A Parigi in corso l’impacchettamento dell’Arco di Trionfo. Opera postuma di Christo e Jean-Claude

A 60 anni dalla sua ideazione, trova finalmente luce il visionario progetto che il padre della Land Art Christo ideò insieme alla compagna di vita e d’arte Jean-Claude. Inaugurazione prevista il prossimo 18 settembre, intanto i lavori all’Arco di Trionfo sono in corso…

Christo e Jeanne-Claude a Central Park
Christo e Jeanne-Claude a Central Park

Entra nel vivo l’“impacchettamento” dell’Arco di Trionfo di Parigi, tra i progetti più noti e scenografici di Christo, padre indiscusso della Land Art scomparso lo scorso anno.  L’“impacchettamento” di architetture e monumenti iconici è la cifra stilista che ha reso l’artista celebre in tutto il mondo con opere e installazioni su larga scala, e quello dell’Arco di Trionfo di Parigi è un progetto la cui ideazione risale a 60 anni fa, ma che sta vedendo la luce soltanto adesso: il prossimo 18 settembre – e fino al 3 ottobre – L’Arc de Triomphe empaqueté (è questo il titolo dell’operazione) vedrà finalmente la luce, dopo il rinvio dello scorso anno a causa della pandemia. I lavori di preparazione sono iniziati a luglio, con il montaggio delle impalcature da cui, domenica 12 settembre, sono stati “srotolati” i primi drappi di polypropylene che andranno a cingere l’Arco di epoca napoleonica: immagini suggestive, quasi come una performance, cui assistono meravigliati numerosi parigini armati di smartphone per immortalare l’evento di portata storica.

L’IMPACCHETTAMENTO DELL’ARCO DI TRIONFO: IL PROGETTO DI CHRISTO E JEAN-CLAUDE

“Sarà come un oggetto vivente che si animerà nel vento e rifletterà la luce. Le pieghe si muoveranno, la superficie del monumento diventerà sensuale. Le persone avranno voglia di toccare l’Arco di Trionfo”. Con queste parole Christo raccontava il suo progetto, ideato insieme all’inseparabile compagna di vita e d’arte Jean-Claude: un’opera che affonda le sue radici tra il 1962 e il 1963, quando Christo realizza il primo fotomontaggio con l’Arco di Trionfo impacchettato, per poi proseguire, nel 1988, con un collage e la ripresa del progetto nel 2017. L’opera, realizzata dal team di Christo – non ricevendo finanziamenti né pubblici, né privati ma prodotta dall’Estate Christo V. Javacheff anche grazie al ricavato della vendita di dipinti e disegni preparatori, plastici e litografie – in partenariato con il Centro dei Monumenti Nazionali e il sostegno del Comune di Parigi, vedrà quindi l’Arco di Trionfo impacchettato con 25mila metri quadrati di polypropylene argentato e 3mila metri di corde riciclabili rosseL’Arc de Triomphe empaqueté andrà così ad aggiungersi alla lunga e importantissima lista di opere che l’artista nell’arco della sua carriera ha realizzato in tutto il mondo, pietre miliari dell’arte del XX secolo, come Wrapped Coast, Little Bay a Sydney, in Australia (1968-1969), Valley Curtain in Colorado (1970-1972), Running Fence in California (1972-1976), Surrounded Islands a Miami (1980-1983), The Pont Neuf Wrapped a Parigi (1975–1985), The Umbrellas in Japan and California (1984–91), Wrapped Reichstag a Berlino (1972–95), The Gates al Central Park di New York (1979–2005), The Floating Piers sul Lago d’Iseo in Italia (2014-2016), e la London Mastaba sul Serpentine Lake di Londra (2016-2018).

LAVORI IN CORSO SULL’ARCO DI TRIONFO DI PARIGI

“Oggi è uno dei momenti più spettacolari dell’installazione”, ha dichiarato il nipote di Christo e supervisore del progetto Vladimir Yavachev quando sono stati srotolati i primi strati di tessuto sul monumento. “‘L’Arc de Triomphe empaqueté’ comincia a prendere vita, e si avvicina ancora di più alla visione di quello che è stato il sogno di una vita di Christo e Jeanne-Claude. La mattina del 18 settembre, una volta terminate le operazioni di sistemazione delle funi e gli ultimi ritocchi, verranno rimosse le griglie di protezione attorno al monumento per consentire al pubblico di venire, vedere e toccare gratuitamente l’opera d’arte”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.