Assaggi d’arte a Monsano nelle Marche. Il programma del MOCA Feast

A promuoverlo TOMAV avamposto delle arti nelle Marche. Per tutto il mese non solo mostre, ma anche talk e approfondimenti culturali. Fino al 1 agosto 2021

Paola Tassetti, Exhibition View
Paola Tassetti, Exhibition View

Né festival, né rassegna, ma art feast, come dire un “banchetto”, una gioia per gli occhi e un gradevole simposio di idee. Il piccolo ma attivo comune di Monsano, nell’entroterra della Marca Anconetana, offre dal 26 giugno al 1 agosto MOCA, menu estivo che anima il castello (coincidente con il centro, come ogni classico borgo della regione), la piazza affacciata come un balcone sul panorama marino, i parchi, la pieve, i dintorni.

  

La proposta nasce dal TOMAV, il centro d’arte marchigiano diretto da Andrea Giusti, e si avvale della cura di Antonello Tolve, che opta per una selezione di firme di artisti e di critici per disseminare il territorio e il programma di esperienze estetiche e momenti di riflessione. Se il tema scelto per questa prima edizione è il rapporto tra esistenza e coesistenza, il cuore dell’esposizione si trova nelle antiche ed evocative Cucine del Castello, dove la collettiva “Come colui che nove cose assaggia” (Giorgia Mascitti, Deborah Napolitano, Laura Paoletti, Iacopo Pinelli) mette in relazione le tracce del passato degli spazi con produzioni di taglio intimistico, legate al cibo, alla dimora, alla memoria personale. Varie zone del paese sono animate dalle sculture ambientali di Paola Tassetti e nella campagna circostante il resto dell’esposizione (Ado Bradimarte, Marco Cingolani, Matteo Costanzo) è piacevolmente raggiungibile a piedi, in una calda interazione tra la cittadina, gli abitanti e i visitatori: esistere è coesistere, MOCA Feast lo dimostra. Per tutto il mese, non solo mostre, ma anche talk e approfondimenti culturali. Le immagini.

– Valeria Carnevali

www.comune.monsano.an.it 

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.