Vivere in un’altra dimensione. La mostra di Luca Napoli a Milano

Da Google street view alla pittura alla stampa cromogenica il passo è breve per Luca Napoli, che riflette sui confini porosi dell’era digitale nella mostra ospitata dalla galleria L.U.P.O. di Milano

L.U.P.O., fondata da Massimiliano Lorenzelli, classe 1995, ha aperto nel 2021. Proposito principale della galleria è quello di impegnarsi nella promozione di artisti emergenti. Dopo il grande successo della prima mostra personale di Giuditta Branconi, il programma 2022-23 di L.U.P.O. lascia spazio al debutto in Italia di Luca Napoli (Monza, 1988).

Luca Napoli. ColorZenith. Exhibition view at L.U.P.O., Milano 2023. Photo © Alessandro Saletta

Luca Napoli. ColorZenith. Exhibition view at L.U.P.O., Milano 2023. Photo © Alessandro Saletta

LUCA NAPOLI IN MOSTRA A MILANO

Il titolo della mostra ColorZenith vuole essere sia un’allusione all’esagerazione del colore caratteristica delle opere, sia un omaggio all’omonimo laboratorio milanese, luogo dove le fotografie dell’artista vengono fisicamente stampate in alta risoluzione Lightjet. Questa peculiare tecnica consente una stampa a tono continuo, garantendo un colore uniforme in ogni pixel e una riproduzione armoniosa dei colori. La serie di stampe cromogeniche (c-prints) partono dalla modalità di visualizzazione Google street view, realizzando fotografie di paesaggi descritte da Napoli come manifestazione dell’atto di vivere “in un’altra dimensione”. Trasformate in dipinti, queste immagini vengono manipolate e frammentate, risultando in cartoline sfocate e sature. L’intenzione è quella di documentare la fine di un’era, celebrata al suo apice, al suo zenit, di cui Napoli vuole essere portavoce.

Luca Napoli. ColorZenith. Exhibition view at L.U.P.O., Milano 2023. Photo © Alessandro Saletta

Luca Napoli. ColorZenith. Exhibition view at L.U.P.O., Milano 2023. Photo © Alessandro Saletta

REALTÀ DIGITALE E FISICA SECONDO LUCA NAPOLI

La ricerca artistica di Napoli allude a uno stato di confusione tra realtà digitale e fisica, riferendosi all’avvento del Web 2.0 e alla perdita di ciò che esisteva in un tempo antecedente alla connessione internet. L’artista vuole quindi interrogarsi sull’impatto che il Web e i social network hanno avuto sulla nostra società. Ripercussioni che si manifestano nei comportamenti quotidiani di comunicazione e di interazione sociale. In quest’ottica, il momento in cui le opere di Napoli hanno preso forma assume ulteriore significato. La serie fu realizzata durante il periodo di lockdown e restrizioni sociali imposte dalla pandemia, in cui l’unica finestra verso il mondo esterno sembrava essere il mondo all’interno dei nostri dispositivi elettronici. Ed è qui che entra in gioco la sua idea di voler essere testimone di una società arrivata al suo apice. In cui la consapevolezza rispetto a ciò che è reale o apparente intorno a noi è disorientante, dovuta al sopravvento del digitale nelle nostre vite quotidiane.

Sole Castelbarco Albani

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