Artifera: arte sulle cassette di vino. 5 artisti e 3 cantine in Sicilia

Cultura e vino sempre più insieme. Una nuova congiunzione tra arte ed enologia nell’operazione della galleria siciliana Sacca: 3 cantine affidano i loro cofanetti a 5 artisti

Federico Severino, Atmosfere, pastello ad olio su tela, cm 20,4x31,1, 2021
Federico Severino, Atmosfere, pastello ad olio su tela, cm 20,4x31,1, 2021

Torna il sodalizio tra arte e mondo enologico. Dopo l’ottava edizione di Arte e Vino con le installazioni artistiche negli ambienti di una manciata di cantine a Capalbio, la trasformazione pop della cantina l’Astemia Pentita nel cuore delle Langhe, finemente tratteggiate dal libro di Pietro Giovannini, la recente asta Barolo en primeur in collaborazione con Christie’s Italia con l’etichetta di Giuseppe Penone, e tantissimi altri casi di connubio più o meno riuscito ma quanto meno tentato, arriva in Sicilia ARTIFERA il progetto della galleria Sacca che dal 28 novembre 2021 vede coinvolte tre cantine del territorio. Quest’ultime sono infatti co-finanziatrici nella realizzazione di una collezione limited edition di cassette d’artista, il progetto prevede anche una mostra nella sede della galleria (a Pozzallo, nel ragusano) con opere dei cinque artisti invitati. 

Giuseppe Costa, Rocaille, pastelli e grafite su carta, cm 38x30, 2018
Giuseppe Costa, Rocaille, pastelli e grafite su carta, cm 38×30, 2018

 COS’È ARTIFERA 

Se l’aggettivo latino vinifero (ciò che produce, che porta vino) e la sua declinazione al femminile, nel nome scientifico della vite (vitis vinifera) offrono un ventaglio di considerazioni cariche di aspettative e di magie alchemiche, il termine ex novo “Artifera” vuole porre l’accento su un tipo di processo che è in grado di produrre arte, alludendo al tempo stesso al mondo del vino. Il progetto, ideato e curato da Giovanni Scucces (storico dell’arte e giornalista), è nato grazie all’intesa fra la sua galleria SACCA, gli artisti Giuseppe Costa (1980, Palermo/Milano), Marilina Marchica (1984, Agrigento), Gabriele Salvo Buzzanca (1986, Barcellona Pozzo di Gotto/Venezia), Federico Severino (1990, Milano/Catania/Torino), Giuseppe Vassallo (1990, Palermo) e tre aziende vitivinicole. 

Giuseppe Vassallo, Un fallace asintoto, olio su tavola, cm 30x20, 2021
Giuseppe Vassallo, Un fallace asintoto, olio su tavola, cm 30×20, 2021

LE CANTINE DI ARTIFERA 

Le tre cantine coinvolte sono: Di Giovanna (Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia, tra le provincie di Palermo e Agrigento) gestita dai fratelli Gunther e Klaus, Frasca (Modica) che ha scelto i vini Madre Terra 2020 e Transizione 2017 e Quignones (Licata) che porta avanti una produzione vinicola naturale grazie all’uso di vitigni rari e ha destinato al progetto Artifera i vini della linea Largasia, in particolare il Petit Verdot (2018) e l’Inzolia Chardonnay (2020). Queste cantine hanno realizzato una collezione di cassette d’artista a tiratura limitata (25 o 35 esemplari per tipo + 5 p.d.a.) grazie all’intervento dei 5 artisti. I multipli d’arte sono stati resi unici attraverso dei mirati accorgimenti manuali dagli artisti, per essere poi numerati e firmati. Per ciascuna cantina è stato immaginato un cofanetto in legno contenente due bottiglie pregiate. Inoltre, le opere sono realizzate direttamente su un coperchio estraibile in legno in modo che sia possibile esporle integrando il cofanetto o separatamente (con o senza cornice). A rendere universale il valore della vite è la sua presenza in tutti i continenti (ad esclusione dell’Antartide), così come le attestazioni artistiche, espressione di popoli, tribù ed etnie, legate alle radici e alla terra di provenienza ma anche cariche di archetipi attinenti all’essere umano nelle sue caratteristiche e declinazioni di specie. 

 – Giorgia Basili 

Fino all’8 gennaio 2022
SACCA
Via Mazzini, 56, Pozzallo RG
www.sacca.online  

 

 

 

 

 

   
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.