Le immagini spettacolari del nuovo allestimento del Tesoro del Delfino al Prado di Madrid

Il Prado inaugura uno spettacolare allestimento del Tesoro del Delfino e le nuove sale di pittura fiamminga e olandese.

Sala pittura fiamminga, Museo del Prado, Madrid
Sala pittura fiamminga, Museo del Prado, Madrid

La collezione permanente del Prado si arricchisce in vista delle celebrazioni del bicentenario, previste per il 2019. Il museo spagnolo aumenta del 10 per cento il numero delle opere esposte al pubblico e presenta per la prima volta in maniera completa il celebre Tesoro del Delfino di Francia, figlio di Luigi XIV e padre di Filippo V, primo re Borbone di Spagna. L’iniziativa rientra nel processo di ristrutturazione dello storico edificio, progettato all’architetto neoclassico Juan de Villanueva e destinato ora esclusivamente all’uso espositivo, rendendo l’intero percorso di visita più accessibile, completo e versatile.

LE MERAVIGLIE DELLA PITTURA FIAMMINGA E OLANDESE

Al secondo piano dell’ala Nord (ingresso Goya della pinacoteca), dove un tempo c’erano uffici, depositi e il laboratorio di restauro dei supporti, oggi ci sono sette magnifiche sale (76-84), ben illuminate e decorate in un elegante sfondo blu cobalto, che ospitano capolavori della pittura fiamminga e olandese del XVI e XVII secolo. Nel nuovo allestimento risaltano la sensualità debordante delle storie mitologiche dipinte da Rubens per Filippo IV, la calligrafia dei Cinque Sensi di Ian Brueghel, le delicate nature morte di Frans Snyders e Clara Peters e i bellissimi ma poco noti olii di David Teziers, tutti da ammirare insieme con la Juditta, l’unico Rembrandt accreditato in Spagna, e con i paesaggi nordici di scuola olandese.

OGGETTI DI LUSSO E SIMBOLI DEL POTERE

Dal secondo piano si accede direttamente alla sala 79B: uno spazio circolare, dove è stata installata una vetrina curva di 40 metri che custodisce 144 oggetti d’arte decorativa appartenuti al figlio del Re Sole, passati per vie ereditarie alle corona di Spagna e dal 1839 in deposito al Prado. Per la prima volta il pubblico può ammirare da vicino – e conoscere a fondo attraverso l’apporto tecnologico interattivo fornito da Samsung – questa straordinaria raccolta di preziosissimi vasi, piatti, tazze, posate e contenitori dalle forme più stravaganti e di diverse epoche storiche, dall’antichità al Seicento. Più di qualunque opera d’arte plastica, tali oggetti nel passato erano simboli di potere e di ricchezza. Alcuni pezzi sono incompleti, altri sono stati modificati nel corso dei secoli, ma ciò che colpisce è lo stato di conservazione e il livello qualitativo dell’intera raccolta, che per l’occasione ha subito una revisione storica, scientifica e tecnica, oltre che un restauro accurato e minuzioso. Bellissimi anche gli astucci che li contenevano, perlopiù in cuoio intagliato. Una curiosità: i pezzi più raffinati ed eleganti della collezione del Gran Delfino provengono dalle manifatture milanesi del XVI e XVII secolo, dove lavoravano celebri famiglie di intagliatori del cristallo e maestri orafi di fama internazionale, come i Miseroni e i Saracchi.

– Federica Lonati

www.museodelprado.es

 

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AutorePeter Paul Rubens
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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.