I soffi di colore di Giacinto Occhionero in mostra a Roma

Il perenne fluire del tempo e delle cose è al centro della ricerca pittorica di Giacinto Occhionero, in mostra da Kou Gallery

Duralar Duralex è il titolo della mostra di Giacinto Occhionero (Campobasso, 1975; vive a Roma), un chiaro riferimento all’importante interrelazione tra materiali plastici e pitture sintetiche su cui gioca la sua pittura. Il Duralar, che costituisce il supporto della maggior parte dei lavori esposti, si presenta estremamente sensibile al tocco pittorico, dando luogo a una tensione tra accidentalità del gesto e costruzione della forma. Il contatto frequente con New York e gli Stati Uniti ha condotto l’artista a concentrarsi sempre più sull’indagine e la sperimentazione di tecniche, materiali, supporti che potremmo definire appartenenti alla società industriale. C’è dentro la potenza e la libertà del gesto propria dell’Espressionismo astratto americano unita a un richiamo ai grandi protagonisti dell’Astrattismo europeo come Kandinsky e Paul Klee. Circles, drops e punti di colore vengono però resi attraverso l’utilizzo di bombolette spray personalizzate.

Giacinto Occhionero, neck bottle head, 2021, pittura spray su plexiglas, 100x75 cm
Giacinto Occhionero, neck bottle head, 2021, pittura spray su plexiglas, 100×75 cm

ASTRAZIONE E DINAMISMO SECONDO GIACINTO OCCHIONERO

È difficile definire il confine tra figurazione e astrazione, a volte le suggestioni rimandano a un paesaggio geologico in cui si intravedono stratificazioni di colore che rievocano i quattro elementi naturali, in altri casi sembrano apparire occhi, allusioni a visioni erotiche e al contempo cosmiche. Nei lavori più recenti l’attenzione sembra puntare a rendere il senso del dinamismo delle forme attraverso l’accostamento raffinato di colori, a volte metallici, acidi oppure di estrema brillantezza quasi a voler cercare di conferire un ordine a un sistema in continua mutazione, libero e senza limiti. Le superfici si fanno preziose, splendenti come mosaici, suscitando un approccio prima di tutto sensoriale con l’opera d’arte e poi mentale. Non si tratta solo di un astrattismo riletto alla luce di materiali e tecniche attuali, ma anche onirico. Quando il dialogo tra figurazione e astrazione si fa più stretto, emerge un carattere surrealista, come in Neck Bottle Head, un vortice di colori e forme dal forte carattere visionario.

Antonella Palladino

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Evento correlato
Nome eventoGiacinto Occhionero - Duralar Duralex
Vernissage13/11/2021 ore 17
Duratadal 13/11/2021 al 14/12/2021
AutoreGiacinto Occhionero
CuratoreMassimo Scaringella
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoKOU GALLERY
IndirizzoVia della Barchetta 13 - Roma - Lazio
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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.