Su Photoshop si può dipingere come Keith Haring con 6 nuovi pennelli digitali

In collaborazione con la Keith Haring Foundation, Adobe mette a disposizione su Fresco e Photoshop 6 pennelli digitali ispirati all’arte del celebre artista

Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring - ©Keith Haring Foundation
Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring - ©Keith Haring Foundation

Vi piacerebbe dipingere alla maniera di Keith Haring? Da oggi è possibile grazie a particolari pennelli messi a disposizione di artisti e creativi di tutto il mondo: ad averli ideati è stata Adobe, software hause statunitense che, in collaborazione con la Keith Haring Foundation e il creatore di pennelli Photoshop Kyle T. Webster, ha lanciato sei pennelli digitali disponibili attraverso Adobe Creative Cloud su Fresco e Photoshop. L’iniziativa fa parte di un progetto lanciato da Adobe che consiste nel mettere a disposizione dei creator di oggi, in digitale, gli strumenti più iconici dell’arte e del design: nel 2017 erano stati ricreati i pennelli di Edward Munch, mentre nel 2018 i font della scuola tedesca Bauhaus Dessau.

Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring - ©Keith Haring Foundation
Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring – ©Keith Haring Foundation

L’ARTE DI KEITH HARING IN SEI PENNELLI DIGITALI 

Tra i maggiori protagonisti della scena artistica newyorchese degli anni Ottanta, Keith Haring (Kutztown 1958 – New York 1990) è diventato una figura di spicco della controcultura della Grande Mela grazie al suo alfabeto visivo composto da cani che abbaiano, bambini a carponi e dischi volanti, tutte icone pregne di significati sociali e politici. Il suo stile inconfondibile è diventato simbolo di un’intera epoca, contraddistinta dalla cultura underground, dalla robotica, dai videogiochi, ma anche da temi cruciali della società e della politica, come il razzismo, l’omosessualità, l’omofobia, la dittatura, il capitalismo. Per celebrare la sua arte e il suo impegno sociale, Adobe e la Keith Haring Foundation hanno così realizzato una collezione di pennelli digitali ispirati ai suoi strumenti distintivi: Chalk, Marker, Spray Paint, Felt Tip, Acrylic Paint, Dripping Paint e Sumi Ink.

Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring - ©Keith Haring Foundation
Adobe e la Keith Haring Foundation lanciano 6 pennelli digitali ispirati a Keith Haring – ©Keith Haring Foundation

ADOBE OMAGGIA KEITH HARING 

“Vogliamo eliminare vincoli e incoraggiare i creativi a superare i propri limiti, proprio come fece Keith Haring negli anni Ottanta”, dichiara Simon Morris, Senior Director of Marketing Adobe. “Il nostro obiettivo è celebrare la ‘creatività per tutti’, ispirando le persone con gli strumenti dei grandi maestri in modo che possano trasmettere la loro visione del mondo in modi nuovi, divertenti e inaspettati”.
“L’ambizione di Keith Haring era di creare opere d’arte che comunicassero a un pubblico sempre più ampio di persone.  L’arte di Haring va oltre infatti qualsiasi confine e cultura ed è accessibile a tutti”, spiega David Stark, Trustee Keith Haring Foundation e President di Artestar. “Siamo sempre alla ricerca di modalità nuove per presentare Keith Haring alle nuove generazioni, raccontando storie uniche. Con i pennelli digitali Adobe, ci siamo impegnati per tradurre i materiali analogici utilizzati da Haring in strumenti digitali, e darli in mano ai creativi di oggi affinché possano raccontare la propria storia. Il messaggio di Haring si collega al nostro presente collettivo. Vediamo quanto ancora sia di attualità la sua arte oggi e come l’arte e gli artisti possano ispirare il cambiamento e plasmare il nostro mondo”. 

– Desirée Maida 

I pennelli ispirati a Keith Haring sono disponibili a questo link
https://creativecloud.adobe.com/cc/it/discover/article/keith-haring

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.