Nuova luce su Ettore Majorana. Claire Fontaine protagonista di Viaggio in Sicilia di Planeta

All’ottava edizione della residenza itinerante d’artista promossa dalla casa vinicola Planeta ha partecipato Claire Fontaine, che per la cantina di Sciaranuova sull’Etna ha realizzato una grande installazione dedicata a Ettore Majorana, il fisico siciliano scomparso misteriosamente nel 1938 che in quei luoghi trascorreva i mesi estivi

Claire Fontaine, Ettore Majorana, 2019, neon a parte, cornice, cavi e trasformatori, 120 x 270 x 17.000 mm, Planeta, Sciaranuova, Passopisciaro (Castiglione di Sicilia), Courtesy dell'artista, foto: Andrea Cristaldi
Claire Fontaine, Ettore Majorana, 2019, neon a parte, cornice, cavi e trasformatori, 120 x 270 x 17.000 mm, Planeta, Sciaranuova, Passopisciaro (Castiglione di Sicilia), Courtesy dell'artista, foto: Andrea Cristaldi

Definirlo un appuntamento, sebbene sia giunto alla sua ottava edizione, sarebbe davvero riduttivo. È oramai un rituale, un po’ come la vendemmia a cui concettualmente e stagionalmente esso si collega, rimarcandone ritmi, suggestioni e fascino. È Viaggio in Sicilia, la residenza itinerante d’artista promossa dalla casa vinicola Planeta che da quindici anni racconta e fa raccontare la Sicilia agli artisti italiani e stranieri invitati a scoprire, come moderni Goethe, i luoghi più suggestivi dell’Isola, dove mito e natura si fondono ispirando artisti e letterati. Per il terzo anno consecutivo, la curatela di Viaggio in Sicilia è affidata a Valentina Bruschi, mentre l’artista invitato a relazionarsi con i territori e i luoghi legati alle cantine Planeta è Claire Fontaine, entità creativa composta da Fulvia Carnevale e James Thornhill che, per la tenuta Planeta di Sciaranuova a Passopisciaro, nel piccolo centro di Castiglione di Sicilia (CT) e a pochi passi dall’Etna, hanno realizzato un’opera dedicata al fisico catanese Ettore Majorana.

Mappa Eruzioni Etna - foto di Roselena Ramistella
Mappa Eruzioni Etna – foto di Roselena Ramistella

CLAIRE FONTAINE A SCIARANUOVA PER L’OTTAVA EDIZIONE DI VIAGGIO IN SICILIA

Ettore Majorana è infatti il titolo dell’opera che Claire Fontaine ha realizzato per Viaggio in Sicilia 8: un’installazione luminosa lunga venti metri, una scritta al neon che cita una frase tratta dal celebre romanzo che Leonardo Sciascia dedicò a Majorana: “si divertiva a versar per terra e disperdere l’acqua della scienza sotto gli occhi di coloro che ne erano assetati”. Frase criptica ma allo stesso tempo efficace per descrivere la personalità di Ettore Majorana: scienziato e tra gli esponenti del gruppo di fisici noto come i “Ragazzi di via Panisperna”, Majorana divenne famoso per la sua misteriosa scomparsa, avvenuta nel 1938. Allontanamento volontario, suicidio, espatrio: furono e sono tuttora tante le ipotesi che ruotano attorno alla sua scomparsa, facendo del fisico un personaggio a tratti mitologico, un po’ come le tante storie e leggende che fanno parte del patrimonio letterario (e non solo) della Sicilia. E l’aura di Majorana è stata sentita anche da Claire Fontaine durante il suo passaggio a Sciaranuova: lì vicino, infatti, il fisico era solito trascorrere le sue estati, nella tenuta di famiglia, coincidenza che non è passata inosservata agli occhi dell’artista.

