A Roma una grande mostra per celebrare il rapporto tra Giorgio Vasari e l’Urbe
Fino al 19 luglio 2026 ai Musei Capitolini Vasari è protagonista di un esaustivo percorso che chiude le celebrazioni per i 450 anni dalla sua morte. La mostra racconta il legame tra l’artista e il luogo che ne plasmò gli interessi e il linguaggio
Prosegue con il consueto successo, nella prestigiosa cornice dei Musei Capitolini, la serie di mostre dedicate a quegli artisti che, tra il XIV e il XV Secolo, hanno intessuto un rapporto profondo e proficuo con la città di Roma, cruciale per l’elaborazione di una originale visione estetica, la stessa che ha dato vita al cosiddetto Rinascimento ed ai suoi ulteriori, fecondi sviluppi. Dopo Pinturicchio, Luca Signorelli, Filippo e Filippino Lippi, è la volta di Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574) il quale, aretino di nascita, giunse a Roma da Firenze nel 1532.

La formazione di Giorgio Vasari a Roma
E fu il primo di numerosi viaggi nella città pontificia, decisivi per la sua formazione e per il consolidamento della sua fama di intellettuale umanista e di artista eclettico. A Roma studiò l’antico e fu avvinto dal genio di Raffaello che nelle Vite, sua opera letteraria di importanza capitale per la storia dell’arte, annoverò tra gli “dei mortali”; strinse amicizia con Michelangelo di cui fu estimatore, allievo ed emulo (“quello che fra i morti e i vivi porta la palma e trascende e ricuopre tutti è il divino Michel Agnolo Buonarroti”); ebbe importanti e lucrose committenze come architetto e pittore nelle fabbriche più ambite di quegli anni.
La mostra dei Musei Capitolini su Vasari
La grande mostra capitolina – una settantina di opere distribuite in quattro sezioni cronologiche – curata dalla storica dell’arte Alessandra Baroni, celebra, dunque, Giorgio Vasari, che fu tra i protagonisti della scena culturale romana, attraverso dipinti, disegni e documenti provenienti da musei italiani ed esteri. L’esposizione offre uno spaccato della straordinaria vitalità artistica della Roma cinquecentesca, culla e forza motrice di quella che, per primo, il maestro aretino definì “la maniera moderna”, ossia quella nuova visione estetica di cui fu esponente consapevole e fecondo, e “il principio della quale” – scrive sempre nelle Vite – “fu Leonardo da Vinci che… dette veramente alle sue figure il moto et il fiato”. Ovvero il dinamismo plastico ed il soffio di vita intriso di pathos, appresi dai marmi ellenistici lungamente studiati e assiduamente copiati, e tra questi, segnatamente da lui citati, il Laocoonte, il Torso del Belvedere, l’Arianna dormiente.
Le opere di Giorgio Vasari in mostra a Roma
Ritroviamo, nei dipinti del Vasari in mostra, quelle figure attorte, quei ritratti pensosi, quelle composizioni brulicanti di un’umanità in agitazione, certi volti pudichi di madonne raffaellesche, certe inspiegabili luminarie, intensi drammi interiori che trapelano dai volti e dalle posture, gesticolazioni concitate ma geometricamente composte, dettagli dall’apparenza fatua e trascurabile sbalzati in primo piano con perizia fotografica, uomini e dei convocati insieme promiscuamente sulla scena del “gran teatro del mondo”.
Luigi Capano
Roma // fino al 19 luglio 2026
Vasari e Roma
MUSEI CAPITOLINI. PALAZZO CAFFARELLI – Via di Villa Caffarelli
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