Tutto attorno al blu. L’artista Giovanni Gaggia al Museo della Ceramica di Savona

Verte attorno al colore blu l’installazione che l’artista marchigiano ha ideato per la sua personale al museo ligure, incentrata sul potere relazionale e corale dell’arte. In mostra anche un video che conclude il suo decennale progetto sulla memoria della Strage di Ustica, “Quello che doveva accadere”

Giovanni Gaggia, Cuore a Dio, Mani al lavoro dalla residenza a Casa Rossello, Albissola Marina (SV)
Giovanni Gaggia, Cuore a Dio, Mani al lavoro dalla residenza a Casa Rossello, Albissola Marina (SV)

È il capitolo conclusivo di un percorso intrapreso nel novembre 2019 la mostra che il 30 ottobre inaugura al Museo della Ceramica di Savona, Ho visto un’alba blu, personale di Giovanni Gaggia (Pergola, 1977) che richiama nel titolo una canzone dei CSI, Blu, colore che l’artista e performer (fondatore nelle Marche della realtà indipendente Casa Sponge) ha reinterpretato in diverse accezioni, da quello visivo a quello metaforico, alla luce del proprio percorso di ricerca. Clou della mostra a cura di Livia Savorelli è l’installazione, in cui a imperare è il colore blu, Cuore a Dio, mani al lavoro, composta da 125 cuori in ceramica realizzati da Gaggia durante la residenza tenutasi nel 2019, su invito dell’Associazione Culturale Arteam, all’Antico Giardino Laboratori di prossimità di Albissola Marina (SV), con lo scopo di dare vita a un grande progetto partecipato e corale che ha coinvolto la comunità.

GIOVANNI GAGGIA AL MUSEO DELLA CERAMICA DI SAVONA

Il progetto espositivo è un omaggio alla tradizione della ceramica ligure, che si contraddistingue per i colori bianco e blu. Blu è anche il colore del mare, protagonista in Quello che doveva accadere, video inedito sull’omonimo progetto che Gaggia porta avanti da dieci anni dedicato alla memoria della Strage di Ustica. Il video – presentato al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, dove è custodito un arazzo realizzato dall’artista con la scritta in braille Quello che doveva accadere, vede la partecipazione delle voci di oltre 50 artisti, curatori, critici, giornalisti che con i loro interventi – su invito di Gaggia – riflettono sui concetti di Tempo e Giustizia in relazione alla strage accaduta nel 1980. L’installazione Cuore a Dio, mani al lavoro si ricollega quindi al decennale progetto di Gaggia per la sua vocazione corale e relazionale – durante il laboratorio condotto nel 2019, ognuno dei 125 cuori in ceramica (realizzati a partire dal calco di un vero cuore mummificato) è stato fatto “proprio” con segni, graffi e scritte da una persona diversa – e per la volontà di indagare l’animo umano, in balia tra le proprie fragilità e gli accadimenti della vita. In mostra è anche un arazzo con la scritta ADESSO, realizzato da Gaggia per la piazza di Pergola insieme alle donne del borgo marchigiano, ulteriore segno della centralità che i temi della contemporaneità e del sociale assumono nella poetica e nella pratica dell’artista.

L’OPERA “CUORE A DIO, MANI A LAVORO” RACCONTATA DA GAGGIA

“Mi premeva che l’opera fosse realmente partecipata e collettiva, che si comprendesse l’importanza del passaggio dal singolo alla collettività, con l’intenzione di rendere visibile, attraverso l’opera d’arte, una sorta di comunità ipoteticamente consapevole”, spiega Gaggia. “125 calchi di un cuore reale, dipinti di blu e incisi ciascuno da una persona differente: ho chiesto ai partecipanti di incidere sulla ceramica ciò che avrebbero voluto per sempre sul proprio cuore. Ci sono disegni, segni, graffi e parole forti, si evince in maniera nitida l’intento politico. Aprite i porti, i nomi dei figli, HIV, cuore – entrata di casa. Messaggi forti che se spostati dal singolo alla collettività acquisiscono un impressionante valore”. In occasione dell’inaugurazione della mostra, il 30 ottobre dalle ore 10 alle 12 Gaggia terrà un laboratorio performativo aperto al pubblico, a ingresso gratuito prenotando a questo link. 

– Desirée Maida

Savona // dal 30 ottobre al 19 dicembre 2021
Giovanni Gaggia – Ho visto un’alba blu
Museo della Ceramica
Palazzo Gavotti
Piazza Chabrol 1
https://musa.savona.it/museodellaceramica/

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AutoreGiovanni Gaggia
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.