Correva l’anno 1819: il Tempio Canoviano, l’anno creativo di John Keats, la nascita del Prado

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1819

Nel 2019 ricorre il bicentenario dalla posa della prima pietra del Tempio che Antonio Canova donò a Possagno, suo paese natale. Per l’occasione, questa piccola cittadina veneta diventerà il punto di riferimento delle celebrazioni del grande artista neoclassico con diversi eventi e iniziative culturali. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ’10 del 1800? Dalla composizione delle opere più importanti di John Keats, il poeta britannico primo tra i moderni ad attingere particolare vigore dalle arti figurative, alla nascita del Museo del Prado a Madrid proprio quando Francisco Goya acquista la “Quinta del Sordo” e inizia a decorarla con pitture murali, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

-Claudia Giraud

1. IL TEMPIO DI ANTONIO CANOVA A POSSAGNO

Tempio Canoviano a Possagno

L’ 11 luglio 1819, esattamente due secoli fa, cominciavano ufficialmente i lavori di costruzione del Tempio Canoviano, una chiesa neoclassica progettata – con la supervisione dell’amico architetto Giannantonio Selva (autore del Teatro La Fenice a Venezia) scomparso proprio quell’anno – da Antonio Canova che non riuscì mai a vederne la conclusione a causa della sua morte avvenuta nel 1822. Costruito su un’altura a poche centinaia di metri dalla Gipsoteca e Museo Antonio Canova di Possagno – da neanche un mese presieduti da Vittorio Sgarbi -, l’edificio sarà al centro celebrazioni canoviane, che avranno inizio l’11 luglio 2019, a 200 anni dalla posa della prima pietra del Tempio di Possagno, per terminare al 13 ottobre 2022, data che segna i 200 anni dalla morte del Canova.

2. L’ANNO PIÙ CREATIVO PER JOHN KEATS

Visione d’insieme della Stanza dell’in-finito della Keats-Shelley House T-yong Chung, Percy Bysshe Shelley, 2018_ T-yong Chung, Lord Byron, 2018_ T-yong Chung, Birds 2018_ courtesy l’artista. Ph. Flavio Ianniello 2019

Il 1819 è l’anno più prolifico per John Keats, il poeta britannico unanimemente considerato uno dei più significativi letterati del Romanticismo e il primo tra i moderni ad attingere particolare vigore dalle arti figurative, dal Poussin, dal Lorenese, dal Tiziano, dall’arte greca: compone, infatti, la maggior parte delle sue Odi e delle sue opere più famose. Sono di quell’anno, The Eve of St Agnes, poema di colore spenseriano in cui Keats raggiunge la piena maturità poetica, la Ode to Psyche, la Ode on a Grecian Urn, la Ode to a Nightingale, la delicata ballata La Belle Dame sans Merci e infine la Eve of St Mark. In occasione del bicentenario di queste opere straordinarie, l’artista coreano T-yong Chung inaugura giovedì 28 febbraio alla Keats-Shelley House di Roma un evento espositivo curato da Fulvio Chimento: ha, infatti, prodotto una serie di sculture per celebrarne la forza creativa nel luogo in cui John Keats visse e morì a soli 25 anni la sera del 23 febbraio 1821.

3. LA NASCITA DEL MUSEO DEL PRADO A MADRID

Museo del Prado, 2016

A Madrid viene inaugurato il Real Museo del Prado alla presenza del re Ferdinando VII e della consorte Maria Giuseppa Amalia di Sassonia. Nei primi anni vi saranno esposti solo artisti spagnoli, con la prevalenza di Diego Velázquez e Francisco Goya che proprio nel 1819 acquista la “Quinta del Sordo”, casa non distante da Madrid, e inizia a decorarla con pitture murali. I festeggiamenti del bicentenario del più importante museo di Spagna dureranno un anno intero, sono già partiti il 19 novembre 2018, per terminare il 19 novembre 2019. E sarà un anno ricco di eventi espositivi, incontri di carattere scientifico, pubblicazioni editoriali, spettacoli e attività di tipo pedagogico e sociale. L’anniversario offre anche l’occasione per celebrare i 150 anni della nazionalizzazione delle collezioni reali e gli ottant’anni trascorsi dal recupero delle opere che furono evacuate dalla Spagna durante la Guerra Civile (1936-1939).

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

LEAVE A REPLY