Blackout Book #3. La mostra di NABA su Artribune

Terza tappa di “Blackout Book”, la mostra in quattro parti che NABA ha progettato in collaborazione con Artribune. Questa volta gli artisti presentati sono dodici, selezionati dal curatore e saggista Pierre Bal-Blanc.

Saggista e curatore di base a Parigi e Atene, Pierre Bal-Blanc ha fatto parte dello staff curatoriale di Documenta 14 a Kassel nel 2017 e ha diretto il CAC Bretigny dal 2003 al 2015. È lui il selezionatore della terza tranche di artisti di Blackout Book, la mostra di fine corso di NABA.
Come di consueto, i testi sono affidati al CSD – Critical Studies Department, spazio sperimentale di ricerca ideato dagli studenti del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali durante il primo lockdown.

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1. SHAOQI YIN

Shaoqi Yin, Eroe e la gabbia n.1, 2019, still da video digitale, 8’34”

Shaoqi Yin è un giovane artista originario di Wuhan. Da sempre appassionato alla pittura, sviluppa la propria pratica artistica nel contesto accademico italiano, esprimendosi anche attraverso la fotografia e il video. Ciò che caratterizza la sua ricerca è una riflessione emotiva e personale sulla condizione dell’uomo. L’artista, infatti, indaga sia i sogni e le ambizioni che muovono l’animo umano, sia le relazioni che si possono instaurare tra gli individui e gli elementi naturali circostanti.

– Anna Del Torchio

Shaoqi Yin è nato a Wuhan nel 1996. attualmente è iscritto al primo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

2. SILVIA BERRY

Disegno, scultura, performance. La concatenazione di opere, realizzate attraverso medium differenti, caratterizza la pratica artistica di Silvia Berry. Il punto di partenza è il corpo, dal quale nasce poi la necessità di creare disegni e oggetti che possano intessere delle relazioni fisiche con esso. La necessità di sviluppare un’interdisciplinarietà più personale, ha portato l’artista a cimentarsi in ambiti a lei sconosciuti, per riscoprire quell’aspetto di giocosità e manualità tipiche di chi si approccia in maniera autodidatta.

– Micol Califano

Silvia Berry è nata a Lodi nel 1998. Ha concluso il Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

3. CHIARA MARIA SURACI

Chiara Maria Suraci, Enacte (di cento trame, cerimonia), 2020, performance

Chiara Maria Suraci indaga la dimensione rituale attraverso tecniche e materiali diversi, impiegando anche il corpo come mezzo specifico attraverso il quale il gesto sacro e religioso si compie nella sua forma ripetitiva e minuziosa, in cui ogni dettaglio si inscrive in un concatenamento dalle modalità esecutive precise. Azioni e scene specifiche stabiliscono ordinate direzioni per la trasformazione di accumuli di materia in forme lavorate attraverso processi che lasciano traccia del loro accadere.

– Paola Pietronave

Chiara Maria Suraci è nata a Milano nel 1999. Attualmente è iscritta al secondo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

4. AIDA PORTUESI

Aida Portuesi, Body Constructions IV, 2021, ceramica, carta fotografica traslucida opaca, pittura, vernice, 20×25 cm

Aida Portuesi non accetta definizioni o, meglio, non ammette costrizioni. Così la sua ricerca è un’indagine perpetua verso la propria soggettività. Aida interroga la materia, si affida all’argilla e la modella come se si trattasse di un rituale. Nelle sue sculture, che richiamano il profilo del corpo umano, l’elemento organico non permette alcuna forma determinata. La fluidità è altresì snodo degli autoscatti, percepiti come autoritratti, in cui genere e sesso non fungono più da processi di identificazione.

– Vittoria Mascellaro

Aida Portuesi è nata a Elche (Alicante) nel 1999. Attualmente è iscritta al terzo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

5. JESSIE YU

Jessie Yu, Rimasugli di un giovane epistolario, 2021, still da film, footages photographs collages voice over poetries, 8’29”

Attraverso un utilizzo non canonico delle immagini, in movimento e non, Jessie Yu presenta realtà differenti incastrate in un viaggio che percorre i mille aspetti del contemporaneo. La sua è una ricerca mixed-media trasformatasi nell’ultimo anno in un atlas audio-visuale e work-in-progress: esplora fonti soggettive come il proprio corpo e raccoglie esperienze collettive. Fotografie, video e parole si immergono tra sogno e malinconia nell’impossibilità di vivere un solo singolo stato d’animo.

– Francesca Liantonio

Jessie Yu è nata a Bagno a Ripoli nel 1999. Attualmente è iscritta al terzo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

6. CORINA TREVISAN

Corina Trevisan, Se avessimo occhi di pietra_, 2019, performance

Artista interessata alla performance, Corina Trevisan utilizza il suo luogo di nascita, la città di Trieste, come campo di sperimentazione politica. Analizza a fondo le dinamiche di un territorio storicamente disegnato dai suoi confini, attraverso un insieme di azioni che comprendono il contemporaneo come una sovrapposizione temporale, mai come un ente isolato nel presente. La processualità caratterizza la pratica dell’artista, facendo sì che le sue performance inizino molto prima dell’azione in sé.

– Gabriella Kolandra

Corina Trevisan è nata a Trieste nel 1995. Attualmente sta concludendo il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

7. GRETA MARIA GEROSA

Greta Maria Gerosa, La Pasticceria, 2020, stampa Van Dyck su tessuto grezzo e filo di cotone, 39×27 cm

L’aridità del confinamento che muta in necessità di creazione. Un’assenza resa materiale intessendo trame concrete, che attingono a memorie infantili: in questo modo Greta Maria Gerosa plasma luoghi sicuri, parlando attraverso l’universalità del rifugio. Le sue capanne sono corpi e strutture nomadi, volte a ricreare spazi altri dove potersi immergere e ritrovare. Eliminando il carattere fisso e univoco, ogni lavoro si risolve esclusivamente nell’incontro con l’altro, creando realtà caleidoscopiche e irripetibili.

