Morto Per Kirkeby, tra i massimi artisti danesi del Novecento. Aveva 79 anni

Pittore, scultore, scrittore, regista e geologo, Per Kirkeby è stato uno degli artisti danesi più importanti del secolo. Tra i pionieri del Neo-espressionismo, ha partecipato a Documenta nel 1982 e nel 1992 e a quattro edizioni della Biennale di Venezia

Per Kirkeby

Si è spento nella sua Copenhagen Per Kirkeby (Copenaghen, 1938 – 2018), tra i maggiori artisti danesi del Novecento. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla sua galleria, Michael Werner. Kirkeby aveva 79 anni.

IL PROFILO

Pittore, scultore, scrittore, poeta, regista, filosofo, geologo e perfino costumista, Per Kirkeby ha sperimentato diversi medium prima di diventare universalmente noto per le sue tele opache. Figura complessa, Kirkeby è stato per tutta la vita appassionato di geologia, materia in cui si era laureato all’università di Copenaghen prima di iscriversi all’accademia d’arte della stessa città. Dal 1958 al 2011, l’artista ha compiuto molte spedizioni in terra artica, che hanno fortemente suggestionato la sua ricerca creativa. Tentare di trovare il perfetto punto di equilibrio tra arte e scienza è stata la cifra stilistica di tutto il suo lavoro d’artista. Soprannominato proprio per questo “l’artista-geologo”, Kirkeby è riconosciuto per i toni cupi delle sue tele e per una pittura intensa, materica, quasi scultorea che ricorda la terrosità di certi paesaggi brulli ed è perfettamente collocabile nella cultura artistica nordica di cui l’artista è figlio.

LA RICERCA

Considerato tra i pionieri del Neo-espressionismo, Kirkeby, dopo aver militato nel movimento Fluxus negli anni Sessanta e Settanta, ha raggiunto la notorietà durante i primi anni ’80. A differenza di artisti come Markus Lüpertz, AR Penck, Jörg Immendorff eGeorg Baselitz, le sue tele alludevano frequentemente a formazioni geologiche e paesaggi, in assenza quasi totale di presenza umana. Lo studio dell’opera di Jackson Pollock ha avuto un impatto fondamentale nella ricerca dell’artista danese sia nel rapporto con la densità del colore sia per l’influenza esercitata sull’artista americano dalle pitture dei Navajos.

IL SUCCESSO INTERNAZIONALE

Nel 1982 Kirkeby è stato invitato a partecipare all’edizione di Documenta curata da Rudi Fuchs e questo ha rappresentato per lui il trampolino di lancio per la consacrazione internazionale. Ha partecipato ancora a Documenta nel 1992 e ha preso parte a quattro edizioni della Biennale di Venezia nel 1976, 1980, 1993 e 1997. Nel 2008, il suo lavoro è stato al centro di una grande retrospettiva al Museum of Modern Art della Louisiana a Humblebaek, in Danimarca, e poi di personali alla Tate Modern di Londra e al Museum Kunst Palast di Düsseldorf, in Germania. L’ultima personale è del 2017 al museo d’arte di Mendrisio, nel Canton Ticino.

      Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.