Morto a Milano l’artista Giovanni Rubino

L’artista napoletano, classe 1938, è venuto a mancare nella città dove abitava da anni

Le goauche di Rubino per l'attentato del PAC
È morto a Milano, dove viveva e lavorava, l’artista Giovanni Rubino, nato a Napoli nel 1938. Attivo dal ’65 come artista e pittore e dagli anni ’90 come videoartista e regista, aveva esposto in molti contesti internazionali con uno spiccato senso di vicinanza ai grandi temi sociali del suo tempo, manifestando con gesti e opere un attivismo tutt’altro che di maniera.
FAREMEMORIA, Giovanni Rubino

LA CARRIERA ARTISTICA IMPEGNATA DI RUBINO

Giovanni Rubino, nel corso della lunga carriera, ha sempre manifestato un preciso interesse nei confronti di grandi temi sociali. Nella seconda parte degli anni ’60 iniziò a lavorare a Reggio Emilia, partecipando ai fermenti culturali che animavano la città frequentando artisti e poeti come Corrado Costa, con il quale collaborò per numerosi anni realizzando performance e opere, ma anche Giulio Bizzarri e Rosanna Chiessi. Nel 1972 Rubino e Costa inscenano la performance MMORTEDISON a Mestre Cristo di Marghera per protestare contro l’inquinamento della zona industriale, installando con l’aiuto degli operai un manichino sulla croce con maschera anti gas. Quando nel 1993 esplose un’autobomba al PAC, Rubino diventò ogni giorno per un mese testimone della ricostruzione, da cui gemmarono delle opere figurative ed evocative in gouache. Disse: “Ho voluto fare qualcosa che contribuisse a sensibilizzare l’opinione pubblica. Sono sempre stato attento agli avvenimenti politici e subito ho voluto dare il mio contributo. Lavorando a torso nudo testimoniavo anche con il corpo alcune valenze della performance e davo maggiore senso all’azione. Attiravo lo sguardo della gente che passava lì ogni giorno. E’ stato toccante. Dare memoria a un fatto questo era importante per me. Non faccio Arte per l’Arte”. Nel 2005 l’iconico progetto FAREMEMORIA, copertura e riproduzione di lapidi partigiane e antifasciste delle vie di Milano, ricalcate, recuperate e trasformate con la tecnica del frottage per non fare sbiadire la memoria storica.
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.