Polaroid lancia nuova fotocamera che stampa immagini ispirate a Keith Haring

La nuova fotocamera è di per sé un oggetto di design, rossa e contraddistinta dai tipici simboli tratti dal vocabolario visivo del celebre artista. Ma la vera chicca è la fotografia ottenuta una volta stampata: la cornice bianca tipica delle Polaroid si popola dei motivi più iconici di Haring

Polaroid x Keith Haring
Polaroid x Keith Haring

È tra gli artisti più iconici dell’età contemporanea, con il suo alfabeto visivo composto da cani che abbaiano, bambini a carponi e dischi volanti (tutti simboli pregni di significati sociali e politici) è entrato a fare parte dell’immaginario collettivo “pop”, influenzando generazioni di artisti e writer a lui posteriori. Stiamo parlando di Keith Haring (Kutztown 1958 – New York 1990), tra i maggiori protagonisti della scena artistica newyorchese degli anni Ottanta e figura di spicco della controcultura della Grande Mela il cui stile inconfondibile è diventato simbolo di un’intera epoca, contraddistinta dalla cultura underground, dalla robotica, dai videogiochi, ma anche da temi cruciali della società e della politica, come il razzismo, l’omosessualità, l’omofobia, la dittatura, il capitalismo. Un artista che ancora oggi non smette stimolare la fantasia non solo di creativi ma anche di grandi aziende: lo scorso anno la software hause statunitense Adobe ha realizzato per i programmi Photoshop e Fresco sei pennelli digitali ispirati all’arte di Haring, mente lo scorso gennaio il brand di calzature inglese Dr. Martens ha lanciato una collezione di scarpe con recanti le immagini più celebri dell’artista. Adesso a omaggiare Haring è Polaroid, marchio statunitense noto in tutto il mondo per la sua tipica macchina fotografica “istantanea”, in grado cioè di ottenere stampe fotografiche subito dopo (o comunque in tempi relativamente brevi) aver realizzato lo scatto. In cosa consiste l’omaggio di Polaroid a Hering? La produzione di una nuova fotocamera, la Polaroid Now, e di una nuova pellicola istantanea, la Polaroid i-Type, entrambe contrassegnate da simboli e motivi tratti dal vocabolario iconografico di Haring.

Polaroid x Keith Haring
Polaroid x Keith Haring

LA POLAROID CHE SVILUPPA FOTO IN STILE HARING 

la fotocamera Polaroid x Keith Haring è stata realizzata in colore rosso con motivi in ​​bianco e nero, un contrasto che mette ancora di più in evidenza i disegni di Haring e il carattere creativo di questo progetto. Ma l’aspetto più interessante della nuova Polaroid è probabilmente la sua pellicola istantanea: le fotografie della Polaroid si contraddistinguono per la tipica cornice di colore bianco che, nel caso della “pellicola Haring”, una volta stampata riporta i disegni dell’artista. “Keith Haring e Polaroid si adattano perfettamente”, spiega Gil Vazquez, direttore ad interim del Keith Haring Studio. “L’artista e il marchio sono entrambi iconici e condividono gli stessi valori nel promuovere la creatività per tutti. Keith ha scattato molte Polaroid, quindi c’è un’eredità che siamo davvero felici di celebrare”. Un incontro tra due icone degli anni Novanta, che ha quindi dato vita a un oggetto di design imperdibile per gli appassionati del genere e non solo: “fin dal periodo d’oro di New York negli anni Ottanta, Keith Haring e Polaroid hanno avuto un’ammirazione reciproca per il lavoro dell’altro”, dichiara Marta Martinez, Chief Marketing Officer di Polaroid. “La collaborazione con la Keith Haring Foundation è così naturale per noi che è quasi come un ritorno a casa. Siamo orgogliosi di mantenere viva l’eredità di Keith”. 

– Desirée Maida

https://eu.polaroid.com/collections/keith-haring-edition

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AutoreKeith Haring
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.