11 artisti nel parco di CityLife a Milano per evocare il Paradiso di Dante Alighieri

In collaborazione con Kooness.com e ARTE Generali, L’amor che move il sole e l’altre stelle è la grande mostra pubblica disseminata nel parco di CityLife. Organizzata nell’ambito delle celebrazioni dantesche, gli artisti presenti si sono confrontati con i temi di esilio, invenzione e linguaggio.

A CityLife la mostra L'amor che move il sole e l'altre stelle
A CityLife la mostra L'amor che move il sole e l'altre stelle

Cosa c’entra l’arte contemporanea con Dante?”. È la domanda su cui Massimiliano Finazzer Flory si interroga durante la presentazione del nuovo progetto di arte pubblica L’amor che move il sole e l’altre stelle, aperto e visitabile fino al 30 giugno 2021 nel parco di CityLife a Milano. Nell’anno delle  celebrazioni dantesche – ricorrono infatti i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta – anche l’arte contemporanea esplora i temi della Divina Commedia, riferendosi in particolare, in questa occasione, alla celebre terzina finale della cantica del Paradiso e dell’opera letteraria, da cui la mostra prende il titolo. Il progetto, guidato dalla direzione artistica di Finazzer Flory (attore, regista, drammaturgo e precedentemente assessore alla Cultura di Milano sotto la giunta Moratti) e dalla curatela esecutiva di Rossella Farinotti e Irene Sofia Comi, vede la partecipazione di undici artisti: Michelangelo Pistoletto, Roberto Cacciapaglia, il compianto maestro della fotografia Giovanni Gastel, Michela Lucenti, Alice Padovani, Alice Ronchi, Marco Nereo Rotelli, Patrick Tuttofuoco e Velasco Vitali. A queste opere se ne aggiungono due ulteriori di Lucia Cristiani e Matteo Vettorello, artisti emergenti under 35 selezionati da Kooness.com, il market place online italiano per gallerie d’arte, in collaborazione con ARTE Generali.

DANTE E L’ARTE CONTEMPORANEA SECONDO FINAZZER FLORY

Dante c’entra con l’arte contemporanea per tre ragioni”, prosegue Massimiliano Finazzer Flory spiegando le linee guida su cui sono state concepite le opere esposte. “La prima è l’esilio: una categoria politica nella quale spesso finisce l’arte, esiliata a volte da se stessa, dalle relazioni, dalla committenza o dalla domanda. Ma l’esilio può trasformarsi in opportunità, come è stato per Dante. Seconda questione: tecnica e invenzione. Nelle 4711 terzine che compongono la Divina Commedia, Dante dimostra chiaramente la sua capacità di invenzione metrica, musicale e stilistica. Infine l’ultima, l’arte pubblica: io credo che volgere il ‘volgare’ in comunicazione sia una delle possibilità dell’arte contemporanea”, conclude. “Esilio, invenzione, linguaggio: ognuno degli artisti presenti ha lavorato in queste specifiche direzioni”.

Massimiliano Finazzer Flory, Direttore artistico mostra
Massimiliano Finazzer Flory, Direttore artistico mostra

LE OPERE DELLA MOSTRA SU DANTE A CITYLIFE

A fare da cappello introduttivo alla mostra un elemento surreale: una pensilina (opera di Michela Lucenti, Fermata Tre Colori) installata all’interno del parco, sul bordo di un sentiero interno, che segna la linea 33 in “Piazza Tre Colori”: in realtà nessun autobus passerà mai da quella fermata, che assolve invece alla funzione di mappa in cui trovare i riferimenti alle opere disseminate nel verde di CityLife. Si tratta di lavori accomunati dalle stesse tematiche ma sviluppati attraverso l’impiego dei più disparati materiali, tecniche e esiti creativi: dall’opera sonora di Roberto Cacciapaglia, Cammino stellare, a quella interattiva di Matteo Vettorello, Sintonizzatore di decongestione ambientale, dalla fotografia Beatrice e il Poeta di Giovanni Gastel al noto Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Il riflesso aureo è al centro delle opere di Alice Ronchi, con SOLE/SUN e quella di Marco Nereo Rotelli, Il Sole e le altre “Stelle”; lo sguardo è il filo conduttore dell’opera di Alice Padovani (Lo sguardo sospeso/The suspense gaze) mentre la trascendenza lo è in Drop the body, di Patrick Tuttofuoco. Infine, il Paradiso dantesco è evocato da Silt Prophecy di Lucia Cristiani, che rappresenta un fondale argenteo in cui scorre un flusso d’acqua (realizzato in stagno), e Paradisi di Velasco Vitali, trentatré uccelli in bronzo patinato i quali posano sui rami di trentatré alberi piantati nel prato di CityLife.

– Giulia Ronchi

L’amor che move il sole e l’altre stelle
fino al 30 giugno 2021
parco di CityLife, Milano
https://www.city-life.it/

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CuratoriMassimiliano Finazzer Flory, Giovanni Gastel, Irene Sofia Comi
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.