– Lara Pisu

Greta Maria Gerosa è nata a Lecco nel 1997. Attualmente è iscritta al primo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

8. BENEDETTA PORRINI

Benedetta Porrini, Risonanza, 2020, performance, 1’14’’

Scarti, macerie, relitti di una realtà fatta di merci che la società produce e immediatamente ripudia e dimentica: è a questi fantasmi che Benedetta Porrini si rivolge con amorevolezza, raccogliendoli e restituendogli un’identità e un posto nel mondo. Più precisamente, li colloca in quella zona di resistenza costituita dalle esperienze più umane e primordiali come il gioco, la riflessione, il contatto col mondo naturale. Questo atto gentile è forse il grido più aspro contro l’indifferenza della modernità consumista.

– Arianna Tremolanti

Benedetta Porrini è nata a Rho nel 1998. Attualmente è iscritta al primo anno del Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali presso il campus NABA di Milano.

9. ELISA VERONELLI

Elisa Veronelli, AXOLOTL XYLITOL, 2021, libro d’artista, frottage e stampa digitale su acetato trasparente, 14 x 22 cm, pp. 164

La ricerca di Elisa Veronelli si articola prevalentemente attraverso la rielaborazione di immagini tratte da testi letterari e rese sensibili, talvolta trasposte in situazioni installative, spesso effimere, che privilegiano i contesti naturali e boschivi. La costante ricerca di equilibrio tra cogitazione e uno sguardo verso il mondo esterno si risolve in visioni traslucide ottenute attraverso la cospicua qualità pittorica nell’utilizzo delle velature.

– Silvia Ontario

Elisa Veronelli è nata a Lecco nel 1991. Ha concluso il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali nel 2021 presso il campus NABA di Milano.

10. GIULIA TERMINIO

Giulia Terminio, Studi interrotti per affetto, 2020, still da video, 28’20”

Un corpo poroso che sceglie consapevolmente di esporsi costituisce vulnerabilità. Un legame sentimentale con lo strumento, senza prevedere l’affezione, porta Giulia Terminio a raccogliere narrazioni sempre rinnovate, nutrite necessariamente da memorie spontanee. L’utilizzo intuitivo del mezzo filmico, prolungamento di sé, introduce una selezione fisiologica. Ciò che sfugge è soggetto a rielaborazione, la visione stessa muta; si assiste a un processo di accettazione.

– Eleonora Reffo

Giulia Terminio è nata a Varese nel 1996. Ha concluso il Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

11. SOYEON LEE

Penal Colony è un lavoro che tocca profondamente la storia di Soyeon Lee. Basato sulla testimonianza diretta di suo nonno che ha vissuto la colonizzazione giapponese in Corea, il video, attraverso l’utilizzo del linguaggio, vuole narrare il trauma subito dalla popolazione coreana nel dover imparare forzatamente una nuova cultura da zero. Le parole, protagoniste dell’opera, sono proiettate sulla pelle nuda, richiamando direttamente gli effetti della macchina di tortura inventata da Kafka ne La colonia penale.

– Silvia Rossetti

Soyeon Lee è nata a Daegu, Corea del Sud, nel 1994. Ha concluso il Biennio Specialistico in Arti visive e Studi Curatoriali nel 2021 presso il campus NABA di Milano.

12. ELISA CENERI

Elisa Ceneri, Discorsi, 2020, frame da video, 12′

Amante del palcoscenico e degli elementi che gli gravitano attorno, Elisa Ceneri mette in scena performance intime ma universali. Il campo di ricerca si fonda sui temi della memoria, della parola e dell’identità. Tutte le opere, seppur con media diversi, hanno sempre un tono dolceamaro, mixando tematiche attuali con pratiche desuete. La decontestualizzazione e l’uso ricorrente delle maschere sollecitano spesso un’ironia bonaria, tipica di un certo teatro.

– Federico Bianchini

Elisa Ceneri è nata a Sarzana nel 2000. Attualmente è iscritta al secondo anno del Triennio in Pittura e Arti visive presso il campus NABA di Milano.

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CuratorePierre Bal-Blanc
Spazi espositiviNABA - NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI, NABA - NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI
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Pierre Bal-Blanc
Pierre Bal-Blanc è curatore indipendente e saggista, vive tra Atene e Parigi. Das Ökonomieballet (The Economy Ballet) è l'ultima performance da lui adattata, realizzata da Franz Erhard Walther, Peter Kogler e Matthieu Saladin (Erste Campus, Vienna, 2020) e documentata in Der Canaletto Blick-The Canaletto View (Walther König, 2020). È stato tra i curatori di documenta 14 (Atene, Kassel, 2017) e Direttore Artistico del CAC Brétigny. Nel 2019 ha sviluppato Collective Exhibition for a Single Body-The documenta 14 Score (Museumcultuur Strombeek Gent, 2019). Tra gli altri progetti: La monnaie vivante (CAC Brétigny/Micadanses, 2005-06; Tate Modern, Londra, 2008; MOMA, Varsavia, e Biennale di Berlino, 2010), Soleil Politique (Museion, Bolzano, 2014), The Death of the Audience (Secession, Vienna, 2010). Pierre Bal-Blanc insegna in NABA presso il Dipartimento di Arti Visive.