Sentieri d’arte sulle Alpi di Pampeago. La mappa della land art in Val di Fiemme
L'arte sull'Alpe di Pampeago si identifica con RespirArt uno dei parchi artistici più alti al mondo. Il parco d’arte si trova a oltre duemila metri di altezza, nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO
L’Alpe di Pampeago è una rinomata località montana nel cuore della Val di Fiemme in Trentino. Si trova ai piedi del maestoso massiccio del Latemar e mette in comunicazione la provincia di Trento con l’Alto Adige. È diventata celebre a livello internazionale grazie alle epiche tappe del Giro d’Italia, con le sue severe pendenze. Visitare l’Alpe di Pampeago permette di percorrere il Sentiero Geologico del Dos Capel, un percorso didattico e panoramico perfetto per scoprire la storia geologica delle Dolomiti. Mentre il Giro del Latemar è un classico trekking ad anello che tocca punti panoramici mozzafiato come il Passo Feudo, sulle pareti rocciose del Latemar.
L’arte sull’Alpe di Pampeago si identifica con RespirArt, uno dei parchi artistici più alti al mondo. Il parco d’arte si trova a oltre 2.000 metri di altezza, nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO. Si sviluppa su un anello di 3 chilometri dove si possono ammirare installazioni di land art create con materiali naturali da artisti internazionali, usando in prevalenza legno e pietra, pensati per mutare nel tempo e riassorbirsi nella natura stessa.

Il progetto RespirArt in Val di Flemme in Trentino
RespirArt è facilmente raggiungibile in ogni stagione tramite la storica seggiovia Agnello, oppure è accessibile gratuitamente a piedi, su sentieri ben indicati. D’inverno il parco d’arte diventa una White Gallery a cielo aperto. Molte installazioni sono visibili direttamente sciando lungo le piste dello Ski Center Latemar o salendo con la seggiovia. Il progetto è stato fondato nel 2011 dalla curatrice Beatrice Calamari e dall’artista Marco Nones. Nel corso degli anni ha ospitato decine di esponenti della land art e dell’arte contemporanea internazionale. Attualmente sono visibili oltre 40 installazioni artistiche sparse nei pascoli montani. A queste si aggiunge un ampio teatro all’aperto, che ospita concerti ed eventi letterari estivi. ‘Le opere d’arte ambientale comprendono lo spazio e la natura che circonda l’installazione’, commenta Marco Nones. “Il loro stretto dialogo con il contesto, integrando materiali, forme e significati del luogo, le rende inseparabili. Sono opere site-specific, che significa specifiche del luogo”. Di fatto ognuna di queste opere svela una lunga ricerca artistica. Sedersi, ascoltare, respirare. Chi si ferma diventa parte del paesaggio, accordando il proprio ritmo a quello dell’altitudine e della natura. L’ascolto sensibile del luogo conduce a una relazione etica con gli ecosistemi della montagna.
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Le opere di Nagasawa nel parco
Tra gli autori che hanno contribuito a rendere questo luogo così speciale troviamo le opere di Marco Nones, co-fondatore del parco, pluripremiato artista locale che ha realizzato diverse opere emblematiche, tra cui Conifera e installazioni in ghiaccio e legno integrate con i pascoli. Hidetoshi Nagasawa, uno dei grandi maestri della scultura contemporanea, autore dell’importante opera monumentale Nel Palmo di una Mano posta al cospetto del Latemar. Thorsten Schütt, frequente collaboratore del parco, celebre per il suo Guerriero di pace delle Dolomiti e per il remake di Valanghe di bolle di pensieri fatto di sfere in legno di larice. Patrizia Giambi ha collaborato con progetti unici come la Reggia barbarica, una struttura accogliente in legni di scarto e feltro. Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, land artists e fondatori del noto festival Humus Park, hanno lasciato il proprio segno sui pascoli di Pampeago. Elio Vanzo, scultore locale e direttore museale, è autore di Arcanuvola e di Mediterraneo, un’opera in legno di cirmolo che rappresenta il dialogo tra un pastore e il suo animale. Jan Langer e Markus Gasser, il musicista e la scultrice, hanno unito le forze per dare vita all’opera tridimensionale Madrepora II, una complessa intelaiatura geometrica in esagoni di betulla strutturata sopra i massi calcarei per richiamare l’origine marina delle Dolomiti. Duilio Forte, noto architetto e artista italo-svedese, ha portato nel parco le sue tipiche strutture zoomorfe in legno ispirate alla mitologia vichinga.
Le installazioni di Land Art in Val di Flemme
Nelle edizioni più recenti il parco si è aperto a installazioni sonore e letterarie (Parole in Alto) coinvolgendo lo scrittore Antonio Pascale, la saggista Elena Guerri Dall’Oro e il collettivo Miscele d’Aria Factory. Quest’anno le installazioni in quota sono realizzate da due autrici: Antonella De Nisco e Stefania Lai, conosciute per tessere strutture leggere e poetiche che si integrano armoniosamente con l’ambiente montano. La mappa interattiva e l’elenco numerato di tutte le installazioni sono consultabili direttamente sulla Mappa Ufficiale RespirArt. Il senso di questa forma d’arte sta nel dialogo profondo e spesso critico tra l’essere umano e l’ambiente. Lasciare un segno nel paesaggio serve a mostrare la grandezza della natura e, allo stesso tempo, a ricordare la fragilità dell’uomo e il rispetto necessario per il pianeta.
Claudia Zanfi
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