Estate a Stoccolma. Le mostre da non perdere

Tante le mostre da visitare in agosto tra le isole di Stoccolma. Le lunghissime giornate estive permettono di approfittare al meglio della ricca programmazione culturale, partendo da una escursione in barca all’Artipelag che celebra il genio creativo di Piero Fornasetti, passando a una visita al Moderna Museet e alla galleria Liljevalchs. E per finire, ci si gode le mostre al tramonto al Fotografiska, aperto fino a tarda sera. Ecco il nostro itinerario.

1. SCULPTURE IN NATURE ALL’ARTIPELAG

Maria Miesenberger, Change of direction, 2018. Photo Samuel Lind Licens Användning i media

Il nome “Artipelag” è una combinazione tra l’arte e la natura dell’arcipelago svedese dove si colloca la galleria d’arte. L’architetto Johan Nyrén è riuscito a progettare un edificio in armonia con l’ambiente, rivestito con assi di pino e posizionato con cura tra i pini e le scogliere con una meravigliosa vista sulla baia di Baggen. Le ampie vetrate mettono in dialogo le opere d’arte esposte all’interno e la maestosa natura all’esterno. Un’enorme roccia emerge dal pavimento della caffetteria, datata a due miliardi di anni fa, per rendere ancora più forte il legame con la natura circostante.
La mostra Sculpture in Nature celebra questo sodalizio fra arte e natura con una serie di opere quali Monument, la scultura in bronzo di Per Kirkeby, che ha lasciato la sua cornice boschiva per occupare una posizione più centrale che accentua la sua rilevanza architettonica. La scultura Rodt dell’artista belga Berlinde De Bruyckere si è aggiunta quest’anno alla collezione di Artipelag. Raffigura un cervo morto su una lastra di pietra, a ricordo dell’interazione tra persone e natura e del delicato equilibrio che dobbiamo preservare.

fino al 3 novembre 2019
Sculpture in Nature
ARTIPELAG
Artipelagstigen 1
artipelag.se

2. FORNASETTI ALL’ARTIPELAG

Fornasetti inside out outside. Photo Jean Baptiste Beranger Licens Användning i media

La mostra faro della stagione ad Artipelag è dedicata alla ricca produzione di Piero Fornasetti. Si tratta della prima retrospettiva completa in Svezia: parte dalle prime opere pittoriche del giovane Fornasetti, per poi passare al sodalizio professionale ventennale con Gio Ponti e al successivo sviluppo della propria iconografia, non solo su mobili e arredi per interni, ma anche su piatti, tazze e una varietà di altri oggetti di uso quotidiano.
Il primo piatto della serie Tema e Variazioni, con il volto della famosa cantante lirica Lina Cavalieri in varie apparizioni, è diventato uno dei motivi di maggior successo di Fornasetti. Negli Anni Ottanta il figlio Barnaba prende la direzione artistica del marchio promuovendo l’iconografia inconfondibile del padre anche come curatore di mostre internazionali. Il titolo della mostra, FORNASETTI Inside Out Outside In, si riferisce alla ricca immaginazione dell’artista, ma anche al modo in cui applica la competenza tecnica per elaborare le sue visioni e rappresentare la realtà. Questo doppio movimento è una caratteristica centrale dell’intera opera artistica di Fornasetti, considerato come uno dei creativi più produttivi nella storia del design.

fino al 26 gennaio
FORNASETTI Inside Out Outside In
ARTIPELAG
Artipelagstigen 1
artipelag.se

3. ANNIKA LILJEDAHL ALL’ARTIPELAG

Annika Liljedahl & Lo Kristenson, Insekt Insikt, 2019. Photo Hilda Arneback Licens Användning i media

