Codice Ovvio

Udine - 19/06/2014 : 19/06/2014

Giovanni Rubino parlerà al pubblico di Codice ovvio. Bruno Munari; un artista poliedrico in Friuli nel 1988. La conferenza si inserisce tra le iniziative promosse dalle mostre Munari politecnico e Chi s’è visto s’è visto. Bruno Munari, Ada Ardessi e Atto, curata da Marco Sammicheli e in corso presso il Museo del Novecento a Milano fino al 7 settembre 2014.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 19 giugno 2014 alle ore 17.30 presso Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, Giovanni Rubino parlerà al pubblico di Codice ovvio. Bruno Munari; un artista poliedrico in Friuli nel 1988. La conferenza si inserisce tra le iniziative promosse dalle mostre Munari politecnico e Chi s’è visto s’è visto. Bruno Munari, Ada Ardessi e Atto, curata da Marco Sammicheli e in corso presso il Museo del Novecento a Milano fino al 7 settembre 2014



Giovanni Rubino, collaboratore dell'esposizione milanese, ripercorrerà l’evento che legò Munari all’ambiente friulano: un’antologica dell’artista nei locali e nel parco di Villa Laura a Cerneglons, tenutasi nell’estate 1988. Grazie al supporto di Atto Belloli Ardessi e al materiale fotografico offerto dagli archivi Isisuf (Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo), di cui Munari fu tra i fondatori nel 1960, alle testimonianze di chi era presente in quell’occasione e al vaglio delle fonti giornalistiche dell’epoca, Rubino tratteggerà un episodio significativo della storia culturale del Friuli.

La mostra di Cerneglons, curata dal più giovane artista udinese Getulio Alviani, presentava al pubblico friulano un’accurata selezione di opere e oggetti di design di Munari. Forse consapevole dell’importanza dell’esposizione, l’artista milanese chiese al proprio collaboratore, Atto, di documentare fotograficamente ogni momento dell’iniziativa: dal viaggio in compagnia della moglie Dilma e di Alviani, alle fasi dell’allestimento e dell’inaugurazione. Sono scatti, attualmente conservati all’Isisuf, che testimoniano il dialogo profondo instaurato con l’ambiente locale di cui, d’altra parte, riflettono un’attenta politica culturale. L’antologica di Munari trovava infatti le sue ragioni tanto nel piano di promozione artistica che Villa Laura stava sviluppando proprio negli anni Ottanta nei confronti delle tendenze astratto-geometriche, quanto nella parallela attività curatoriale sostenuta da Alviani a Pordenone.