Atipografia ad Arzignano. Nasce una nuova galleria d’arte contemporaea in Veneto

Laddove prima c’erano le macchine per la stampa oggi c’è un nuovo format dedicato all’arte contemporanea. La sede è gigantesca: 800 mq in una ex tipografia

Atipografia, ph. Luca Peruzzi, Courtesy Atipografia
Atipografia, ph. Luca Peruzzi, Courtesy Atipografia

Con un concept nuovo, una sede di 800 mq e un volto completamente rinnovato sorge in provincia di Vicenza, Atipografia: un nuovo progetto per l’arte contemporanea ad Arzignano.
Atipografia è stata fondata da Elena Dal Molin in un ex laboratorio per la stampa avviato dal suo trisnonno. Si è poi trasformata nella sede di un’associazione culturale indipendente nel 2014 con Dal Molin come Presidente e il 21 maggio 2022 riaprirà i battenti come galleria d’arte, con una propria scuderia di artisti di diverse generazioni e provenienza geografica. Così confida la fondatrice ad Artribune: “Tutti gli artisti della galleria li ho scelti perché ognuno di loro mi ha cambiato profondamente. Molti di loro sussurrano, non sono immediati, richiedono un po’ di tempo, ma quando ne intravedi la ricerca ti senti quasi possessore di un segreto che nel mio caso ha reso la mia vita più bella”.

Atipografia, ph. Davide Faedo, Courtesy Atipografia
Atipografia, ph. Davide Faedo, Courtesy Atipografia

ATIPOGRAFIA: IL RESTYLING DI STUDIO AMAA

Oltre a cambiare il proprio statuto – da associazione a galleria d’arte – Atipografia è stata interessata da un intenso restyling e ad un adeguamento funzionale degli spazi. Ci si è rimboccati le maniche alla vigilia della pandemia e i lavori sono stati affidati allo Studio AMAA, diretto da Marcello Galiotto e Alessandra Rampazzo, con sedi ad Arzignano e a Venezia. Si tratta di un uno studio ormai riconosciuto a livello internazionale, che si è infatti occupato degli interventi sul nuovo Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Terni e il Polo Civico Flaminio a Roma, antistante il MAXXI. Così racconta Elena Dal Molin: “I lavori sono stati seguiti in particolare da Mario Azzarello e Marcello Galiotto. In quanto committente, mi sono rapportata con loro come fossero degli artisti, lasciandogli libertà d’espressione. Qualsiasi particolare è stato disegnato dallo studio. La grondaia, ad esempio, fa scendere l’acqua dal tetto come fosse una fontana; le prese elettriche (per non bucare le pareti preesistenti) sono state realizzate da un artigiano creando dei supporti. Lo stesso bagno dell’atelier è realizzato come fosse una casetta. Non c’è nulla di prefabbricato, lo spirito è completamente architettonico, privo di orpelli e decorazioni”. Al piano terra un giardino d’ingresso indirizza verso l’area espositiva. È anche presente una residenza con due appartamenti. Mentre al secondo piano, troviamo un giardino pensile e gli uffici della galleria.

ATIPOGRAFIA: LA MOSTRA DI ARCANGELO SASSOLINO

Ad inaugurare il progetto sarà Il vuoto senza misura, personale di Arcangelo Sassolino, prodotta dall’associazione Atipografia e con un testo in catalogo di Ilaria Bernardi. L’artista, nato a Montecchio Maggiore, con lo studio a Trissimo, condivide le proprie radici con il luogo interessato. Sassolino ha lavorato 5 anni presso l’azienda Casio a New York, quand’era poco più che ventenne, realizzando giocattoli per la multinazionale. Si definisce “scultore” e si diverte a mettere alla prova le leggi della fisica realizzando installazioni con macchine e materiali svariati. Per Atipografia creerà una grande installazione site-specific che darà il via alle attività della galleria. Appuntamento a maggio inoltrato.

– Giorgia Basili

ATIPOGRAFIA | la prima mostra
ARCANGELO SASSOLINO
IL VUOTO SENZA MISURA
21 maggio – 24 luglio 2022
https://www.atipografia.it/home

Evento correlato
Nome eventoArcangelo Sassolino - Il vuoto senza misura
Vernissage21/05/2022
Duratadal 21/05/2022 al 24/07/2022
AutoreArcangelo Sassolino
Generiarte contemporanea, inaugurazione, personale
Spazio espositivoATIPOGRAFIA
IndirizzoPiazza Campo Marzio, 26 - Arzignano - Veneto
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.