Il Blackbox del museo è invaso dagli insetti scultorei realizzati dall’artista svedese Annika Liljedahl in collaborazione con la compositrice Lo Kristenson. Un insieme di immagini e tracce audio che invitano alla riflessione, le sculture e la musica si fondono in un’esperienza olistica fantastica. Usando l’insetto come metafora della trasformazione e della sopravvivenza, l’artista spinge a pensare a questa creatura poco amata, che è minacciata dall’impatto umano sulla natura. Le installazioni raffigurano situazioni spaventose e talvolta inquietanti nel mondo degli insetti, che l’artista rende in modo grottesco, ma nei quali infonde anche bellezza. Sono composti da materiali che suscitano emozioni contrastanti: fragili tessuti di seta punzecchiati da spilli, bordi cuciti amorevolmente giustapposti con fili spiegazzati.
La mostra invita a riflettere sul diritto all’esistenza, sul rapporto tra vita e morte, tra repellente e bello, appartenenza ed esclusione, conoscenza e immaginazione. Queste opere d’arte fanno emergere la consapevolezza che nessuno può esistere senza l’altro.

fino al 1° settembre
Annika Liljedahl – Insekt Insikt
ARTIPELAG
Artipelagstigen 1
artipelag.se

4. ARTHUR JAFA AL MODERNA MUSEET

Arthur Jafa, Mickey Mouse was a Scorpio, 2016 © Arthur Jafa. Courtesy the artist & Gavin Brown enterprise, New York-Roma

Il Moderna Museet presenta una monografica del regista e artista Arthur Jafa, recentemente vincitore del Leone d’Oro come miglior artista alla Biennale di Venezia, che ha invitato a collaborare a questo progetto espositivo la fotografa Ming Smith, l’artista visiva Frida Orupabo e ha incluso materiale del canale Youtube di Missylanyus, per costruire un’esperienza attraverso suoni e immagini politicamente riflessiva e visionaria. Diverse opere si concentrano sull’interesse dell’artista per le diverse forme di ritrattistica e su come lo sguardo bianco domini la produzione fotografica e cinematografica, affermando che non importa se una persona di colore è dietro la telecamera o meno, la telecamera stessa funziona come uno strumento dello sguardo bianco. La mostra comprende diversi ritratti di personaggi noti e sconosciuti, e alcuni autoritratti.
APEX invece unisce video e suono con un flusso incredibile di immagini trasmesso in pochi minuti. Le immagini proiettate sono accompagnate da un sottofondo tecno e veniamo inghiottiti dal mondo esplosivo e crudo delle sue immagini in bianco e nero, di bianchi e neri, che si alternano ad altri colori come il rosso sangue. I soggetti rappresentati in rapidissima sequenza passano da morti brutali per mutilazione, lapidazione, compreso Gesù Cristo in croce, a immagini di star come Michael Jackson, così come mostri e mutanti, oggetti sacri, maschere africane, angeli e macchine. Con la sua opera fa emergere e libera il potere nascosto nell’estetica afroamericana.

fino all’8 settembre
Arthur Jafa – A series of utterly improbable, yet extraordinary renditions
MODERNA MUSEET
Skeppsholmen
modernamuseet.se

5. ANDERS PETERSEN DA LILJEVALCHS

Anders Petersen, Gardet, 2016

La galleria d’arte statale Liljevalchs è stata sottoposta a un vasto rinnovamento con la riapertura nel 2017, a circa cento anni di distanza dalla sua inaugurazione, e continuano i lavori di ampliamento. Nel 1916 è stato infatti il primo museo pubblico indipendente per l’arte contemporanea in Svezia. Quest’estate presenta una monografica del fotografico svedese Anders Petersen dedicata a persone e luoghi della capitale svedese.
Il risultato di quattro anni di lavoro, tra il 2015 e il 2018, è un documento unico della città contemporanea, la sua confusione e i suoi spazi tranquilli, la sua gioia, dolore e amore. Le sale sono riempite dal pavimento al soffitto con centinaia di fotografie che raffigurano la vita a Stoccolma in questi ultimi quattro anni. Sono immagini di una città in rapida espansione, della vita quotidiana e delle celebrazioni, di giovani e vecchi, la neve che cade, una parata di bassotti, le celebrazioni di Capodanno. Il racconto in immagini di una città da parte di un suo fine osservatore, uno dei maggiori fotografi svedesi contemporanei.

fino al 1° settembre
Anders Petersen – Stockholm
LILJEVALCHS
Djurgårdsvägen 60
liljevalchs.se

