Numero Cromatico, gli artisti che fanno scrivere poesie all’Intelligenza Artificiale

Abbiamo intervistato Numero Cromatico, il collettivo che ha portato negli spazi della galleria T293 a Roma una serie di opere generate grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, programmata per scrivere frasi poetiche

Abbandonare la visione frontale dell’opera, modificare la relazione tra testo e supporto materiale, che implica l’esercizio della manualità specifica della tessitura, proporre al pubblico una relazione attiva e non passiva con i lavori esposti e, soprattutto, realizzare opere di dimensioni molto grandi: un territorio poco frequentato dagli artisti italiani delle ultime generazioni, i quali troppo spesso hanno una vocazione timida e mimetica nell’affrontare gli spazi espositivi. Per la sua prima personale alla galleria T293 di Roma, intitolata THE FUTURE WILL NOT WAIT FOR US ovvero IL FUTURO NON CI ASPETTA, il collettivo Numero Cromatico ha dimostrato coraggio e visione nell’abbandonare una comfort zone quinquennale per sperimentare nuovi materiali e nuovi linguaggi.
Il collettivo ha presentato una nuova serie di opere, Tulipani, che consiste in grandi tende composte da tessere in plastica colorata, dove sono riportate frasi prodotte da P.O.E., I.L.Y. e S.O.N.H, Intelligenze Artificiali del collettivo, impegnate nella scrittura di testi poetici. Opere monumentali installate nello spazio della galleria in modo da suggerire ai visitatori diverse interazioni possibili, dal gesto tattile all’attraversamento fisico con il proprio corpo. Un “raffreddamento” della loro ricerca che a prima vista può sembrare incongruo, rivelando invece, a uno sguardo attento, il desiderio di sperimentare nuove soluzioni formali e concettuali, che valorizzano l’impatto delle nuove opere, sia visivo che spaziale. Una scelta felice e consapevole, approfondita attraverso le parole di Dionigi Mattia Gagliardi, il portavoce di un collettivo che conta oggi quattordici membri e studia le possibili connessioni tra arte contemporanea e neuroscienze.

The future will not wait for us ovvero il futuro non ci aspetta, Numero Cromatico, installation view at T293 Gallery, Roma, 2023. Fotografia di Daniele Molajoli

The future will not wait for us ovvero il futuro non ci aspetta, Numero Cromatico, installation view at T293 Gallery, Roma, 2023. Fotografia di Daniele Molajoli

INTERVISTA AL COLLETTIVO NUMERO CROMATICO

Da dove nasce il titolo della mostra?
Il titolo è tratto da una delle opere in mostra, che recita: “The future will not wait for us.
The world we live in is still unexplored”. Si tratta di un testo generato da S.O.N.H. (acronimo di Statements Of the New Humanity), la nostra Intelligenza Artificiale addestrata a scrivere testi sul futuro.

Cosa vi ha portato a presentare la nuova serie Tulipani da T293?
Appena siamo stati chiamati dalla galleria a immaginare una mostra per i suoi spazi, abbiamo pensato a una grande installazione che potesse confrontarsi con l’architettura di quel luogo e al contempo rappresentare la nostra ricerca in questo momento. Si tratta della nostra prima personale in galleria, luogo molto diverso rispetto ai contesti con cui siamo abituati a confrontarci (spazi sperimentali, spazi culturali, musei). Volevamo lavorare su grandi formati, proseguire la ricerca sui materiali e introdurre il concetto di movimento, inteso come movimento autonomo delle opere (grazie all’installazione nello spazio dei ventilatori) ma anche come movimento del pubblico nello spazio e sulle opere, con la possibilità di toccarle, entrarci dentro, muoverle.

The future will not wait for us ovvero il futuro non ci aspetta, installation view at T293 Gallery, Roma, 2023. Fotografia di Numero Cromatico

The future will not wait for us ovvero il futuro non ci aspetta, installation view at T293 Gallery, Roma, 2023. Fotografia di Numero Cromatico

LE OPERE DI NUMERO CROMATICO IN MOSTRA A ROMA

Quali sono le novità di Tulipani e il loro significato all’interno della vostra produzione?
La serie Tulipani prosegue il lavoro che stiamo svolgendo negli ultimi anni: la produzione di opere il cui contenuto è generato attraverso algoritmi creati appositamente e Intelligenze Artificiali istruite ad hoc; lo studio di materiali che attivano una relazione sinestetica con lo spettatore; l’utilizzo di tecniche di realizzazione delle opere che hanno lo scopo di attivare meccanismi percettivi più profondi; la ricerca di un equilibrio tra naturale e artificiale.
Le opere sono fatte con le tessere delle tradizionali tende antimosca e quindi legate alla tradizione italiana, soprattutto del sud Italia. Lo stampo della singola tessera presenta un tulipano, uno dei principali disegni utilizzati per questo tipo di tende.
Per noi sono dei grandi sipari. Proprio per questo motivo, al centro della sala, un grande stangone teatrale regge le due tende attraversabili: un invito al pubblico a toccare, attraversare, usare le opere.

Qual è il messaggio della mostra e quali le riflessioni che volete suggerire allo spettatore?
La mostra non ha un messaggio o una riflessione univoca da suggerire allo spettatore. La vediamo più come uno strumento che diamo al fruitore per mettere in discussione memorie personali, convinzioni, ma anche per interagire con l’arte in una maniera inconsueta.
Come dicevo, infatti, la mostra è intesa come un percorso, che suggerisce al pubblico di muoversi nello spazio. Avvicinandosi alle opere si scorgono delle caratteristiche più astratte, il colore, la trama, mentre allontanandosi e da specifici punti di vista si riescono ad apprezzare i testi e i disegni. Ci interessava molto anche l’idea che le opere potessero avere un loro movimento autonomo e continuo, ed effettivamente il visitatore può fermarsi, guardarle, danzare e ascoltare il suono che producono.

Ludovico Pratesi

https://www.numerocromatico.com/

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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