Fare i conti con il processo creativo. La mostra di Richard Aldrich a Roma

Si muovono al confine tra figurativo e astratto le opere di Richard Aldrich, che sbarca alla Fondazione Giuliani di Roma per la sua prima mostra personale in Italia

Seduttivo e analitico insieme è il gesto dell’artista che arresta il proprio fare appena prima che assuma una forma definita. Fino al 25 giugno 2022 la Fondazione Giuliani di Roma ospita An exploration of how time only exists in half steps (Studio su come il tempo esista solo in semitoni), la prima personale italiana di Richard Aldrich (Hampton, Virginia, 1975).
Pittore, fotografo, autore di sobrie installazioni, l’artista, attualmente residente a Brooklyn, è interessato agli stadi intermedi che costituiscono il processo creativo, sia a livello stilistico che temporale.

Richard Aldrich, Untitled (Night Time Sky), 2007 08. Photo Giorgio Benni. Collezione Sandra e Giancarlo Bonollo
Richard Aldrich, Untitled (Night Time Sky), 2007-08. Photo Giorgio Benni. Collezione Sandra e Giancarlo Bonollo

LA MOSTRA DI RICHARD ALDRICH A ROMA

Il percorso espositivo, lontano dal formato cronologico e dalla linearità di un filo conduttore, si snoda lungo ambienti comunicanti, grezzi e ariosi, nei quali le ventisei opere di Aldrich si manifestano come icone sibilline che vivono, tutte, della tensione tra l’astratto e il figurativo, senza scadere mai nell’una o nell’altra definizione.
Si tratta di immagini taciturne che sulle prime sembrano non avere molto da dire, salvo poi rivelare le infinite stratificazioni. Accumuli che sanno di attese, aggiunte, condensazione.
Quadri di piccolo e grande formato su feltro o su tela, dipinti a olio, a cera o trattati con acrilico e carboncino si alternano in composito raccoglimento. La sussurrata violenza manipolatoria applicata alle superfici – tagliate, incollate, raschiate ‒ è attutita dal risultato finale: spiccano i colori smorzati. Le pennellate materiche sono vestigia esuberanti di un crepuscolare déjà-vu.

Richard Aldrich, Untitled (From the Americans), 2018. Photo Giorgio Benni. Courtesy l’artista & Bortolami Gallery, New York
Richard Aldrich, Untitled (From the Americans), 2018. Photo Giorgio Benni. Courtesy l’artista & Bortolami Gallery, New York

LE OPERE DI RICHARD ALDRICH

I nuovi lavori in questa mostra, circa un terzo, risalgono agli ultimi sei o sette anni. Mi piace tenerli per me per un po’, per poter continuare a osservarli mentre lavoro su altri dipinti. Mi interessa approfondire il concetto di tempo”, ha detto l’artista ad Adrienne Drake, direttrice e curatrice della Fondazione Giuliani. “Credo che per me stesso e per lo spettatore sia necessaria un’esperienza più diretta, carica di onestà e di vulnerabilità”.
I lacerti di stoffa applicati alle tele, materiali poveri e significativi, dialogano con le installazioni. Anch’esse, non pretenziose, si lasciano interrogare. Alle suggestioni pop delle luci natalizie o di un ring in miniatura tra mostriciattoli si affiancano veri e propri objets trouvés: una mano di legno, un sacchetto di carta, una coppia di valigette arrugginite.

Francesca de Paolis

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Nome eventoRichard Aldrich - Studio su come il tempo esista solo in semitoni
Vernissage13/04/2022 ore 18
Duratadal 13/04/2022 al 25/06/2022
AutoreRichard Aldrich
CuratoreAdrienne Drake
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoFONDAZIONE GIULIANI PER L'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Gustavo Bianchi 1 - Roma - Lazio
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Francesca de Paolis
Francesca de Paolis si è laureata in Filologia Moderna con indirizzo artistico all'Università La Sapienza di Roma, completando il proprio percorso con un CFA all'Istituto Europeo di Design. Collabora da alcuni anni con artisti e gallerie d'arte per la stesura di recensioni, comunicati stampa e fogli di sala. Amante della scrittura, dell'arte e della Neoavanguardia letteraria, sta scrivendo un saggio sui trovatori provenzali con un filologo della Sapienza.