Vito Planeta con i Claire Fontaine a Sciaranuova ottobre 2018_ foto di Roselena Ramistella
Vito Planeta con i Claire Fontaine a Sciaranuova ottobre 2018_ foto di Roselena Ramistella

VIAGGIO IN SICILIA RACCONTATO DA PLANETA 

Chi conosce il format di Viaggio in Sicilia avrà senza dubbio notato che l’edizione di quest’anno è differente rispetto alle precedenti: solitamente, dopo la residenza nomade, la mostra di restituzione si svolge all’interno di una galleria o un museo (l’esposizione della scorsa edizione si è svolta al Museo Archeologico Salinas a Palermo). Stavolta invece l’installazione di Claire Fontaine è stata presentata lì dove l’opera è stata ispirata e ideata, legandosi così visceralmente al territorio: “vorremmo radicarci di più sul territorio, la nostra idea sarebbe quella di lasciare decidere agli artisti dove creare le opere e lì lasciarle”, racconta ad Artribune Vito Planeta. “Con Viaggio in Sicilia siamo giunti a una fase ‘due’: da presentare le opere realizzate dagli artisti durante la residenza in uno spazio espositivo a ‘vi mostro la visione che un artista o un gruppo di artisti ha di un determinato luogo della Sicilia, e te la faccio vedere proprio in quel luogo”. Cogliamo l’occasione per ripercorrere, insieme a Vito Planeta, la storia di Viaggio in Sicilia: una storia che vede protagonisti arte e territorio, passione per la natura e mecenatismo, visione e cultura. “Da quindici anni lavoriamo a Viaggio in Sicilia, che adesso abbiamo strutturato come un progetto biennale: la residenza itinerante si svolge nell’autunno dell’anno pari, mentre la mostra di restituzione nell’estate dell’anno dispari”, ci racconta Vito. “Il passaggio dalla cadenza annuale a quella biennale ci permette di pensare meglio ai progetti e di riflettere meglio su quello che vogliamo. I primi anni abbiamo lavorato con la Galleria Nuvole (con cui il progetto è nato), poi siamo passati a un lavoro di curatela: da tre edizioni a curare il progetto infatti è Valentina Bruschi. E la logica è proprio differente: abbiamo un anno di tempo per capire cosa vogliamo e per confrontarci, dove vogliamo andare e cosa vogliamo trasmettere, e a partire da queste nostre riflessioni Valentina ci propone un gruppo di artisti. Per questa ultima edizione però abbiamo voluto cambiare la logica di ‘Viaggio in Sicilia’ per un progetto di tipo permanente, con un’installazione site specific nella nostra tenuta di Sciaranuova. E l’opera di Claire Fontaine rimarrà lì finché la Natura lo vorrà”.

Mario Merz, Fibonacci Sequence, 2002. Planeta, Sciaranuova, Passopisciaro (Castiglione di Sicilia)
Mario Merz, Fibonacci Sequence, 2002. Planeta, Sciaranuova, Passopisciaro (Castiglione di Sicilia)

NON SOLO CLAIRE FONTAINE. A SCIARANUOVA ANCHE MARIO MERZ

Oltre al neon di Claire Fontaine, la tenuta Planeta di Sciaranuova ospita fino al prossimo autunno, ovvero per tutto il periodo della vendemmia, Fibonacci Sequence, installazione di Mario Merz del 2002 che rappresenta la serie numerica di Fibonacci. Iniziativa, questa, nata dal dialogo e dalla sinergia tra la Fondazione Merz e Planeta, e presentata al pubblico lo scorso 27 luglio, in occasione dello spettacolo Gli alti e bassi di Biancaneve diretto da Emma Dante nell’ambito dello Sciaranuova Festival, rassegna teatrale promossa da Planeta nel proprio “Teatro in Vigna”.

– Desirée Maida

Sciaranuova, Passopisciaro, Castiglione di Sicilia (CT)
Claire Fontaine – Ettore Majorana
Viaggio in Sicilia 8
www.planeta.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.