A Venezia un’artista ha creato un giardino segreto di piante e sculture
Fino al 30 settembre, un piccolo giardino veneziano ospita le opere dell’artista Irene Cattaneo. Un incontro tra natura, bronzo e vetro per riflettere sul giardino come spazio di raccoglimento e di crescita
Ai lati di quell’arteria turistica che collega il Ponte dell’Accademia a Piazza San Marco – e che attraversa i campi San Vidal, Santo Stefano, Sant’Anzolo, Manin e San Luca come fossero stazioni di una metropolitana fatta di piazze – corrono calli parallele, poco frequentate dai turisti e molto dai veneziani, che qui transitano per fare la spesa, andare al cinema, o semplicemente prendere una scorciatoia. È qui che Irene Cattaneo, artista italo-tedesca nata nel 1989, ha allestito il suo giardino di sculture, col supporto della galleria Lo Studio di Nadja Roman. Aperto ormai da mesi, in occasione della Biennale d’Arte, questo luogo incontra proprio a settembre un’ottima coincidenza: quale settimana migliore se non quella dedicata al vetro per esplorare i modi in cui questo materiale può essere sviluppato artisticamente, da solo o in relazione ad altri materiali?

Il Giardino Segreto di Irene Cattaneo
Si intitola proprio The Secret Garden l’installazione diffusa che Irene Cattaneo ha pensato per il giardino che si affaccia su Calle Pesaro, in questi mesi preziosa oasi di ristoro dal caldo aperta a turisti e passanti. Il titolo si riferisce all’omonimo libro di Frances Hodgson Burnett (1911) e al film diretto da Agnieszka Holland (1993): due prodotti culturali in cui il giardino appare come un luogo incantato e di crescita. L’interpretazione di Cattaneo trova nell’armonia tra materiali nobili quali il bronzo, l’onice e il vetro (così come nell’armonia tra arte e design) una via per veicolare quel senso di meraviglia che il libro e il film lasciano trasparire.
Le opere di Irene Cattaneo a Venezia
Il visitatore incontra infatti diverse sedute, un tavolino, persino un pozzo in onice, che riecheggia quello tradizionale veneziano al centro del giardino. Particolarmente interessante è l’utilizzo del vetro nelle lampade-sculture disseminate tra la vegetazione: bucaneve dallo stelo in bronzo e dai petali in vetro, lavorato in collaborazione con le fornaci di Murano, dimostrano la versatilità di Cattaneo, nonché la sua inclinazione nei confronti delle forme organiche, morbide ed eleganti proprie della natura. L’intervento di Irene Cattaneo è, inoltre, tutt’altro che invasivo; solo un pezzo si erge al di sopra della curatissima vegetazione del giardino: una grande altalena a due posti, interamente realizzata in bronzo e decorata con elementi vegetali, come fiori e rampicanti. L’altalena è il più chiaro dei riferimenti alla dimensione del gioco, anche infantile, associando l’idea di giardino a quella di un luogo protetto e, perché no, ludico. Una necessità che verosimilmente si lega anche all’esperienza della neomaternità dell’artista.
Rileggere il giardino con le opere di Irene Cattaneo
Il giardino come luogo da scoprire e per scoprire; come rifugio per crescere attraverso la cura, l’attesa e il gioco. Questo sembra suggerire l’installazione, poetica e allo stesso tempo molto attenta al dato materiale, che Irene Cattaneo ha pensato per uno spazio veneziano che, spesso chiuso e visitabile soltanto con lo sguardo – sbirciando attraverso le inferriate del portone –, accoglierà i visitatori fino al 30 settembre.
Venezia // fino al 30 settembre
Irene Cattaneo. The Secret Garden
Calle Pesaro, San Marco 3921
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati