Ecco chi è Marco Grassi, uno degli artisti italiani più seguiti sui social

Pittore iper realista, che non disdegna elementi surreali. Grassi dice molto poco di sé online, lasciando parlare le sue opere. Oggi svela qualcosa del suo percorso (e dei suoi progetti) con Artribune

Marco Grassi, Breathe (progress)
Marco Grassi, Breathe (progress)

Marco Grassi, reggiano, classe 1987: ecco l’identikit di uno degli artisti italiani più seguiti sui social in assoluto. Personaggio al limite dell’anonimato, Grassi ha un cospicuo seguito su Instagram e TikTok – dove vanta rispettivamente un milione e mezzo milione di follower – ma di lui si sa ben poco. Proprio per questo siamo andati a parlarci.

Cosa hai studiato per arrivare dove sei oggi?

Il mio è stato un percorso un po’ alternativo. Fino a 19 anni ero iscritto a ragioneria, seguendo inizialmente le orme dei miei genitori, che lavoravano in uno studio di consulenza del lavoro. La mia fortuna è stata quella di crescere in un ambiente pieno di opere antiche – mio nonno era un collezionista di dipinti e non solo – che ha fatto maturare in me una forte passione per la pittura barocca e rinascimentale. Poi sono entrato all’Accademia di Belle Arti di Bologna frequentando il corso di Restauro dei dipinti antichi, che mi ha avvicinato ulteriormente all’arte dei maestri del passato. Ho approfondito e studiato autonomamente alcuni dei miei pittori di riferimento, tra cui ovviamente Leonardo, da cui ho cercato di imparare la tecnica dello sfumato, oltre alla liricità delle pose, al senso di infinito e atemporalità.

Come hai elaborato il tuo ideale artistico?

Il mio stile personale si è sviluppato in maniera estremamente organica. Ho cercato di non farmi influenzare da altri artisti per mantenere una mia unicità. Ho seguito solo alcuni concetti che per me erano imprescindibili: ho sempre ammirato e sostenuto limportanza dellaspetto tecnico, il che mi ha portato ad entrare in una perenne competizione con me stesso, una ricerca della perfezione che può finire per diventare unossessione. Il mezzo artistico adatto si è rivelato essere un realismo estremo, unito a elementi surreali, in particolar modo attraverso le metamorfosi. Così posso mantenere non solo un elevatissimo livello di qualità pittorica, ma anche mostrare un mondo più lirico e poetico, indefinito e immerso in unatmosfera irreale e sognante. In questi mesi sto lavorando a unopera di grandi dimensioni, che rappresenta un mondo distopico, una metafora di un futuro non lontano che esaspera la perdita di equilibrio tra gli esseri umani e la natura.

Come fai convivere la rapidità del mondo online con la lentezza necessaria per creare le tue opere?

Devo dire che ci penso spesso. Il mondo online è sempre più veloce ed ogni lavoro pittorico, scultoreo o fotografico diventa un semplice “content”. Un’opera che ha richiesto mesi, per non dire anni, viene “mangiata” dal pubblico in poche ore, che spesso si sofferma poco ad analizzare e capire ciò che sta osservando. D’altra parte, però, credo che in un mondo tecnologico così frenetico si possa trovare un senso di pace e sollievo, anche ammirazione nel sapere che certe opere siano concepite con dedizione ed eseguite in un lasso di tempo così esteso. Siamo talmente abituati a una produzione, al consumo e a una fruizione istantanea, che molti valori intrinsechi sono stati quasi completamente dimenticati: forse è proprio questa una delle ragioni per cui molta gente vede in quello che faccio qualcosa di importante. 

Hai una strategia?

La mia, chiamiamola strategia, online prevede di condividere solo contenuti di alta qualità, non sottostando alle linee guida consigliate che prevedono di pubblicare ossessivamente, provando a non sacrificare il mio carattere e la mia indole in funzione del misterioso algoritmo. L’adesione a TikTok è stata più che altro un esperimento, e devo dire che si è rivelato una bella sorpresa anche per me.

Come è nata la tua collaborazione con la Collezione IBEX, la più grande collezione privata di arte superrealistica, ultra contemporanea e figurativa?

Avevamo una visione comune e la collaborazione è durata diversi anni, dandomi la possibilità di crescere come artista ed eseguire opere ancora più complesse. Il loro non è stato solo un supporto di tipo economico, ma mi hanno anche guidato allinterno dellintricato mondo dellarte contemporanea. Per esempio la realizzazione del dipinto Paradox of Evolution, che ha inaugurato la mia collaborazione con IBEX, è durata tre anni, un lasso di tempo impossibile da dedicare a un quadro per un artista emergente.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Da diversi mesi sto approfondendo le mie conoscenze sullutilizzo di software di modellazione 3D che mi aiuteranno nella composizione di opere più complesse. Voglio affrontare nuove sfide, stimolanti e rischiose. In parallelo sto studiando il mondo del WEB3 e degli NFT – che potrebbero dare una sterzata importante al settore dellarte così come lo conosciamo – e mi fa piacere vedere tanti bravissimi artisti non-tradizionali ricevere finalmente il meritato riconoscimento e vivere dalla loro arte. Per adesso è un universo ancora sconosciuto a molti, ma penso che potrà far nascere moltissime opportunità in questo settore e non solo.

– Giulia Giaume

https://www.marcograssipainter.com/

https://ibex-masters.com/

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.