Lo spazio instabile dell’artista Erik Saglia è in mostra a Bergamo
La luce oltre la forma. Fino al 17 luglio, la Galleria Thomas Brambilla presenta il progetto “Spaced Out”, ultima evoluzione della ricerca dell’artista torinese che, ragionando in termini di molteplicità passa dalla fisicità della pittura all’immaterialità della luce
C’è qualcosa di Georges Perec in Spaced Out, la terza personale dell’artista Erik Saglia (Torino, 1989), alla galleria Thomas Brambilla. C’è la stessa idea che lo spazio non sia un contenitore neutro, ma un sistema di relazioni instabili, che ogni tentativo di inventariarlo produca nuove domande invece di risposte. In Specie di spazi, Perec descriveva il proprio letto, la propria stanza, il proprio appartamento, sempre con la sensazione che lo spazio sfuggisse nel momento stesso in cui lo si cercava di fissare. Le opere di Saglia, in mostra a Bergamo fino al 17 luglio 2026, producono qualcosa di analogo: offrono una struttura precisa, e poi la sottraggono. La luce LED irradia oltre i bordi fisici dei pannelli in alluminio, colora le pareti, disegna aloni e proiezioni che cambiano con il movimento del corpo nello spazio. Il campo visivo si espande continuamente oltre ciò che si pensava di stare guardando, e non è mai del tutto chiaro dove finisca l’opera.

Le varianti nell’opera di Saglia in mostra a Bergamo
Ma se Perec dà il metodo (l’inventario che non si chiude), è forse Raymond Queneau a dare la forma. Negli Esercizi di stile, la stessa scena su un autobus viene raccontata novantanove volte, in novantanove registri diversi, senza che nessuna versione possa dirsi quella “vera”. È esattamente ciò che accade davanti a un’opera di Saglia: ogni posizione, ogni passo laterale, ogni variazione della luce nel corso della giornata genera una versione differente dello stesso lavoro. Non c’è una visione canonica, un punto da cui finalmente “si vede bene”. Ci sono solo varianti, tutte legittime, nessuna conclusiva.
Dalla pittura alla luce: l’evoluzione della ricerca di Erik Saglia alla Galleria Thomas Brambilla
Questa molteplicità non nasce con il LED. Era già inscritta nei lavori pittorici precedenti, dove la stratificazione finale di resina epossidica produceva superfici lucide, quasi specchianti, in cui lo spettatore e l’ambiente circostante si riflettevano. Quelle opere non si lasciavano mai inquadrare del tutto: nel tentativo di fotografarle, di fissarle in un’immagine, restituivano sempre il riflesso di chi guardava, un rimando continuo a qualcosa che stava oltre la superficie. L’opera era davvero se stessa solo nella presenza fisica, davanti all’originale, mai nella sua riproduzione. La luce, in Spaced Out, porta questa intuizione a una nuova soglia: non più il riflesso passivo di ciò che sta davanti, ma un’irradiazione attiva che invade lo spazio e coinvolge le pareti, l’aria, il corpo di chi attraversa la stanza.
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Il LED nella poetica di Saglia
La griglia – il motivo ricorrente nella ricerca di Saglia, già presente nella serie Manifesti Satellite con vernice spray e resina epossidica – qui compie un salto: abbandona il supporto piano e si apre alla terza dimensione, dove la luce LED non è un aggiunto ma un materiale costruttivo. La griglia modernista, nella sua storia, ha sempre avuto una doppia natura: rigida in superficie, attraversabile in profondità. Saglia lavora esattamente su questo bordo. Il LED, strumento dell’omologazione visiva contemporanea – schermi, display, il flusso continuo di immagini digitali – viene piegato a una logica opposta: non accelerare lo sguardo, ma trattenerlo.
“Spaced Out”, il titolo paradossa della mostra alla Galleria Thomas Brambilla di Bergamo
Il titolo dice tutto e non dice niente. Spaced Out: sballato, assente, fuori, ma anche spazio aperto, cosmo, orbita. Uno stato alterato che non è perdita ma espansione. Lo stesso paradosso che produce la mostra: più si cerca di localizzare le opere nello spazio, più lo spazio si allarga. Si esce dalla galleria con la sensazione di non aver finito di guardare.
Silvia Cornelli
Bergamo // fino al 17 luglio 2026
Erik Saglia, Spaced Out
THOMAS BRAMBILLA GALLERY – Via Casalino 25
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