Francis Bacon e Lucian Freud furono amanti? Il giallo attorno all’autoritratto maschile di Ginevra

Amici, colleghi o forse molto di più? La vicenda diStanding Male Nude, un olio su tela incompiuto e realizzato presumibilmente da Lucian Freud, getterebbe una nuova luce sulla natura del rapporto tra i due grandi artisti, rimasta fino a questo momento segreta

Lucian Freud e Francis Bacon via YouTube
Lucian Freud e Francis Bacon via YouTube

Conosciuti come i rappresentanti di spicco della corrente pittorica la Scuola di Londra, sono stati negli ultimi anni anche i protagonisti di diverse mostre svoltesi tra Tate e Chiostro del Bramante a Roma. Ma qual è stata la natura del rapporto tra Lucian Freud (Berlino, 1922 – Londra, 2011) e Francis Bacon (Dublino, 1909, Madrid, 1992)? Da sempre creduti grandi amici e stimati colleghi, la vicenda di un quadro su cui ha fatto recentemente luce il The Guardian getterebbe nuove ombre sul legame tra i due artisti. Tutto inizia un giorno di 25 anni fa quando un collezionista svizzero, che è voluto rimanere anonimo, dopo aver acquistato all’asta un olio su tela incompiuto attribuito a Lucian Freud e raffigurante un nudo maschile, riceve una telefonata dallo stesso autore, che gli prega di vendergli, anche al doppio del suo valore, il quadro. Dopo un primo rifiuto – i due personaggi non si conoscevano e il collezionista non voleva separarsi da Standing Male Nude, questo il titolo – segue alcuni giorni dopo un’altra telefonata, adirata. L’insistenza di Freud si fa inspiegabilmente aggressiva, arrivando a minacciare che avrebbe disconosciuto la paternità dell’opera se questa non fosse ritornata nelle sue mani. L’acquisizione non va in porto e il quadro, come predetto, rimane senza paternità, quindi impossibile da rivendere in asta. Resta da chiedersi, quali sono i motivi che hanno innescato tali sentimenti di ferocia nel pittore?

LUCIAN FREUD E LA PRESUNTA RELAZIONE CON FRANCIS BACON

Oggi la motivazione è riconducibile a una questione di rispettabilità pubblica. È possibile, infatti, che Lucian Freud, conosciuto per le sue numerose amanti femminili, abbia avuto nell’arco della sua vita anche frequentazioni e relazioni di tipo omosessuale che però, data l’immaturità dei tempi, aveva scelto di tenere nascoste. L’ipotesi risale proprio a Standing Male Nude, ovvero il proprio autoritratto, sul quale ha iniziato a indagare assieme all’attuale proprietario anche un investitore privato, Thierry Navarro, il quale ha scoperto che la provenienza dell’opera risale a un appartamento di Ginevra frequentato da Francis Bacon e da alcuni amici gay, tra i quali lo stesso Freud. “C’è un testimone ancora vivo di quella comunità gay ginevrina”, ha spiegato l’investigatore al The Guardian. “Quando il collezionista ha allestito una mostra privata dei suoi dipinti a Ginevra, questa persona ha dichiarato di conoscere il dipinto; ha spiegato che era in un appartamento usato da Bacon a Ginevra, una specie di rifugio per questa comunità. Il testimone ha rivelato dell’esistenza di una relazione tra Freud e Bacon, fornendo molti dettagli. Ha raccontato che fu Bacon a chiedere a Freud di dipingere quest’opera per lui, poi collocata nell’ingresso del suo appartamento”. Secondo questa pista, è comprensibile come l’autoritratto raffigurasse quanto di più sconveniente per l’artista britannico, intenzionato a tenere segreta la sua relazione omosessuale anche dopo la morte dell’amico/amante. Una passione conclusasi nel peggiore dei modi dato che, stando ancora alle testimonianze, i due avrebbero avuto un litigio tale da spingere Bacon a lasciare definitivamente Ginevra, abbandonando il quadro nell’appartamento.

Lucian Freud, Standing Male Nude
Lucian Freud, Standing Male Nude

L’AUTORITRATTO DI LUCIAN FREUD E MANCATA PATERNITÀ DELL’OPERA

Sulla paternità di Standing Male Nude si sono espressi numerosi studiosi, arrivando a risultati pressoché univoci: da Nicholas Eastaugh, uno dei massimi esperti britannici nell’analisi scientifica dei dipinti, che ha prelevato minuscoli pigmenti confrontandoli con i quadri autenticati della Tate tramite infrarossi, allo storico dell’arte Hector Obalk, il quale ha riscontrato che “il modo in cui è raffigurata la carne è abbastanza tipico dell’artista“, riconoscendo quindi la sua mano. Nelle indagini, è stata coinvolta addirittura l’intelligenza artificiale grazie all’azienda svizzera di Art Recognition, che ha indicato Freud come autore per il 95% della superficie dipinta. Una conclusione importante, insomma, il quale tuttavia non vede il coinvolgimento del Lucian Freud Estate, rifiutatosi di commentare e partecipare all’indagine. È quindi probabile che il quadro rimarrà privo di paternità, rispettando la volontà del suo – ancora solo presunto – autore. Ma non si esclude che venga collocato prossimamente in un museo per raccontare la storia dell’unione di due grandi artisti e amanti. Un amore che rimarrà per sempre, almeno in parte, avvolto nel mistero.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.