La poetica degli affetti nella scultura del Novecento. A Padova

Palazzo del Monte di Pietà, Padova – fino al 9 febbraio 2020. Da Rodin a Mitoraj: è questo il percorso ideale seguito dalla mostra padovana, che punta lo sguardo sul valore tattile della scultura.

Virgilio Guidi, Incontro, 1982
Virgilio Guidi, Incontro, 1982

La mostra raccoglie 120 opere fra sculture a tutto tondo, bassorilievi e alcune grafiche che ripercorrono le avanguardie del Novecento, in un iter tematico scandito in diverse partizioni concettuali: il cammino della vita, la relazione, l’incontro, la lontananza, l’attesa, l’empatia e la compassione.
In esposizione, fra le altre, opere di: Auguste Rodin, Igor Mitoraj, Pablo Picasso, Salvador Dalí, Arturo Martini, Henry Moore, George Segal, Vincenzo Gemito, Pietro Canonica.
Il tema è l’Umanesimo, per ciò che può significare in epoca moderna questo insieme di assunti che riconducono a tutto ciò che concerne le relazioni, l’affettività, la condivisione, le emozioni, le quali contraddistinguono la complessità della creatura e del sentire umani. Ciò al fine di proporre una riflessione che tenti di definire la discrepanza molto attuale fra sensibilità, intesa in senso sia fisico che spirituale, e tecnologia. Un argomento che la mostra esplora favorendone la comprensione attraverso il “contatto”, sia astratto che concreto, con i pezzi proposti.

IMPRESSIONI TATTILI

A un primo sguardo l’allestimento appare inconsueto: le opere sono disposte circolarmente su supporti addossati alle pareti delle due sale e al centro delle stesse grandi tavole ne raggruppano un certo numero, consentendo il passaggio intorno. Questo potrebbe dare l’idea di un’eccessiva vicinanza e mancanza di respiro, ma seguendo il percorso espositivo diviene chiara la linea di pensiero che ha determinato questa scelta: l’”abbraccio” che ne deriva è intellettuale, metafisico, ma diviene  materiale per similitudine allorché l’attenzione vaga sull’insieme e sui singoli lavori. Sono emanazioni, influssi, che creano suggestioni, e inducono a riflettere sull’importanza rilevante dell’interazione fra corpo e mente, dalla prima infanzia alla totalità della vita.

Marcel Duchamp, Prière de toucher, 1947
Marcel Duchamp, Prière de toucher, 1947

IL TATTO COME COMPRENSIONE

Nel corso dei secoli la storia della filosofia ha tentato di spiegare l’importanza dell’esperienza tattile nella formazione della conoscenza: Socrate, nel Simposio afferma: “Toccando l’oggetto bello – e stando in sua compagnia – (l’uomo di valore) partorisce e genera le cose di cui era gravido da lungo tempo”. L’azione dell’arte, e pertanto della bellezza, è un’azione maieutica, atta a generare il bene e il bello, di qui l’importanza e l’efficacia di questa mostra, da definire “di transizione” in ambito culturale e sociale.

Maria Palladino

Evento correlato
Nome eventoIncontro e abbraccio. Nella Scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj
Vernissage15/11/2019 ore 17,30
Duratadal 15/11/2019 al 09/02/2020
CuratoriAlfonso Pluchinotta, Maria Beatrice Autizi
Generearte moderna
Spazio espositivoPALAZZO DEL MONTE DI PIETA'
IndirizzoPiazza Del Duomo 14 - Padova - Veneto
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Maria Palladino
Maria Palladino, curatrice di eventi artistici e critico d’arte, si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte contemporanea, dal progetto espositivo all’allestimento, presentazione, comunicazione e ufficio stampa dal 2003, operando con associazioni artistiche e nel contesto di gallerie e spazi istituzionali a Padova, dove risiede attualmente, e in tutta Italia. Quale curatrice della Fondazione Arte Contemporanea – presidente lo storico, critico d’arte e curatore Giorgio Grasso – contribuisce alla realizzazione di numerosi eventi nel territorio Italiano, nel contesto di prestigiose manifestazioni culturali come la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. In collaborazione con lo storico, critico d’arte e curatore Giancarlo Bonomo dà vita a eventi artistici in spazi espositivi privati e pubblici nazionali. La passione per la scrittura costituisce una naturale inclinazione e una componente sostanziale del suo lavoro.