6. JAMES NACHTWEY DA FOTOGRAFISKA

Fotografiska, attivissimo centro per la fotografia, propone alcune interessanti monografiche. Partiamo da Memoria del fotoreporter James Nachtwey: entrando nelle sale espositive percorriamo le sequenze narrative composte da fotografie scenografiche di grande formato che coprono tematiche legate a malattie, guerre, carestie e morte, dal Sudafrica alla Palestina, dall’11 settembre alle prigioni americane. Immagini di immensa sofferenza in bianco e nero ad alto contrasto o realizzate con colori saturi.
In questi paesaggi apocalittici il fotografo riesce a restituire anche intimi momenti di umanità. Il regista Wim Wenders ama definirlo un uomo di pace piuttosto che fotografo di guerra, che rischia in zone di guerra per volontà di pace. Un testimone acuto che ha dedicato la sua carriera a documentare alcuni momenti fondamentali della storia contemporanea, come sottolinea lo stesso Nachtwey : “Sono stato un testimone e queste immagini sono la mia testimonianza. Gli eventi che ho registrato non dovrebbero essere dimenticati e non devono essere ripetuti“.

fino al 15 settembre
James Nachtwey – Memoria
FOTOGRAFISKA
Stadsgårdshamnen 22
fotografiska.com

7. MANDY BARKER DA FOTOGRAFISKA

Mandy Barker, Soup Birds Nest © Mandy Barker

La fotografa inglese Mandy Barker ferma nei suoi scatti opere d’arte create dai rifiuti che raccoglie, per sensibilizzare il suo pubblico sui pericoli dell’enorme quantità di plastica che ci circonda. Al primo sguardo appaiono come nature morte surreali, avvicinandosi ci si rende conto dei singoli elementi, quali braccia di bambole, sacchetti di plastica, palloni da calcio, lacci per scarpe, abiti e fiori di plastica. Come nel caso di Penalty, opera collettiva realizzata a seguito di una richiesta sui social media: per un periodo di quattro mesi la fotografa ha ricevuto quasi mille palloni da calcio o parti di essi, trovati e raccolti dalla comunità.
Con la sua produzione fotografica ricorda come la plastica non scompaia mai, ma venga semplicemente scomposta in pezzi sempre più piccoli: le microplastiche che si fanno strada nei nostri corpi nel cibo che mangiamo. Si definisce interprete di questa deriva ecologica presentando in modo di grande impatto scenico le materie plastiche trovate in mare e la loro pericolosità.

fino al 25 agosto
Mandy Barker – Sea of Artifacts
FOTOGRAFISKA
Stadsgårdshamnen 22
fotografiska.com

8. SCARLETT HOOFT DA FOTOGRAFISKA

Scarlett Hooft, Graafland Burka Balloons © Scarlett Hooft

Il fantastico universo della fotografa e artista olandese Scarlett Hooft non lascia tracce nei paesaggi più remoti del globo, scenari delle sue colorate performance, ma rimane scolpito nella memoria dei suoi osservatori. Come dimenticare i palloncini Burka tenuti stretti da alcune donne sulla spiaggia di Socotra, un’isola fuori dallo Yemen? Si tratta di una tipica scenografia dell’artista dove il soggetto principale è circondato da un vasto paesaggio surreale, attore di una tragicommedia classica, la combinazione dell’austerità del burka e l’allegria dei palloncini dà un accento umoristico che cattura anche l’osservatore.
Per l’artista, la natura in continua evoluzione è il tema principale della sua ricerca a cui aggiunge incontri con culture di tutto il mondo. Il risultato che ne consegue è l’intrecciarsi della propria immaginazione, la natura e le persone che vivono in queste aree spesso molto remote come il deserto salato della Bolivia, l’artico canadese e isole remote come Madagascar, Socotra (Yemen), Islanda e Vanuatu. Questi ambienti austeri diventano attori dal vivo nelle esibizioni altamente coreografate che mette in scena, armonia e conflitto camminano insieme, come coppie di contraddizioni e somiglianze.

fino al 1° settembre
Scarlett Hooft – Graafland Vanishing Traces
FOTOGRAFISKA
Stadsgårdshamnen 22
fotografiska.com

– Giorgia Losio

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.