Morta a Roma Mimma Pisani. Il ricordo di Pietro Marino

Una vita nell’arte, con Vettor. È mancata a Roma Mimma Pisani, performer, poeta, regista. Un ritratto di Pietro Marino

Mimma e Vettor Pisani
Mimma e Vettor Pisani

Si è spenta in silenzio a Roma Mimma Pisani, la compagna e complice di Vettor, il grande e visionario artista che nel 2011 si era dato alla morte come ultima performance. Sull’arte come teatro “perturbante” (proprio nel senso freudiano) della vita si era stabilito un rapporto di coppia vissuto – parola di lei – “in fedeltà e squilibrio, in asimmetria e simbiotica corrispondenza”. Così, da quando Vettor Pisani apparve sulla scena dell’arte romana, Mimma fu non solo la prima interprete delle sue storiche performances, dallo “Scorrevole” del 1970 all’ “Io Edipo amico a volte di Freud ”, proposto nel 1971 alla Biennale di Parigi. Produsse letture e controcanti del mondo di Vettor in scritti e video per quasi tutte le sue mostre, in forma anche di dialogo fra loro (testi raccolti da lei nel libro “Il lettore capovolto”, 2011): una esperienza d’arte che interveniva a sconvolgere i parametri “freddi” dell’arte concettuale nei Settanta, giostrando fra  Duchamp e Beuys ma soprattutto inoltrandosi nei labirinti dell’esistenza come  mistero tragico e grottesco. Mimma ne fu persino coautrice. Come nella mostra “L’angelo dell’Occidente” per la Fondazione Morra a Napoli (2004) dove “espose” 34 sue poesie accanto a disegni del marito. Fu “regista” anche del primo di diversi video a sua firma che esaltano aspetti diversi del loro mistico “R.C. Theatrum”.

Vettor Pisani, Scorrevole, 2011. Lo spazio esistenziale. Definizione #2. Installation view at Fondazione Morra, Napoli 2019. Photo Amedeo Benestante
Vettor Pisani, Scorrevole, 2011. Lo spazio esistenziale. Definizione #2. Installation view at Fondazione Morra, Napoli 2019. Photo Amedeo Benestante

LA SCRITTURA DI MIMMA PISANI

La vocazione letteraria di Mimma Pisani si espresse in modalità autonoma nelle poesie, appunto, raccolte in diversi libri. Spingendosi lungo gli anni 200, alla scrittura tormentata di un romanzo, “Muraglia”, edito più tardi, nel 2018, dall’editore calabrese Laruffa. In esso le avventure ossessive del protagonista Tauro sono immerse nelle scene e negli ambienti di Puglia, con linguaggio visionario che opera contaminazioni col dialetto di Bari. La città dove Mimma era nata (Carmela Bianco, per l’anagrafe) e aveva condiviso con Vettor le prime prove come fondatore di una galleria d’avanguardia (“La Metopa”, 1963- 1965) e animatore del gruppo di teatro off “La Gironda”, che portò a Bari per la prima volta il Living Theatre nel 1966.

CHI ERA VETTOR PISANI

A Bari, infatti, anche Vettor era nato, da madre barese e padre napoletano. Circostanza da lui sempre nascosta per giochi di memoria esoterica (diceva di essere nato a Ischia, giostrando anche sulle date di nascita). Mimma l’ha definitivamente chiarita, in occasione della grande retrospettiva dell’artista celebrata nel 2013-2014 fra Madre di Napoli e Teatro Margherita di Bari. Spiegando che, dopo la grande mostra del 1970 nel Castello Svevo come vincitore del Premio Pascali, Pisani si era sentito “rifiutato” dalla sua città.  Ma più che una condizione, è stata una scelta compiuta dalla coppia, quella di abitare “nel luogo intermedio dell’utopia”. Così ha scritto Mimma Pisani, e può valere per lei quello che ha detto del suo compagno di vita e di arte: “L’artista -profeta è colui che presagisce l’ignoto restando in equilibrio sulle giravolte del tempo”.

-Pietro Marino    

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Pietro Marino
Nato a Bari nel 1931, laureato in Lettere, è giornalista professionista, critico d’arte, docente di storia dell’arte. Ha scritto dal 1962 al 2021, per il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno di cui è stato anche vicedirettore, condirettore, direttore editoriale. Titolare di cattedra di Storia dell’Arte nelle Accademie di Belle Arti di Lecce e Bari dal 1968 al 1980. Una attività didattica proseguita con cicli di lezioni e conferenze. Promotore di cultura del contemporaneo e dell’arte come servizio pubblico, è stato segretario della Mostra nazionale di Pittura - Biennale d’Arte del “Maggio di Bari” dal 1956 al 1966; segretario di ExpoArte (Fiera internazionale d’arte contemporanea di Bari) nei due primi anni di fondazione, 1976-1977. È stato anche presidente del Comitato scientifico della Fondazione Pino Pascali nel 2017-2019. Ha curato grandi mostre collettive e ha presentato artisti pugliesi di ogni generazione, Pascali su tutti. Autore di una mole di saggi per monografie e cataloghi. Dal libro Bari Città Levante (Adriatica Editrice 1969) ai più recenti Arte Novanta - Cronache dell’ultimo Novecento (Adda 1999), Bari non ama l’arte? - La Galleria ieri e domani (Laterza 2001). Ha quattro figlie (da una moglie persa nel 1986) e quattro nipoti. Le opere d’arte a cui più tiene.