Christo chiude con 1,2 milioni di visitatori. Ecco tutti i numeri di The Floating Piers

L’installazione di passerelle galleggianti sul Lago d’Iseo stabilisce il record di evento artistico di maggior successo di pubblico nella storia italiana

Christo, The Floating Piers, Lago d'Iseo (foto Daniele Capra)
Christo, The Floating Piers, Lago d'Iseo (foto Daniele Capra)

Se ne è parlato moltissimo, ne sono stati analizzati – anche da noi di Artribune – tutti i diversi aspetti, si sono letti racconti, viste centinaia di immagini e video. Ora The Floating Piers, l’installazione di Christo che per 16 giorni ha tenuto banco sulle acque del Lago d’Iseo, ha chiuso i suoi cancelli: e noi allora affidiamo i primi bilanci soltanto ai numeri, che fotografano alcuni di questi aspetti meglio di troppe parole. Ci permettiamo soltanto una notazione, legata al dato più eclatante, quello dei visitatori totali: perché la cifra di 1,2 milioni consegna a questo progetto il record di evento artistico di maggior successo di pubblico nella storia italiana…

1.200.000: visitatori totali di The Floating Piers
16: giorni di apertura, dal 18 giugno al 3 luglio 2016
72.000: media giornaliera dei visitatori
46: anni trascorsi dal 1970, anno in cui Christo e Jeanne-Claude concepirono l’opera
5.5: chilometri di percorso pedonale fra pontili galleggianti e tratti urbani
18.000.000: costo in euro di The Floating Piers, interamente finanziato da Christo
1.500.000: quota del costo totale in euro corrisposta da Christo a comuni ospitanti eRegione Lombardia per i servizi di pubblica utilità
1.000: persone assunte e pagate da The Floating Piers
220.000: cubi e perni in polietilene che saranno reimpiegati nell’industria delle materie plastiche
180.000: metri quadrati di tessuto che saranno riconvertiti in nuovi prodotti tessili
200: ancoraggi in cemento armato di 5.5 tonnellate che saranno rimossi dal fondale e polverizzati

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

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