Classicità senza tempo. Il tempo della bellezza a Rovereto

Mart, Rovereto ‒ fino al 5 novembre 2017- Ragione, tradizione, bellezza e armonia sono le parole chiave di un movimento artistico che negli ultimi anni, grazie a sempre più frequenti iniziative, sta vivendo una brillante fase di recupero, di studio e di ricerca: il Novecento, “capitanato” da Margherita Sarfatti, fa ora bella mostra di sé a Rovereto.

Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, 1914,Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo
Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, 1914,Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo

Si comincia dalla Metafisica che, con Valori Plastici e Realismo magico, negli anni intorno e immediatamente seguenti la fine della Prima Guerra Mondiale, ha voluto proporre un’arte lontana dall’eccitazione avanguardistica e rivoluzionaria di Futurismo, Cubismo, Espressionismo. Ma già dal suggestivo titolo, Un’eterna bellezza, si intuisce che le circa 100 opere della mostra parlano sostanzialmente d’altro. Caratteristica comune a tutti i più recenti progetti è l’esistenza di un legame indissolubile tra le esposizioni temporanee e le opere conservate presso il museo di Rovereto: è, questa, una delle linee guida più forti della direzione di Gianfranco Maraniello, che intende consolidare l’identità istituzionale proponendo focus su momenti e artisti presenti nelle collezioni, come accade anche nell’attuale esposizione. Inoltre, dopo l’esperienza dello scorso anno, anche in quest’occasione è stata rinnovata la partnership con Fundación MAPFRE di Madrid, dove Un’eterna bellezza ha visto il suo esordio.

Antonio Donghi, Giocoliere, 1936, Unicredit Art Collection
Antonio Donghi, Giocoliere, 1936, Unicredit Art Collection

LA MOSTRA

Ma torniamo alla mostra: se il punto di partenza è la Metafisica di de Chirico, Carrà e Savinio, artisti che proprio agli inizi degli Anni Venti si rivolgono verso altre direzioni, il cuore di tutto questo ricco organismo è Novecento, movimento nato a Milano nel 1922 – e due anni dopo tra i protagonisti della Biennale di Venezia ‒, promosso e voluto da Margherita Sarfatti in nome del “ritorno all’ordine” e concretizzatosi grazie all’iniziale sodalizio tra gli artisti Bucci, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Oppi e Sironi. Tutti sono accomunati dalla ricerca della classicità – Giotto, Masaccio e Piero della Francesca sono modelli riconoscibilissimi in queste opere che hanno appena cent’anni ‒, dalla raffinata competenza tecnica e dall’abbandono delle audaci sperimentazioni del primo decennio del secolo, ma “senza tuttavia rinunciare al proprio tempo, senza nostalgia, senza tornare indietro. Alla ricerca della perfezione, delle sue regole, delle armonie”.

Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino, 1923 1924, Istituto Matteucci, Viareggio
Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino, 1923 1924, Istituto Matteucci, Viareggio

NOVECENTO E LA BELLEZZA

Tra l’evocazione dell’antico mediante frammenti archeologici, statue o la lira di Saffo; una nuova interpretazione del genere del Paesaggio dove, con Sironi, si affaccia prepotentemente la metropoli; il virtuosismo e la poesia che scaturiscono dalle nature morte; l’atmosfera rarefatta e senza tempo dei ritratti, come quelli di Donghi; la bellezza dei nudi femminili – talvolta platonici e altre volte scandalosi, come nel riferimento alla prostituzione di Primo denaro di Cagnaccio di San Pietro – e infine la sezione dedicata alle stagioni della vita – memorabile il Cesare Lionello del ben rappresentato Felice Casorati ‒, di sala in sala il Novecento si disvela e lascia trasparire da un lato, rinnegandolo, il dolore del conflitto mondiale appena terminato e dall’altro un’atmosfera densa di inquietudini nascoste sotto quell’apparenza di bellezza che, di certo, quegli artisti avrebbero voluto fosse eterna.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoUn'eterna bellezza
Vernissage02/07/2017 ore 10
Duratadal 02/07/2017 al 05/11/2017
AutoriGino Severini, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Carlo Carrà, Felice Casorati
CuratoriDaniela Ferrari, Beatrice Avanzi
Generiarte contemporanea, arte moderna
Spazio espositivoMART MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO
IndirizzoCorso Angelo Bettini 43 - Rovereto - Trentino-Alto Adige
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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.