Marlene Dumas a Palazzo Grassi. In arrivo la grande mostra a Venezia

La personale open-end dell’artista sudafricana aprirà nello spazio espositivo di Venezia. Il prossimo 27 marzo con cento delle sue opere, dagli anni Ottanta a oggi

Marlene Dumas
Marlene Dumas

Tutta Marlene Dumas a Palazzo Grassi, dal 1984 a oggi. L’artista sudafricana, nata a Cape Town nel 1953, approda a Venezia con 100 delle sue opere in open-end, una grande mostra personale curata da Caroline Bourgeois che propone una visione complessiva del percorso dell’artista, con lavori da collezioni e musei e inediti realizzati negli ultimi anni. La mostra – che ricade nell’ambito di un ciclo di personali dedicate dal complesso Palazzo Grassi – Punta della Dogana ai più importanti artisti contemporanei inaugurato nel 2012 (in alternanza con le esposizioni tematiche della Collezione Pinault) – aprirà il 27 marzo su due piani del celebre palazzo lagunare e sarà visitabile fino all’8 gennaio 2023.

 

L’ARTE DI MARLENE DUMAS A PALAZZO GRASSI

Considerata una delle artiste più influenti della scena artistica contemporanea – il cui lavoro era già stato incluso a Punta della Dogana nelle mostre Untitled del 2020, Prima Materia del 2013-15 e prima ancora anche da Palazzo Grassi -, Marlene Dumas è cresciuta nel Sudafrica dell’apartheid, la cui forte influenza è ancora visibile nelle sue opere. Ha studiato arte nel Paese di nascita fino a quando, nel 1976, è emigrata in Europa, stabilendosi ad Amsterdam dove tuttora vive e lavora (nel 1995 ha rappresentato proprio l’Olanda alla Biennale di Venezia). Dopo una prima fase di collage e testi, Dumas oggi lavora principalmente con olio su tela e china su carta, concentrandosi soprattutto sui ritratti come rappresentazioni universali delle emozioni umane, che riproduce con pennellate fisiche e quasi erotiche. Comune a tutto il suo percorso artistico, coerente dai primi lavori fino a quelli più recenti, è l’atto di mutuare le immagini da giornali, riviste, fotogrammi di film, film o polaroid scattate da lei, riportando nelle proprie opere la consapevolezza che il flusso di immagini a cui siamo costantemente sottoposti influenzi la nostra percezione del mondo. Per questo, è suo il motto “immagini di seconda mano ed emozioni di prima”. I grandi temi della sua poetica – coppie antitetiche di temi fondanti come amore e morte, genere e razza, violenza e tenerezza – sono allo stesso tempo intimi e strettamente collegati con aspetti socio-politici di grande rilievo, un connubio che permette a Dumas di cogliere l’intrinseca contraddittorietà dell’umano.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.