Dior per l’ambiente: la maison e il Louvre s’alleano per la sistemazione del Jardin des Tuileries

La maison parigina ha firmato un contratto di cinque anni per il restauro del giardino del 1° arrondissement, custode di numerose specie vegetali e opere d’arte di rilevanza storica

Tuileries panorama via Wikipedia
Tuileries panorama via Wikipedia

Dior, Parigi e le buone cause: una tripletta diventata ormai un segno distintivo. Come vi avevamo raccontato, la battaglia al fianco dei valori femministi intrapresa da Maria Grazia Chiuri, creative director della maison, si era già resa manifesta nel prêt-à-porter autunno-inverno del 2019, nei giardini del Musée Rodin, con la collaborazione di Tomaso Binga; e, recentemente, in quella primavera-estate, stesso luogo ma con il supporto artistico della storica femminista militante Judy Chicago. L’ultimo show targato Dior si è invece spostato al Jardin des Tuileries ma questa volta, alla causa del women empowerment, se ne è aggiunta una ulteriore e affatto slegata: quella della salvaguardia del pianeta. Un obiettivo che il brand LVMH si è preso a cuore, tanto da siglare un accordo della durata di cinque anni, assieme al Museo del Louvre, per contribuire al restauro del polmone verde del 1° arrondissement parigino.

DIOR E LOUVRE PER IL JARDIN DES TUILERIES

Il programma di restauro del Jardin des Tuileries comincerà nell’aprile 2020, con la riapertura del boschetto nord-orientale di 3.000 metri quadrati popolato da 116 alberi di quattro specie diverse. Una missione green che riguarda anche la sfera culturale e del decoro urbano, date le numerose fontane e sculture che popolano questo sito. Ma pure turistica: creato nel 1564 sotto Caterina de’ Medici e poi ridisegnato da André Le Nôtre per Luigi XIV, il Jardin des Tuileries è uno dei giardini più noti al mondo, che accoglie 14 milioni di visitatori ogni anno. “Questo patrocinio porta con sé un messaggio che è più vitale che mai“, ha affermato la maison in una nota riportata da WWD. “Ognuno di noi può essere un agente di cambiamento per gli ecosistemi di domani, sia naturali che culturali“.

LA SFILATA DI DIOR AL JARDIN DES TUILERIES

L’ultima sfilata autunno-inverno 2020-2021, invece, ha visto la collaborazione di Claire Fontaine, entità creativa composta da Fulvia Carnevale e James Thornhill, di origine francese ma attualmente di base in Sicilia. Il duo ha creato l’intera scenografia, a partire dalla porta di ingresso padiglione adibito a ospitare la sfilata: “I say I”, scritto a grandi lettere, ovvero “io dico io”, un omaggio a Carla Lonzi, critica d’arte e attivista femminista italiana. Il ruolo del lessico, centrale nella ricerca artistica di Claire Fontaine, prosegue all’interno del padiglione, con numerose scritte al neon che riportano posizioni inequivocabili, come “Patriarchy = Climate Emergency”, “Patriarchy kills love”, “Consent” e “Women’s love is unpaid labour”. Le modelle hanno sfilato su una passerella tappezzata di pagine del quotidiano Le Monde, dettaglio ispirato al ritratto di Henri Matisse del 1949 realizzato dal fotografo Robert Capa nel suo studio, mentre dipinge su un pavimento analogo. Un riferimento al rumore del mondo esterno, alla potenza delle parole, alla forza dell’auto affermazione e dell’identità femminile che oggi fuoriesce con esponenziale energia.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.