Blackout Book #4. La mostra di NABA su Artribune

Quarta tappa di “Blackout Book”, la mostra in quattro parti che NABA ha progettato in collaborazione con Artribune. Questa volta gli artisti presentati sono tredici, selezionati da Marco Scotini.

Marco Scotini è Direttore Artistico di FM Centro per l’arte contemporanea, Milano, e Responsabile del programma espositivo del PAV, Parco Arte Vivente, Torino. È Direttore Scientifico dell’Archivio Gianni Colombo e dell’Archivio Bert Theis e dal 2019 è membro dell’Italian Council. Dal 2004 è Arti Visive Department Head di NABA. È lui a chiudere, in qualità di selezionatore, la quarta e ultima tappa della mostra di fine corso Blackout Book.

www.naba.it

LE PUNTATE PRECEDENTI

Blackout Book #1
Blackout Book #2
Blackout Book #3

1. LUCREZIA COSTA

Lucrezia Costa, Cathartic passages, 2021, still da video performance

Lucrezia Costa riscopre come la natura continui a insinuarsi con le sue forme curve in una realtà lineare, dominata da spigoli artificiali. La formazione da fotografa le permette di bloccare in istantanee i suoi atti performativi impegnati nell’indagine più viscerale di quelle crepe materiali ed esistenziali, da vera “scavatrice” con i piedi posati nella nuda terra, per porre l’attenzione sulla tendenza dell’uomo all’abulia in attesa che qualcosa accada.

– Elisabetta Pagella

Lucrezia Costa è nata a Roma nel 1996. Attualmente è iscritta al secondo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

2. ANDREA NOVIELLO

Andrea Noviello, Testa di un pensatore, 2021, fusione in bronzo diretta, 30x64x32 cm

Far emergere dai corpi il dubbio, il conflitto. La pratica artistica di Andrea Noviello esplora la capacità del gesto creativo di mettere a contatto sistemi e temporalità, instaurando un dialogo in contrasto e armonia con la materia che porta a una visione aperta, alla possibilità di un’immagine contenuta nella sostanza del materiale stesso. La cristallizzazione che permea oggetti e significati viene dissolta dall’interno per lasciare che le forme si rivelino in modo autonomo, nel loro potenziale di emanare e riscrivere la memoria.

– Rachele Adda

Andrea Noviello è nato a Roma nel 1996. Ha concluso il Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

3. GIACOMO SEGANTIN

Giacomo Segantin, Accelerazione del paesaggio, 2019, intervento ambientale

Rivendicare un territorio in continuo divenire, innescare cortocircuiti nel pensiero antropocentrico, forzare le contraddizioni interne all’illusione di un controllo tecnico totale sull’ambiente. La ricerca di Giacomo Segantin sottolinea l’importanza di “pensare dai margini”. Interventi site-specific: tra libertà e complessità d’azione per la creazione di spazi temporanei non conformi. Non comprare alcun materiale per la produzione artistica è la costante alla base del suo lavoro.

– Eleonora Reffo

Giacomo Segantin è nato ad Abano Terme nel 1995. Attualmente frequenta il secondo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

4. CANSU INALER

Cansu Inaler, Decamp, 2017, performance, dimensioni installazione 150×150 cm

Il nostro sguardo si costruisce abitualmente entro i confini di porte, finestre e cornici. La ricerca artistica di Cansu Inaler, invece, mira ad attivare un’ambiguità visiva tra creduto e percepito, manifesto e celato. Le opere sono, perciò, un’autobiografia dello spettatore sul proprio sguardo immaginativo, nel momento in cui questo viene privato di strutture, come della luce durante un Blackout. Capisce di aver attraversato porte e confini, di aver rotto, con l’artista, la cornice.

– Alessia Baranello

Cansu Inaler è nata a Istanbul nel 1996. Ha concluso il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali nel 2021 nel campus NABA di Milano.

