospitato anche le celebrazioni in omaggio a Marino Piazzolla per la Fondazione di Roma. I suoi interessi critici si sono rivolti alla cultura figurativa europea tra Seicento e Settecento e ad artisti contemporanei tra Marche e Emilia Romagna. Ha, inoltre, affrontato criticamente ed ermeneuticamente la letteratura e la filosofia.