Pittura, leggerezza e inquietudine. La mostra di Katherine Bradford a Milano

Kaufmann Repetto inaugura a Milano “Lifeguards”, la prima personale dedicata alla pittrice Katherine Bradford negli spazi della galleria. Le tele, composte da campiture piatte e pennellate vivide, narrano un’estate solo in apparenza spensierata e giocosa.

Nel Novecento l’estetica anti-figurativa si diffonde in tutta Europa, raggiungendo gli Stati Uniti e, in particolare, gli astrattisti della Scuola di New York. Tuttavia, Katherine Bradford (New York, 1942), durante la sua carriera, attua un’evoluzione opposta. Se i primi dipinti degli Anni Novanta tendono ad annullare la figura umana e prediligere macchie di colori vaporosi, che ricordano i color field painting di Mark Rothko, da qualche decennio le sue opere si sono allontanate dalla pura astrazione, introducendo individui senza volto, abitanti di paesaggi alle volte onirici e fumosi, dove il tempo sembra essere sospeso.
Lifeguards, la prima personale dedicata all’artista americana negli spazi della galleria Kaufmann Repetto a Milano, porta in mostra i più recenti lavori della pittrice. Uno stile riconoscibile, composto da campiture piatte e pennellate vivide, narrazioni ricche di una emotività distaccata, spesso nascosta dietro la calma e la spensieratezza.

IL LINGUAGGIO VISIVO DI KATHERINE BRADFORD

Due ampie campiture, la prima di un luminoso azzurro cielo, mentre la seconda blu cobalto. Nessuna profondità, soltanto piani di colore piatti nei quali fluttuare leggeri. High and low diving boards (2021) è il primo quadro che accoglie il visitatore all’interno della galleria. Immediatamente, si è introdotti alla tematica cardine della mostra; Lifeguards raccoglie una serie di opere ambientate nel corso di una calda estate e popolate da bagnanti e nuotatori privi di lineamenti, che rivelano uno studio dell’artista incentrato non sul singolo, ma sulla comunità e i suoi rapporti sociali. Allo stesso tempo, le spiagge anonime e le distese d’acqua diventano molteplici strati di pittura sotto ai quali, a volte, si nascondono figure appena accennate, che come fantasmi infestano le superfici.

Katherine Bradford, Lifeguards, 2021, Installation view at Kaufmann Repetto, Milano. Courtesy Kaufmann Repetto
Katherine Bradford, Lifeguards, 2021, Installation view at Kaufmann Repetto, Milano. Courtesy Kaufmann Repetto

LE OPERE DI KATHERINE BRADFORD

In Drinks by the pool (2021), ad esempio, tre uomini si trovano a bordo piscina, rilassati e sereni. Eppure, a un secondo sguardo, si può notare una piccola silhouette immersa sott’acqua, appena visibile. Un dettaglio minuscolo, che spezza la consuetudine della scena rappresentata e comunica un’inquietudine espressa anche nell’opera Dunker (2021), dove gli strati di colore sono tali da offuscare la maggior parte delle persone rappresentate. In Beach carry (2021), invece, le tonalità si fanno più cupe e la postura dei due personaggi centrali evoca la rappresentazione iconografica della Pietà. In tutto il lavoro della Bradford, infatti, si percepisce una riflessione attenta alla storia dell’arte, all’uso della pittura attraverso cui trasmettere gli stati d’animo e, infine, alle rappresentazioni bibliche. Non a caso, in Lifeguards in the sky (2021) tre guardiani celesti sorvegliano dall’alto i bagnanti. Un ulteriore rimando, questo, al gioco di parole presente nel titolo della mostra e all’acuto, sottile e intelligente sarcasmo della pittrice americana.

Erica Massaccesi

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Nome eventoKatherine Bradford - Lifeguards
Vernissage01/07/2021
Duratadal 01/07/2021 al 01/08/2021
AutoreKatherine Bradford
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoKAUFMANN REPETTO
IndirizzoVia Di Porta Tenaglia 7 - Milano - Lombardia
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Erica Massaccesi
Erica Massaccesi, marchigiana di nascita, vive a Milano. Laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel 2018 inizia a lavorare per Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, dove affianca l’artista Nico Angiuli nella produzione e direzione della sua opera, “The Human Tools”, vincitrice della terza edizione di Italian Council. Successivamente assiste l’artista emergente Reverie per la realizzazione della performance “Sogno 1: archetipo del sé” alla Fondazione VOLUME! di Roma. Nel luglio 2020, in seguito alla collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, conclude la specialistica in Arti, Patrimoni e Mercati all’Università IULM con una tesi sperimentale in forme di archiviazione dell’arte. Ad oggi, porta avanti la sua ricerca all’interno dell’Archivio e scrive per diverse riviste online.