Anche Documenta 15 a Kassel potrebbe essere rinviata dal 2022 al 2023 causa pandemia

La mostra che ogni cinque anni si svolge in Germania potrebbe essere rinviata di un anno. Il motivo? Le difficoltà organizzative causate dall’impossibilità di viaggiare liberamente. Condizione che porterebbe gli artisti della rassegna a non potere svolgere periodi di residenza a Kassel

documenta 14, Kassel, 2017
documenta 14, Kassel, 2017

Come già accaduto nel 2020, l’anno appena iniziato – almeno in queste prime fasi – non sembra differenziarsi molto dal precedente per quanto riguarda la calendarizzazione degli eventi del mondo dell’arte. A partire da alcune fiere che, sperando nel tanto agognato “ritorno alla normalità”, hanno deciso di rinviare i loro appuntamenti dalla prima alla seconda parte dell’anno: è il caso di Art Basel, che ha posticipato la sua prossima edizione a Hong Kong da marzo a maggio, Frieze Los Angeles, rinviata da febbraio a luglio, e miart, che non si terrà dal 9 all’11 aprile – come era stato annunciato lo scorso settembre in occasione della nomina di Nicola Ricciardi a nuovo direttore artistico –, ma dal 17 al 19 settembre. Se alla base di queste scelte è la convinzione – forse più che altro la fiducia – che la pandemia possa (in parte) risolversi nei prossimi mesi, c’è però chi teme di non riuscire a organizzare una manifestazione per il 2022, pensando già di posticiparla al 2023. A sollevare la perplessità è documenta, rassegna internazionale d’arte contemporanea che ogni cinque anni si svolge a Kassel, in Germania. 

DOCUMENTA 15 POSTICIPATA AL 2023?

La decisione di posticipare la rassegna di un anno, se dovesse essere presa, dipenderebbe dalle restrizioni sui viaggi imposte in questi mesi: condizione, questa, che limiterebbe i lavori di organizzazione della mostra. “Se le cose continuano così fino alla fine dell’anno, come alcuni ipotizzano, senza alcun viaggio – il che significa ad esempio che non possiamo organizzare le cose o avere persone che lavorano in loco – allora non sarà possibile fare l’edizione del 2022”, ha dichiarato il direttore generale di documenta Sabine Schormann. “I preparativi per documenta 15 procedono secondo i piani e l’intero team è altamente motivato. L’unico approccio responsabile è quello di monitorare da vicino gli sviluppi della pandemia da coronavirus per poter prendere ulteriori decisioni nell’estate del 2021. Al momento, siamo fiduciosi che i vaccini consentiranno un ritorno a una vita il più normale possibile nel prossimo futuro”. 

CURATORI E TEMA DI DOCUMENTA 15 

Il problema alla base dell’organizzazione della prossima documenta è che alcune attività non possono essere svolte in smart working: la prossima mostra infatti, secondo l’idea dei curatori, ovvero il collettivo indonesiano dei ruangrupa, prevede che gli artisti trascorrano lunghi periodi di residenza a Kassel per la preparazione del progetto. Non avrebbe “assolutamente senso”, ha continuato Schormann, andare avanti con documenta realizzandola in “forma semplificata che non trasmettesse lo spirito”, riporta The Art Newspaper.“Vogliamo creare una piattaforma artistica e culturale orientata, cooperativa e interdisciplinare che abbia un impatto oltre i 100 giorni di documenta 15”, spiegavano Farid Rakun e Ade Darmawan, membri dei ruangrupa, in occasione della loro nomina a curatori di documenta 15. “Il nostro approccio curatoriale mira a un diverso modello di utilizzo delle risorse orientato alla comunità, non solo economico, ma anche prendendo in considerazione idee, conoscenze, programmi e innovazioni. Se nel 1955 documenta fu lanciata per guarire le ferite della guerra, perché non dovremmo focalizzare la rassegna sulle ferite odierne, specialmente quelle radicate nel colonialismo, nel capitalismo o nelle strutture patriarcali, e contrapporle a modelli basati sulla partnership che permettano alle persone di avere una diversa visione del mondo”.Per sapere se, nelle condizioni attuali, documenta 15 potrà regolarmente svolgersi nel 2022, bisognerà attendere fino alla prossima estate. 

– Desirée Maida 

www.documenta.de

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.