Si chiama Museo Barberini, ma apre ora a Berlino. Creato dall’imprenditore Hasso Plattner

Uno storico palazzo barocco costruito da Federico il Grande secondo un progetto che guarda al modello di Palazzo Barberini a Roma. 4mila metri quadrati di spazi espositivi

Il Museum Barberini
Il Museum Barberini

Se il museo romano di Palazzo Barberini si avvia ad entrare nel nuovo corso tracciato dalla direzione di Flaminia Gennari Santori e presentato proprio ieri al pubblico, giunge la notizia di un nuovo Museo Barberini pronto ad inaugurarsi a qualche migliaio di chilometri dall’originale. Il Museum Barberini, per la precisione: è così infatti che il miliardario tedesco imprenditore del software Hasso Plattner ha voluto denominare il suo nuovo museo privato a Potsdam, alle porte di Berlino, che si inaugurerà fra meno di due settimane, il 23 gennaio. Nonostante diverse difficoltà iniziali, è infatti stata completata nei tempi previsti la ristrutturazione dello storico palazzo barocco costruito da Federico il Grande (1712-1786), secondo un progetto che guarda proprio al modello di Palazzo Barberini a Roma.

WILDENSTEIN PLATTER INSTITUTE

Un edificio distrutto nella seconda guerra mondiale, che con il nuovo museo combinerà la ricostruzione della facciata storica con interni moderni, offrendo circa 4mila metri quadrati di spazi espositivi. Negli ultimi 20 anni Plattner ha accumulato una vasta collezione con un focus molto specifico: arte della ex Germania dell’Est al fianco di opere create dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Ma a questa affianca capolavori della storia dell’arte con opere di impressionisti Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir, insieme a opere di Max Liebermann, Edvard Munch, Joan Mitchell, Gerhard Richter. Plattner ha recentemente unito le forze con il miliardario mercante d’arte Guy Wildenstein per lanciare il Wildenstein Platter Institute, dedicato a “far progredire gli studi storici sull’arte favorendo l’accessibilità, la catalogazione e la digitalizzazione delle fonti primarie“: primo progetto un ambizioso catalogo ragionato di Jasper Johns.

Museum Barberini
Humboldtstraße 5-6, 14467 Potsdam
http://museum-barberini.com/

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.