5. GIORGIO MATTIA

Giorgio Mattia, Ci incontriamo a metà strada, 2019, matita su carta, legno e ferro, 18x144x55 cm

Guidato dall’interesse per le concezioni di linguaggio e di sacro, Giorgio Mattia basa la sua ricerca artistica su una giustapposizione di singoli elementi, fondamentali alla creazione della totalità. Il rapporto confidenziale e allo stesso tempo conflittuale con i suoi lavori gli ha da sempre permesso di generare sensi e non di presupporli, interessandosi a tutto ciò che è pre-teoretico, che va oltre i medium artistici e che non può essere detto.

– Sofia Caprioglio

Giorgio Mattia è nato a Frosinone nel 1997. Ha concluso il Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

6. ALESSANDRO CAVALLINI

Alessandro Cavallini, Countryside is the future, 2021, installazione con materiali naturali, 82x42x92 cm

Influenzata da studiosi come Bruno Latour o Eduardo Viveiros de Castro, la ricerca artistica di Alessandro Cavallini trova fondamento nell’antropologia e nella riflessione sul territorio. In particolare l’artista si concentra sulla campagna, definibile come una “zona temporanea anarchica”, ovvero dove la vita si sviluppa secondo schemi che contrastano i dettami capitalistici. Obiettivo dell’artista è dunque dare voce alla poetica di un luogo che troppo spesso viene sottovalutato e depotenziato.

– Anna Del Torchio

Alessandro Cavallini è nato a Milano nel 2000. Attualmente è iscritto al secondo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

7. MARTA GRADENIGO

Marta Gradenigo, Monochrome, 2021, olio su tela non intelaiata, 200×200 cm

Cresciuta nell’incanto della laguna veneziana, Marta Gradenigo – pittrice dall’animo sensibile – ha visto con i suoi occhi quanto l’azione umana, se sconsiderata, possa deteriorare irrimediabilmente anche ciò che può sembrare eterno. La sua arte mira alla salvaguardia della natura attraverso un intimo dialogo con essa: mossa dall’urgenza di prendersi cura della bellezza di ciò che è fragile, prende parte alla residenza artistica Arca 75 il cui intento è quello di porre al riparo ciò che va salvato.

– Giulia Frezzato

Marta Gradenigo è nata a Venezia nel 1998. Attualmente è iscritta al terzo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

8. OLIVIER RUSSO

Olivier Russo, #23.1))) 001, 2021, installation view, misure variabili, disegno 50×70 cm, stampa 100×70 cm, disegno a grafite e foto collage digitale

Olivier Russo è un artista che fa del concetto di frequenza cosmica la sua ricerca personale. Nell’interpretazione dell’universo come un insieme di frequenze radio, la dimensione sonora diviene spaziale, permeando i luoghi e modulandoli. Russo edifica allora microuniversi minimali, intimi e personali che, nella loro bidimensionalità, concedono allo spettatore un incontro psico-analogico. La spazialità dell’essere si tende così in divenire attraverso un isolamento concettuale in contatto con l’Universo e in attesa di risposta.

– Nicola Bacchetti

Oliver Russo è nato a Bergamo nel 1994. Attualmente è iscritto al secondo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

9. DANIELA JAKRLOVA’ RIVA

Daniela Jakrlova’ Riva, Nel fitto bosco di trifogli, 2019, particolare, compensato, cera d’api, 3 monitor, video 28′, colore, suono

È il concetto sulla relazione tra natura e artificio a fare da protagonista nel processo artistico di Daniela Jakrlova’ Riva che, in un gioco di elementi riflessi, fonde una realtà terrena a una visione onirica. L’immagine è celata e opacizzata attraverso la materia scelta, che trasforma lo spazio fisico in un paesaggio immaginifico per offrire diverse possibilità di contemplazione. In queste emerge l’impronta dell’uomo, che ha modificato l’ambiente naturale per renderlo adeguato alle proprie esigenze.

