A Firenze la mostra dell’artista di Taiwan che avvicina l’arte orientale a quella rinascimentale
Huang Cheng Yuan dipinge con la luce e il colore per rappresentare il legame tra l’essere umano e l’ordine cosmico. Fino al 29 settembre, la mostra “In the Year of Light” ne racconta storia e approccio alla creatività. La videointervista
È un altrove nel tempo e nello spazio, dove figure – ora nitide, ora accennate – galleggiano in una dimensione priva di gravità, a caratterizzare le 11 grandi opere di Huang Cheng Yuan (Shih Fen, 1968), in mostra, fino al 29 settembre, all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
La luce secondo Huang Cheng Yuan. Da Taiwan a Firenze
In the Year of Light, a cura della storica dell’arte Daniela Pronestì e con l’organizzazione della King Space Gallery, è per l’artista taiwanese il compimento di un percorso che l’ha visto lavorare molto, in questi anni, con l’arte italiana. E che di recente l’ha portato a esporre a Desio (Museo Scalvini, 2024) e Roma (Palazzo della Cancelleria Vaticana, 2025), prima di approdare a Firenze, in un indiretto ma meditato confronto con l’arte dei maestri rinascimentali, Michelangelo in testa. La luce, protagonista in mostra insieme al colore, è per l’artista taiwanese un traguardo interiore e personale, che è sempre traguardo prima spirituale e poi artistico, ma è anche una luce che dialoga con l’arte italiana e fiorentina.
“In The Year of Light”. La mostra all’Accademia delle Arti del Disegno
Pittore e poeta (la mostra giustappone alle opere alcuni componimenti che aiutano a comprendere meglio l’approccio alla vita e alla creatività dell’artista), Huang Cheng Yuan arriva nel capoluogo toscano con un’esposizione che è la summa di dieci anni di lavoro, e riunisce opere appartenenti ai due cicli The power of the universe (2015) e I’m in the future (2021). “Per Huang Cheng Yuan” spiega Daniela Pronestì “dipingere è un gesto rituale volto a captare le invisibili energie che collegano l’essere umano all’ordine cosmico per tradurle in tracciati figurali e purissime astrazioni cromatiche”. Un’impostazione debitrice alla sapienza millenaria orientale che vede nel Tao l’unità inscindibile di Yin e Yang.
Huang Cheng Yuan, la tradizione orientale e Michelangelo
La mostra fiorentina è accompagnata dal catalogo edito da Silvana Editoriale, che tra i testi critici include anche le osservazioni dello storico dell’arte Mauro Pratesi riguardo all’influenza michelangiolesca nell’opera di Yuan: “L’artista, senz’altro, ha ben amato e capito l’arte di Michelangelo sapendo coniugare, nel suo nome, due culture: quella orientale, della sua origine e formazione, con quella occidentale dove, appunto, ha trovato una spiegazione e una giustificazione al suo temperamento profondamente inquieto”.
Abbiamo intervistato la curatrice e l’artista per saperne di più.
In The Year of Light // fino al 29 settembre 2026
Accademia delle Arti del Disegno, Sala delle Esposizioni
Via Ricasoli, 68 – Firenze
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