La non fiera delle gallerie internazionali a Lecce. Nasce Palai

10 galleristi, quasi tutti stranieri, si danno convegno nella capitale del Salento per una manifestazione palatina in una delle dimore dell’affascinante centro storico di Lecce.

Palazzo Tamborino Cezzi
Palazzo Tamborino Cezzi

Lo avevamo detto che le fiere post pandemia sarebbero ripartite dai progetti di piccolo o medio formato. Da quelle con un rapporto forte con un territorio, o con un numero ridotto di gallerie, o per giunta dalle fiere boutique. O addirittura da progetti con l’ambizione di essere differenti. Come Palai, lanciato al momento in sordina e condiviso da un gruppo di gallerie internazionali a Lecce. “Non è una fiera”, ci tiene a sottolineare Antoine Levi (insieme a Nerina Ciaccia alla testa di Ciaccia Levi Galerie). “Non abbiamo una definizione precisa per Palai, non è l’idea di fiera o di un formato alternativo. Noi galleristi lavoriamo sempre, non ci fermiamo mai, anche d’estate. Ci siamo dunque chiesti perché non continuare a farlo in una dimensione bella, rilassata, conviviale, piacevole, dove molte cose si stanno aprendo. Palai è più un dialogo, una collaborazione tra noi, tra colleghi che si apprezzano”. 

 

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SEDE E PROMOTORI

A promuovere e ideare Palai, un appuntamento comunque di natura anche commerciale, due gallerie di Parigi, ma con metà del cuore in Puglia (Nerina Ciaccia è di Foggia e Daniele Balice è di Bari) la Ciaccia Levi Galerie e Balice Hertling. Il taglio è già sperimentato ampiamente: un bel Palazzo storico, una dimensione raccolta, una città, Lecce, che in estate è l’epicentro di un turismo internazionale che richiama da tutta la provincia collezionisti, imprenditori, registi, attori, gente dello spettacolo, persone colte e dalle ampie possibilità provenienti da tutto il mondo che in Salento, ma anche nelle Murge, nella Valle d’Itria, a Ostuni o a Polignano a Mare e Bari, hanno fissato la seconda o addirittura la prima residenza. E anche il folto collezionismo meridionale, che la fu fiera fondata in passato da Marilena Bonomo e Lucio Amelio a Bari ha lasciato orfano di appuntamenti consimili ormai decenni orsono. La sede è Palazzo Tamborino Cezzi, utilizzato normalmente per ricevimenti, eventi, set cinematografici. Una dimora aristocratica nel centro storico, edificato nella metà del Cinquecento da una facoltosa famiglia cittadina, oggi dimora della famiglia Cezzi, discendenti in linea materna dei Tamborino, che ne acquisirono la proprietà nell’800. Anche la “forza lavoro” è del luogo, con l’intento di coinvolgere persone che conoscono bene il territorio. A coordinare il tutto c’è l’Associazione Pia, ma l’organizzazione sta valutando anche una collaborazione insieme all’Accademia di Belle Arti cittadina.

 

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GLI ESPOSITORI

Inaugurerà il 24 luglio (preview VIP), con preview stampa il 23 luglio. Oltre al formato collaborativo, anche in termini di date il Covid ha sparigliato le carte, configurando sempre più questo tipo di appuntamenti come mostre curate esperibili in un formato di lungo periodo. Palai, richiamando con il suo nome atmosfere romantiche da Grande Bellezza, che strizzano l’occhio ad una visione dell’Italia della Dolce Vita, durerà infatti fino al 15 settembre diluendo dunque le occasioni di incontro, invece della classica tre giorni assembrata a cui ci aveva abituato il mondo precedente. 10 i galleristi coinvolti, oltre ai promotori e ideatori del progetto, anche Antenna Space di Shanghai, Blum and Poe di Los Angeles, New York e Tokyo, Sadie Coles HQ di Londra, Bill Cournoyer di New York, Emanuel Layr di Vienna, con uno spazio a Roma, LC Queisser di Tblisi. Unici italiani Veda, di Firenze e Zero… di Milano. Le opere andranno ad abitare gli spazi del Palazzo, in dialogo con la sua storia e con gli arredi d’epoca che vantano più di 100 anni di storia. Una chicca, nella giornata di preview e nel giorno di apertura: sarà infatti possibile in quelle date visitare anche la porzione abitativa del Palazzo, anch’essa invasa dalle opere d’arte. Gli artisti coinvolti sono Francesco Gennari, Enzo Cucchi, Louis Fratino, Anna Sophie Berger, Benjamin Hirte, Klara Liden, tra gli altri. E non si tratta di un progetto one shot. Il 2021 è il pilota di Palai. L’intento è sicuramente quello di fare altre edizioni. Magari anche valutando nuovi territori.

-Santa Nastro

Palai
Palazzo Tamborino Cezzi
Via Guglielmo Paladini, 50
73100 Lecce
Italy
[email protected]

Dati correlati
Spazio espositivoANTOINE LEVI
Indirizzo44 Rue Ramponeau, 75020 - Paris
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.