L’autunno 2026 a Firenze è nel segno del grande artista Victor Man. La mostra al Museo Novecento
Enigmatica e sospesa in un tempo indecifrabile, la pittura figurativa dell’artista rumeno arriva a Firenze per la personale curata da Sergio Risaliti alle Ex Leopoldine, dal 26 settembre 2026 al 7 marzo 2027
A Firenze, l’autunno si apre nel segno dell’arte contemporanea di Victor Man (Cluj, 1974), protagonista della mostra curata da Sergio Risaliti al Museo Novecento. Allestita al piano terra delle Ex Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella, l’esposizione sarà visitabile dal 26 settembre 2026 al 7 marzo 2027, e proporrà circa 25 dipinti dell’artista romeno, in un percorso che esplora temi ricorrenti della sua produzione (convintamente legata alla pittura figurativa), come la maternità, il ritratto e l’autoritratto, la natura morta, la figura femminile.
La mostra di Victor Man al Museo Novecento di Firenze
La pittura di Man, che è considerato una delle voci più interessanti della sua generazione, si impone allo spettatore per la sua enigmaticità, mettendo in discussione il rapporto con l’immagine e la percezione individuale. A Firenze saranno in mostra opere quali Lelkek temetoje, der Friedhof der Seelen (2019), Girl with Goya’s Skull (2021), Maternity with Legend (2024), Maternity (2025), Curve delle Anime (2025), Reclining Maiden – Prelude of Equinox (2025–2026) e Transfiguration, Cassa Oscura (2025–2026), insieme ai lavori più recenti dell’artista. Completeranno il percorso espositivo cinque dipinti della serie Luminary Petals on a Wet Black Bough, tra cui Untitled (After Michelangelo) (2023).
La fortuna di Victor Man in Italia
Realizzata con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery, la mostra del Museo Novecento porta ancora una volta in Italia l’opera di un artista negli ultimi anni protagonista a più riprese tra i confini nazionali, dall’antologica Eyelids, Towards Evening alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino – focalizzata sui ritratti e autoritratti dell’ultimo decennio – tra il 2022 e il 2023, alla collettiva milanese, presso la Fondazione Stelline, intitolata Le nuove frontiere della pittura (2017-18), che vide anche la partecipazione di Man. Anche a Roma, Man – chiamato a rappresentare la Romania alla Biennale di Venezia nel 2007 – ha esposto più volte: nel 2013 a Villa Medici, e più di recente, nel 2021, nella chiesa sconsacrata di Sant’Andrea de Scaphis, trasformata per l’occasione dall’artista in una sorta di tempio pagano, onirico e misterioso (1837, Abbozzo per un autoritratto).
La pittura figurativa enigmatica di Victor Man
“Il mio lavoro ha molto a che fare con la memoria, perché gli oggetti che dipingo, sebbene estrapolati dal loro significato originario, recano tracce del loro passato. E implicitamente essi si collegano con la memoria, che è già presente in loro, nel loro sangue”, ha detto della sua ricerca Victor Man in passato. Il lavoro dell’artista rumeno, del resto, è sempre in bilico tra archetipi del passato e frammenti di presente, spesso collocati in uno spazio temporale sospeso, quasi magico (“non mi preoccupa che cosa è finzione e cosa è realtà”). Pesa, in questo processo, la rielaborazione di maestri e modelli del passato, da Goya a Michelangelo, alla pittura simbolista, alle avanguardie del Novecento.
Victor Man // dal 26 settembre 2026 al 7 marzo 2027
Museo Novecento, Ex Leopoldine di Santa Maria Novella, Firenze
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