Il lato sorprendente della pittura nella mostra di Francesco Lauretta a Lissone

Una cinquantina di opere di Francesco Lauretta vanno in mostra al MAC di Lissone, ripercorrendo la produzione dell’artista dagli Anni Zero a oggi

Il MAC di Lissone è una struttura moderna e luminosa, che accoglie e nello stesso tempo infonde un rispetto sacrale. La scelta espositiva della neo-insediata direttrice Francesca Guerisoli ‒ che inaugura la sua stagione nel museo brianzolo con l’antologica del poliedrico Francesco Lauretta (Ispica, 1964), dal titolo Festival ‒ ne sottolinea la sacralità. Circa cinquanta opere, dagli Anni Zero a oggi, prettamente pittoriche, ma anche disegni, spolveri, sculture, polimaterici, azioni. Una scelta che vuole creare continuità con lo storico Premio Lissone dedicato alla pittura (dal 1947 al 1967), che ha sostanziato il nucleo della collezione permanente, oggi visibile grazie a una selezione al piano interrato, con artisti come Morlotti, Braque, Appel, Tàpies, Bacon, Sutherland e Matta, Schifano, Adami e lo stesso Lauretta.

Francesco Lauretta, Idola, 1998, olio su tela, 115x210 cm. Collezione Privata
Francesco Lauretta, Idola, 1998, olio su tela, 115×210 cm. Collezione Privata

FRANCESCO LAURETTA E LA SUA ARTE

Lauretta è corposo, gioioso e impegnato: l’arte dal suo punto di vista è inesauribile, anche dopo secoli di tradizione pittorica: la cornice, i colori “sciantosi”, le composizioni, i materiali e i temi sono la vita che si rinnova e trasforma incessantemente. L’artista stesso dichiara: “Era giunto il momento, per me, di iniziare un percorso che sarebbe durato a lungo, magari una vita intera, perché sostenevo che la pittura potesse sorprenderci ancora nonostante la sua gloria e le sue macerie”.
Pur nel folclore chiassoso di alcuni soggetti, legati alla sua isolanità siciliana, come le processioni, i giardini sospesi, gli orizzonti di mare, i cibi profumati, sussistono la caducità e le ombre della vita, con i funerali, gli spolveri effimeri di lapidi, l’alter-ego di riferimento letterario, Pasavento, che punta alla sua sistematica non esistenza.

Francesco Lauretta, The Battle (disegni dal ciclo di performance sulla morte), 2011 2019, performance. Courtesy l'artista e Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Briosco
Francesco Lauretta, The Battle (disegni dal ciclo di performance sulla morte), 2011 2019, performance. Courtesy l’artista e Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Briosco

FRANCESCO LAURETTA A LISSONE

I sucati (esplusi) sono vecchi quadri su cui l’artista è intervenuto in momenti successivi, agendo sul proprio lavoro in senso a-temporale: “A un certo punto, guardandomi intorno, riuscivo a vedere macerie, opere presunte o che erano cresciute nel tempo e poi nel tempo sentite diverse, estranee, o inutili”. I disegni sono il naturale desiderio di esporre, con un semplice gesto, l’istantaneità di un pensiero. E infine, l’intervento audio inedito site specific per il MAC, con la collaborazione di Michele Spadaro, Il mare a Lissone, a suggellare l’incontro con la periferia nebbiosa lombarda, eppure pulsante di arte e design.

Neve Mazzoleni

Evento correlato
Nome eventoFrancesco Lauretta - Festival
Vernissage30/10/2021 ore 18
Duratadal 30/10/2021 al 05/03/2022
AutoreFrancesco Lauretta
CuratoreFrancesca Guerisoli
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMAC - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoViale Elisa Ancona, 6 20851 - Lissone - Lombardia
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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni ha una laurea in Lettere Moderne - Storia e Critica delle Arti conseguita all'Università degli Studi di Milano, un master in Management of Art and Culture della Trentino School of Management e un master in Social Innovation, Social Business & Project Innovation (MES) di ASVI Social change. Dal 2006 lavora per UniCredit come art manager e curatrice della collezione corporate. Scrive per il Giornale delle Fondazioni, Arte&Impresa, CheFare. Ha scritto per Fizz, Tafter e Doppiozero. È iscritta alla seconda laurea in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.