– Tonia Paladini

Daniela Jakrlova’ Riva è nata a Torino nel 1997. Attualmente è iscritta al primo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

10. EMMA MORICONI

Emma Moriconi, Torrente, 2020, olio e pastello a olio su cotone, dimensioni variabili

I mondi micro e macro si amalgamano creando una relazione di scambi reciproci che costituiscono l’ambiente in cui viviamo. Tali connessioni sono esplorate da Emma Moriconi, che reinterpreta immagini di microrganismi visti al microscopio per comunicare il legame tra la vita a livello micro del nostro corpo e quella a livello macro dell’ecosistema-mondo, eliminando la divisione uomo-natura e professando un rapporto primordiale con la terra. Nei suoi dipinti, geologia e biologia cooperano e riescono a dar vita a forme e colori armoniosi.

– Micol Califano

Emma Moriconi è nata a Milano nel 1997. Attualmente è iscritta al secondo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

11. PAOLO GAMBA

Paolo Gamba, Ápeiron, 2021, installazione, dimensioni variabili

Paolo Gamba propone una riattivazione di quella soggettività primordiale che è stata lentamente soffocata dalle narrazioni dominanti: una profanazione dei costrutti culturali che sovrascrivono e vincolano i corpi. Ápeiron ci parla di una natura grezza: materia processuale, autopoietica, caduca perché fisica. La sua trasposizione all’interno di un contesto espositivo evidenzia come quest’ultimo cerchi perennemente di museificare le forme, perimetrandole in un’inquadratura abitabile e paesaggistica.

– Maria Carla Forina

Paolo Gamba è nato a Bergamo nel 1992. Ha concluso il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali nel 2021 presso il campus NABA di Milano.

12. SEBASTIAN RODRIGUEZ MENDIETA

Sebastian Rodriguez Mendieta, Bookshelf of ruin memories, 2020, video, modelli, cemento e rete saldata

Memoria, ricordo, architettura come atto poetico. Sono questi i punti focali attorno ai quali si articola la produzione di Sebastian Rodriguez Mendieta; formatosi come architetto, l’artista colombiano parte da un’intima esplorazione di se stesso e di ciò che esperisce per veicolare domande come: in che modo la memoria si fa pilastro di pratiche contemporanee quali l’architettura e la fotografia? Come si possono vivere quegli spazi che ci circondano e che appartengono alle utopie?

– Veronica Tremolada

Sebastian Rodriguez Mendieta è nato a Bogotá nel 1994. Ha concluso il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali nel 2021 presso il campus NABA di Milano.

13. EMANUELE CANTÒ

Un’accurata ricerca fotografica diventa presupposto per lo sviluppo di opere video in cui la componente sonora è determinante quanto quella visiva. La vibrante sensibilità rispetto a ciò che lo circonda fa emergere la volontà di indagare il panorama socioculturale a partire dalla tradizione del cinema documentario. La profonda fase di post-produzione e la solida formazione da filmmaker attribuiscono ai cortometraggi di Emanuele Cantò un’inclinazione da fiction cinematografica, consentendogli di operare tra cinema e videoarte.

– Francesco I. Scalas

Emanuele Cantò è nato a Pescara nel 1997. Attualmente è iscritto al secondo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

Dati correlati
CuratoreMarco Scotini
Spazi espositiviNABA - NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI, NABA - NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI
Indirizzo
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marco Scotini
Marco Scotini è Direttore Artistico di FM Centro per l’arte contemporanea, Milano, e Responsabile del programma espositivo del PAV, Parco Arte Vivente, Torino. È Direttore Scientifico dell’Archivio Gianni Colombo e dell’Archivio Bert Theis e dal 2019 è membro dell’Italian Council. Dal 2004 è Arti Visive Department Head di NABA. Dopo numerose collaborazioni con istituzioni artistiche internazionali (Van Abbemuseum, Eindhoven, Documenta, Kassel, MAXXI, Roma, SALT, Istanbul, Castello di Rivoli), ha curato il Padiglione dell'Albania alla Biennale di Venezia (2015), co-curato la prima Biennale di Anren in Cina (2017) ed è stato Direttore Artistico della seconda Yinchuan Biennale (2018). Tra le pubblicazioni più recenti: Utopian Display. Geopolitical Curating (Quodlibet NABA Insights, 2019), Politiques de la Végétation (Eterotopia France, 2019), Artecrazia (DeriveApprodi, 2017).