La ricerca del collettivo T.NUA tra arte contemporanea e architettura sociale. Una mostra a Milano
La nuova esposizione del collettivo composto da Tao Kulczycki e dal duo Ornaghi & Prestinari approfondisce i temi delle infrastrutture sociali e delle pratiche di collaborazione. Un percorso che prosegue le attività avviate nel 2024 e si consolida dopo l’apertura dello spazio milanese nel 2025, intrecciando esperienze e progettualità in dialogo con una rete internazionale
Dopo aver attraversato territori, comunità e pratiche artistiche tra Africa, Asia ed Europa, il collettivo T.NUA torna a Milano con la seconda tappa espositiva del proprio percorso di ricerca artistica. Martedì 9 giugno 2026 inaugura infatti “A T.NUA Exhibition 02”, che presenta al pubblico gli esiti dei programmi sviluppati nel corso del 2025 e del 2026 tra l’Italia e il Nepal.
Chi è e cosa fa T.NUA
Nata da un’idea dell’artista Tao Kulczycki e sviluppata insieme al duo Ornaghi & Prestinari, con il contributo curatoriale e teorico di Lindsay Aveilhé, T.NUA si definisce come una piattaforma indipendente, autofinanziata e gestita direttamente dagli artisti. L’obiettivo? Mettere in dialogo arte contemporanea, artigianato, architettura, ricerca sociale e pratiche comunitarie. Al centro c’è il concetto di continuità evocato dal nome stesso, una rete di connessioni che supera i limiti geografici e disciplinari per generare forme di collaborazione durature.
L’attività del collettivo T.NUA
Dopo due anni di attività nomade e una serie di progetti sviluppati tra Italia, Ghana e Nepal, il collettivo ha inaugurato nel 2025 il proprio spazio espositivo in Via Carlo Boncompagni 44 a Milano, nello stesso cortile della galleria ZERO… . Qui convivono le diverse declinazioni del progetto: il Collaboration Program, dedicato a pratiche artistiche socialmente impegnate e alla ricerca interdisciplinare; il Craftsmanship Program, incentrato sulla trasmissione dei saperi artigianali attraverso residenze e collaborazioni; il magazine indipendente che accompagna e approfondisce le attività del collettivo; e infine le mostre, concepite come momenti di condivisione pubblica di processi spesso sviluppati nel corso di mesi o anni.
La mostra“A T.NUA Exhibition 02” del collettivo T.NUA a Milano
E infatti la nuova mostra rappresenta l’esito di un ciclo di lavoro concepito in Nepal. Dopo le esperienze pilota realizzate nel 2024 – dalla residenza dedicata alla ceramica presso il Museo Carlo Zauli di Faenza, con la partecipazione di Delcy Morelos e Namsal Siedlecki, fino al progetto agricolo sviluppato in Ghana insieme al Savannah Centre for Contemporary Art fondato da Ibrahim Mahama – T.NUA ha infatti consolidato una rete di collaborazioni internazionali orientate a esplorare il rapporto tra arte e infrastrutture sociali. In mostra trova spazio la capsule collection realizzata da Mauro Simionato, fondatore e direttore creativo di Vitelli, all’interno del T.NUA Craftsmanship Program. Il progetto nasce dall’incontro tra il designer e alcune realtà artigianali coinvolte dal collettivo, tra cui il Nepal Knotcraft Centre e Rimaglio, sviluppando una ricerca che presenta insieme lavorazioni tessili manuali e industriali, fibre vegetali e filati di recupero. Ne emerge una riflessione sulla manifattura come occasione di scambio culturale, dove il patrimonio di conoscenze locali incontra le esigenze e il linguaggio della moda contemporanea.
L’altro fulcro dell’esposizione è rappresentato da una delle due sculture architettoniche itineranti appartenenti al progetto “The Travelling Chautaris”, sviluppato attraverso il T.NUA Collaboration Program insieme alla Siddhartha Arts Foundation (SAF), all’Adobe and Bamboo Research Institute (ABARI) e all’artista nepalese Sneha Shrestha. L’opera prende ispirazione dai tradizionali chautari nepalesi, spazi comunitari costruiti lungo le vie di passaggio e destinati all’incontro, al riposo e alla conversazione. Reinterpretata in chiave contemporanea, la struttura diventa capace di attivare nuove forme di aggregazione e dialogo.
Il public program del collettivo T.NUA
E se una delle due sculture è a Milano, la seconda continua il proprio viaggio attraverso il Nepal. Ospitata in musei e contesti territoriali differenti, viene periodicamente attivata attraverso programmi pubblici e iniziative partecipative che ne ridefiniscono di volta in volta il significato. Il suo arrivo in Italia è infatti previsto tra il 2027 e il 2028. Anche dopo l’inaugurazione, la mostra continuerà a trasformarsi. Nei mesi successivi gli spazi saranno infatti animati da incontri, approfondimenti e appuntamenti pubblici dedicati ai temi emersi dai progetti in corso, dall’architettura vernacolare all’artigianato, dalla sostenibilità alle pratiche collaborative.
Caterina Angelucci
“A T.NUA Exhibition 02”
Dal 9 giugno 2026 a ottobre 2026
(solo su appuntamento scrivendo a [email protected])
Via Carlo Boncompagni 44, Milano
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