Dall’arte alla biologia e ritorno. La mostra di Eva Löfdahl a Firenze

A quattro anni dall’ultima mostra negli spazi di VEDA a Firenze, l’artista svedese Eva Löfdahl torna a esporre il suo lavoro inaugurando la nuova sede della galleria con un progetto ad hoc dal titolo “New and vestigial traits”

La mostra di Eva Löfdahl (Göteborg, 1953) negli ambienti di VEDA a Firenze muove da una riflessione legata al senso del tempo e degli eventi che al suo interno si generano e si susseguono, un tempo immanente che esiste come superficie.
Da queste suggestioni scaturisce un gruppo di opere eterogenee che ben sintetizzano il panorama mediale dal quale l’artista attinge fondendosi con le influenze afferenti a molteplici campi d’interesse come la biologia o la tecnologia, fino alla politica e alla sociologia.
Quasi con una sorta di classificazione tassonomica, i lavori esposti vengono analizzati e associati per macro gruppi/categorie per poi assumere singolarmente la propria autonomia morfologica.

Eva Löfdahl. New and Vestigial Traits. Exhibition view at VEDA, Firenze 2022. Courtesy the artist & VEDA. Photo Flavio Pescatori
Eva Löfdahl. New and Vestigial Traits. Exhibition view at VEDA, Firenze 2022. Courtesy the artist & VEDA. Photo Flavio Pescatori

LA MOSTRA DI EVA LÖFDAHL A FIRENZE

A dominare è The Lasting Tail, gruppo scultoreo che parla di vuoto/pieno, interno/esterno, costituito da tre serie di anfore (o esoscheletri) disposte sul pavimento, che differiscono le une dalle altre per forma, grandezza e colore. A far da contrappunto a quest’opera vi è, a parete, un pannello rettangolare dalle parvenze di un monocromo, realizzato in tessuto catarifrangente che riflette o abbaglia chi lo guarda. Sulla parete ad angolo, invece, esili ma robuste sculture, Scaffolds of the Mind, richiamano la forma dell’esoscheletro, realizzate con bacchette di legno tenute insieme da una “malta” sperimentale, a base di argilla, terre e sabbia, ormai ricorrente nella produzione dell’artista. La mostra si completa e si conclude con tre piccole foto e un’installazione a parete, The Earth As We Know It, realizzata nel 2018 con setole di spazzoloni nere che segnano lo spazio alterandone le coordinate percettive.

Gino Pisapia

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Evento correlato
Nome eventoEva Löfdahl - New and vestigial traits
Vernissage11/02/2022 ore 18.30
Duratadal 11/02/2022 al 16/04/2022
AutoreEva Löfdahl
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoVEDA
IndirizzoVia delle Cascine 35 50144 - Firenze - Toscana
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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.